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Fino a oggi il secondo seminario nazionale della Rete dei Galpa

I 28 paternariati riuniti per attuare le strategie di sviluppo locale per le attività di acquacoltura e pesca

26, Mar 2026

PESCA E ACQUACOLTURA: a Venezia, fino a oggi, il secondo Seminario nazionale della Rete dei Galpa.

 Da tutto il Paese, riuniti i 28 partenariati locali chiamati a tradurre in azioni concrete sui territori il Programma nazionale Feampa 2021-2027.

A sostegno delle imprese e delle comunità locali costiere, oltre 107 milioni di euro assegnati ai Galpa per promuovere la pesca sostenibile e la  conservazione delle risorse biologiche, innovare i processi di trasformazione dei prodotti ittici e sviluppare l’economia blu. 

Da Venezia riparte la call a istituzioni e territori per allargare  il partenariato a sostegno della candidatura della piccola pesca a patrimonio culturale dell’umanità Unesco.


Venezia, 25 marzo 2026 – Gli effetti dei cambiamenti climatici, la diffusione di specie aliene invasive, l’evoluzione dei mercati ittici e oggi anche l’aumento dei costi energetici: sono alcune delle principali criticità e insieme le sfide che stanno mettondo in gravi difficoltà il settore della pesca e dell’acquacoltura. Per affrontarle, l’unica via è la cooperazione, tra territori, comunità locali, imprese e pescatori. È questo il tema al centro del secondo Seminario nazionale dei Galpa – i Gruppi di azione locale impegnati a dare attuazione alle strategie di sviluppo locale (SSL) comunitarie di tipo partecipativo –, apertosi ieri pomeriggio a Venezia al Centro culturale don Orione Artigianelli.

Dal titolo “Galpa in rete: la cooperazione per lo sviluppo locale nei territori della pesca e dell’acquacoltura”, l’iniziativa è promossa e organizzata dalla Rete nazionale CLLD dei Galpa nell’ambito del programma nazionale Feampa (Fondo Europeo Affari Marittimi Pesca e Acquacoltura) 2021-2027, in collaborazione con Regione del Veneto e Flag Veneziano, con il sostegno del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf), e il patrocinio di Regione del Veneto, Comune di Venezia, Città metropolitana di Venezia e Comune di Cavallino-Treporti di Venezia. 

 

Riuniti a Venezia, i 28 Galpa attivi in tutte le regioni costiere del nostro Paese sono chiamati a dare attuazione a strategie di sviluppo locale, sostenute dall’Unione europea attraverso il Programma nazionale Feampa 2021-2027. Tradotte in obiettivi concreti nei Piani di azione locale (PdA), si tratta di strategie costruite dal basso, ossia sviluppate sulla base delle priorità individuate dai costituiti partenariati locali per i territori e mirate a promuovere un’economia blu sostenibile nelle aree costiere, insulari e interne, innovare i processi di trasformazione dei prodotti ittici e a favorire l’integrazione tra pesca e acquacoltura e gli altri settori della Blue Economy.

Complessivamente, per l’attuazione dei propri Pda il sistema dei Galpa dispone di risorse pari a circa 107 milioni e 300mila euro, di cui 53 milioni e 650mila come quota UE e i rimanenti come quota di Masaf e Regioni. Per i due Galpa veneti sono oltre 6 milioni di euro le risorse ad oggi impegnate per dare attuazione ai rispettivi PdA, a fronte dei complessivi 8,5 milioni di euro assegnati in dotazione e comprendenti le risorse UE e quelle di Masaf e Regione; 30 i progetti candidati e approvati per Flag Veneziano e 24 per Galpa Chioggia e Delta del Po. 

Aprendo il seminario, ieri pomeriggio, il presidente del Flag Veneziano Antonio Gottardo, ha sottolineato: «Di fronte ai tanti, pesanti fronti di crisi aperti per il mondo della pesca e dell’acquacultura, crediamo fortemente che la cooperazione sia l’unica via e serva tracciarla insieme. Quello della pesca è infatti un settore tendenzialmente individualista, ma stare soli oggi significa rischiare di rimanere l'ultimo gradino della catena economica e commercialePer questo invece ci stiamo dando l’obiettivo e l’impegno di creare sistema e di fare massa critica, per affrontare le sfide che ci attendono ma anche orientare le politiche di filiera in maniera unitaria e cooperativa».

Dario Bond, assessore all’Agricoltura, Foreste, Montagna, Politiche venatorie e Pesca della Regione del Veneto, intervenuto all’avvio dei lavori ha detto: «Quella della pesca è una crisi che ho toccato subito con mano al porto di Pila, dove per una serie di coincidenze naturali, geologiche e idrauliche, ci sono fiumi di sabbia che devono essere asportati per far spazio al passaggio delle imbarcazioni. In tempi brevi, e con il fondamentale coinvolgimento del prefetto di Venezia, siamo riusciti a fare un appalto in somma urgenza per lo sghiaiamento del porto. Siamo partiti da Pila perché è un porto peschereccio attivo e importante, che produce anche grosso fatturato, ma si tratta solo di un esempio rappresentativo della più ampia crisi che il settore sta attraversando e che possiamo e dobbiamo affrontare solo facendo squadra». 

Per il Comune di Venezia è intervenuto l'assessore al Commercio e alle Attività produttive Sebastiano Costalonga, che ribadendo la forte vicinanza dell'amministrazione comunale al mondo della pesca ha detto: «La situazione di profonda difficoltà delle nostre marinerie configura un'emergenza non solo economica ma anche sociale, con ricadute importanti su molte famiglie del territorio. In questo contesto, il ruolo dei Galpa diventa fondamentale: modelli come l'ittiturismo e la filiera corta rappresentano non solo tradizioni da tutelare, ma concrete opportunità di sviluppo, capaci di rendere il settore più resiliente rispetto alle crisi globali. Venezia, scelta a sede di questo importante appuntamento, con la sua storia indissolubilmente legata all'acqua si conferma il luogo ideale per delineare le prospettive future della pesca in vista del 2027». 

«Ci troviamo in un momento di grande difficoltà del settore, perché i costi che i nostri pescatori devono sostenere sono enormi – ha evidenziato Graziella Romito, direttrice generale della Direzione della Pesca marittima e dell'Acquacoltura del Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste –. Senz’altro questa è tra le priorità più urgenti, rispetto alla quale il Governo è intervenuto di recente riducendo la tassazione del carburante. Dall'altro lato, in un'ottica di lungo periodo, bisogna sicuramente intervenire per ristrutturare il settore, favorire ad esempio anche una conversione della flotta in una a più basso impatto energetico,... Insomma bisogna fare un ragionamento più ampio, e in questo contesto sicuramente serve lavorare a livello di negoziato con la Commissione europea per garantire al settore della pesca risorse sufficienti». E rispetto al tema centrale della cooperazione Romito ha aggiunto: «Il sistema della cooperazione è fondamentale, come ci dimostra il lavoro dei Galpa che sanno mettere insieme tutta una serie di attori del territorio, ascoltandone i bisogni e individuando le linee di azione necessarie».

A tracciare un primo bilancio dello stato di attuazione delle strategie di sviluppo sostenute da Feampa è stato anche Francesco Terenzi, coordinatore Rete nazionale Galpa, che ha spiegato: «La situazione è abbastanza positiva: quasi tutte le risorse sono state impegnate per i 28 Galpa e tutti presentano un avanzamento di spesa. Tra le priorità di questa prossima fase, da un lato senz’altro promuovere la cooperazione, dall’altro migliorare il monitoraggio dei progetti, ora concentrato sull’avanzamento finanziario, dando maggior valore ai dati qualitativi per misurare l'efficacia delle strategie sui territori e anche per incominciare a posizionare i nuovi Galpa per la prossima programmazione 2028-2034». 

L’evento di questi giorni rappresenta un’importante occasione di confronto tra Galpa, istituzioni locali e nazionali e gli altri attori coinvolti, per valorizzare le esperienze già maturate in tema di cooperazione nei diversi contesti regionali, favorire sinergie e attivare nuove partnership rispetto a progettualità in avvio. Tra quelle di cooperazione raccontate in questi giorni il progetto “Patrimonio culturale della pesca” (Pcp), ossia il percorso di candidatura della pesca italiana con attrezzi tradizionali nelle lagune e in mare come patrimonio culturale immateriale Unesco. Lanciato al G20 Spiagge di Caorle nel 2024 con il coinvolgimento di sei diverse regioni (Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Marche, Toscana e Abruzzo), il progetto, che vede Flag Veneziano capofila ed entra ora in una ulteriore fase, rilancia da Venezia la propria call to action a istituzioni, amministrazioni e partner per allargare il partenariato di sostegno alla candidatura.

Domani, giovedì 26 marzo, le delegazioni saranno in visita agli ittiturismi e pescaturismi della laguna nord di Venezia, la “Casa della pesca” di Cavallino-Treporti e l’“Isola di Burano” per conoscere direttamente alcune buone pratiche risultato dell’efficiente gestione di progetti di azione locale sostenuti dalla programmazione europea che hanno avuto ricadute concrete sulle imprese e sul territorio.  

 

Ufficio stampa Flag Veneziano – IKON Comunicazione di Marta Giacometti

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