La piattaforma B2B che mette in relazione la domanda della GDO con l’offerta delle Aziende italiane dell’agroalimentare.
Il convegno “Acquacoltura è agricoltura” a Fieragricola
L’acquacoltura è agricoltura. E riguarda tanto il mare quanto i fiumi. Con questa consapevolezza l’Associazione Piscicoltori Italiani-API, aderente a Confagricoltura, ha partecipato a Italian aquaculture: technology and animal welfare for agriculture in the sea and rivers all’interno dello stand confederale, portando al centro della principale manifestazione agricola nazionale il ruolo dell’acquacoltura come segmento avanzato dell’agricoltura italiana.Il convegno “Acquacoltura è agricoltura” si è svolto nell’ambito del Programma Nazionale Triennale della pesca e dell’acquacoltura 2025–2027 – progetto “Attività API a favore dello sviluppo sostenibile dell'acquacoltura e della competitività delle imprese ittiche italiane”.Il Programma, promosso dal MASAF – Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste – rappresenta uno strumento strategico di sostegno al comparto, favorendo innovazione, ricerca applicata e rafforzamento competitivo in una fase di profonda evoluzione tecnologica.Benessere animale: priorità strutturale del compartoAprendo i lavori, il Presidente dell’API Matteo Leonardi ha ribadito che il benessere animale costituisce una priorità strutturale dell’acquacoltura italiana, sia negli impianti a mare sia in quelli in acqua dolce. «Il benessere animale non è un adempimento. È una responsabilità e una scelta strategica per l’intero comparto.»Nel quadro delle attività previste ai sensi del PNT 2025–2027, l’attenzione al benessere si di dovrà tradurre anche nell’adozione diffusa di tecnologie intelligenti e sistemi di gestione avanzata. Oltre l’80% degli impianti italiani – dalla troticoltura agli allevamenti di orata e spigola – sta progressivamente dotandosi di sensori di ultima generazione, monitoraggio ambientale continuo e strumenti di gestione digitale.Si parla sempre più di acquacoltura 4.0: controllo in tempo reale dei parametri dell’acqua, gestione dell’alimentazione, analisi dei dati e possibilità di intervento da remoto anche tramite smartphone. Una trasformazione che consente di prevenire situazioni di stress nei pesci di allevamento, migliorare la stabilità delle produzioni e rafforzare la sostenibilità ambientale.Ricerca scientifica e innovazioneIl professor Luca Bargelloni, dell’Università di Padova, ha illustrato il contributo della genetica applicata al miglioramento delle specie ittiche allevate. La selezione orientata alla resilienza, alla salute e alla stabilità produttiva rappresenta un ulteriore tassello nella costruzione di un modello di acquacoltura più solido e sostenibile.Innovazione biologica e innovazione digitale convergono così in un sistema che integra conoscenza scientifica e gestione tecnologica avanzata.Produzione nazionale e sfide di mercatoNel suo intervento, Claudio Pedroni, vicepresidente esecutivo per la maricoltura API ha richiamato il quadro produttivo nazionale: nel 2024 l’acquacoltura italiana ha prodotto 51.000 tonnellate di pesce per un valore di 287,6 milioni di euro. Le principali specie allevate sono la trota, in prevalenza in impianti a terra, e le specie marine come orata e spigola.Nonostante questo, circa l’85% del pesce consumato in Italia proviene dall’estero. Il comparto italiano si distingue per standard elevati di sostenibilità, tracciabilità e controllo sanitario, ma necessita di condizioni strutturali e pianificatorie coerenti per favorire investimenti e sviluppo.In questo contesto, il PNT 2025–2027 si configura come uno strumento essenziale per accompagnare il settore verso una maggiore competitività, sostenendo l’innovazione e valorizzando il ruolo dell’acquacoltura nella sicurezza alimentare nazionale.La presenza di API a Fieragricola, insieme a Confagricoltura, ha voluto ribadire un principio semplice: l’acquacoltura, nelle sue diverse articolazioni – marine e in acque interne – è parte integrante dell’agricoltura italiana.Coltivare il mare e coltivare i fiumi significa investire in tecnologia, benessere animale e sostenibilità. Significa rafforzare un comparto che contribuisce alla produzione di proteine di qualità, nel rispetto dell’ambiente e delle regole sanitarie.L’acquacoltura italiana è agricoltura. Ed è sempre più tecnologia e responsabilità.Confagricolturahttps://www.acquacoltura.org/
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