A confermarlo sono numerosi studi scientifici, tra cui una ricerca condotta dal Ministero dell’Ambiente e dell’Alimentazione della Danimarca insieme all’Agenzia Nazionale della Pesca
Milano, 29 maggio 2025 – L’EPS (polistirolo espanso sinterizzato) è tra i materiali plastici meno presenti nei mari, eppure tra i più demonizzati. È tempo di guardare ai dati e non alle impressioni.
A dispetto di percezioni fuorvianti basate sulla semplice conta visiva degli oggetti, i dati scientifici lo collocano tra i materiali con minore incidenza nelle acque e sulle coste.
A confermarlo sono numerosi studi, tra cui una rilevante ricerca condotta dal Ministero dell’Ambiente e dell’Alimentazione della Danimarca insieme all’Agenzia Nazionale della Pesca[1] .
Analizzando i rifiuti presenti sulle coste del Mar Baltico, lo studio ha evidenziato che, sebbene l’EPS rappresenti circa l’11% dei rifiuti in plastica per numero, la sua presenza in peso effettivo non è superiore all’1%. In Paesi come Germania, Svezia, Estonia e Finlandia la percentuale scende addirittura sotto l’1%.
A questo va aggiunto che l’EPS, grazie alla sua leggerezza e alla naturale galleggiabilità, non si deposita sui fondali ma resta in superficie, rendendone più semplice il recupero sia dai mari che dalle spiagge. È anche facilmente riconoscibile per forma e struttura, tracciabile lungo tutta la filiera e quindi selezionabile e gestibile in modo efficiente. Tutte queste caratteristiche, unite alla possibilità di essere riciclato al 100%, contribuiscono a rendere l’EPS un materiale sostenibile, già oggi perfettamente integrato nei modelli di economia circolare.
Anche in Italia, secondo stime AIPE (Associazione Italiana Polistirene Espanso), i dati risultano in linea.
“I dati dimostrano chiaramente che l’EPS non è tra i materiali plastici responsabili dell’inquinamento sottomarino – dichiara Giuseppe Rinaldi, Presidente di AIPE –. Il fatto che sia leggero e visibile ha alimentato un pregiudizio, ma in termini di impatto reale pesa pochissimo. Serve cambiare il paradigma di misurazione: non contare gli oggetti, ma valutarne l’effettivo contributo in peso”.
Uno studio sulla Great Pacific Garbage Patch, [2] la più nota area di accumulo di plastica galleggiante al mondo, rafforza il quadro: i materiali plastici espansi – tra cui l’EPS è solo una parte – rappresentano meno del 5% del totale in peso. Una percentuale che dimostra quanto sia limitato l’effettivo contributo dell’EPS all’inquinamento marino.
Una filiera virtuosa, già attiva
L’EPS è riciclabile al 100% e si distingue per un eccellente rapporto peso/prestazione. È composto al 98% da aria, è atossico, non sviluppa microrganismi, resiste all’umidità e non richiede sanificazione pre-riciclo, nel caso, ad esempio, delle cassette del pesce. Queste caratteristiche lo rendono uno dei materiali più sostenibili per l’imballaggio alimentare, in particolare nel settore ittico.
Dal 2021, AIPE ha avviato un progetto pilota con il Mercato Ittico di Milano, il più grande d’Italia: oltre 200 tonnellate di EPS vengono raccolte e riciclate ogni anno, equivalenti alla quasi totalità delle cassette utilizzate. Un esempio concreto e replicabile di economia circolare efficiente.
Il quadro normativo premia l’EPS
Anche il nuovo Decreto CAM Rifiuti (Criteri Ambientali Minimi per il servizio di raccolta dei rifiuti urbani), pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 aprile 2025, riconosce l’EPS al pari di altri materiali per la raccolta differenziata e promuove le filiere di riciclo. Questo include anche la micro-raccolta in ambito urbano per favorire la preparazione al riutilizzo e al riciclo.
Collaborazioni e impegni
AIPE collabora attivamente con COREPLA per il recupero del polistirene post-uso e ha siglato un protocollo operativo già nel 2003 che ha portato alla creazione delle piattaforme PEPS per la raccolta e il riciclo su scala nazionale.
Inoltre, l’Associazione partecipa a ICESP (Piattaforma Italiana per l’Economia Circolare) e a progetti europei promossi da EUMEPS. Ha anche sottoscritto l’iniziativa Operation Clean Sweep® per ridurre la dispersione di microplastiche: la quasi totalità delle aziende associate ha aderito.
“Il nostro impegno è chiaro: aumentare i volumi di EPS riciclato – aggiunge Rinaldi –. Nel 2022, solo dal comparto imballaggio, abbiamo superato le 20.000 tonnellate riciclate, con un incremento del 25% rispetto al 2019. Per il periodo 2023-2025 stimiamo un ulteriore +15%”
Un materiale del presente e del futuro
Lontano dai luoghi comuni, il polistirene espanso è oggi uno dei materiali più tracciabili, riciclabili ed efficienti per l’imballaggio e l’isolamento termico. Grazie al suo ridotto impatto ambientale in termini di peso disperso in mare, alla sua galleggiabilità e alla consolidata infrastruttura di recupero, l’EPS rappresenta un modello di riferimento nell’ambito dell’economia circolare delle plastiche.
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AIPE - Associazione Italiana Polistirene Espanso - senza fini di lucro è stata costituita nel 1984 per promuovere e tutelare l’immagine del polistirene espanso sinterizzato (EPS) e per svilupparne l’impiego e il riciclo secondo principi di economia circolare.
Fanno parte di AIPE le aziende produttrici di materia prima, il polistirene espandibile, fra le quali figurano le più importanti industrie chimiche europee, i trasformatori dell’EPS - sia per la produzione di lastre per l’isolamento termico che di manufatti e materiali tecnici per edilizia e imballaggio - e i riciclatori, ovvero aziende specializzate nel riciclo.
Un gruppo di soci è costituito, infine, dalle aziende fabbricanti di tecnologie per la lavorazione del polistirene espanso sinterizzato e per la produzione di sistemi per l’edilizia.
A livello internazionale l’Associazione rappresenta l’Italia in seno a EUMEPS, l’organizzazione europea che raggruppa le associazioni nazionali dei produttori di EPS.
L’Associazione, inoltre, opera a stretto contatto con Enti e Istituzioni finalizzando la propria attività alla redazione di norme e protocolli nei settori edilizia, imballaggio ed economia circolare.
Collabora attivamente alla promozione della raccolta e riciclo dell’EPS in sinergia con COREPLA (Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Plastica) e, in qualità di partner tecnico, con CORTEXA (Consorzio che riunisce le più importati aziende specializzate nel settore dell’isolamento termico a cappotto in Italia) per veicolare, diffondere e condividere la cultura dell’isolamento a cappotto di qualità.
Sostiene e promuove la ricerca di nuovi progetti di riciclo a livello nazionale ed europeo, partecipa ad ICESP (Piattaforma Italiana degli Attori dell’Economia Circolare) ed è coinvolta in circuiti virtuosi per il riciclo di alcune tipologie di manufatti, tra cui le cassette per il pesce e gli imballaggi in EPS.
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