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Italia e Spagna a confronto ad Aquafarm 2026

Origine del pesce e mislabeling al centro del dibattito mediterraneo

18, Feb 2026

Pordenone, 18 febbraio 2026 – L’origine del pesce servito nei ristoranti e il fenomeno del mislabeling nel canale Ho.Re.Ca. sono stati al centro di un confronto bilaterale tra Italia e Spagna ospitato oggi ad Aquafarm 2026, l’unica manifestazione nazionale interamente dedicata all’acquacoltura e alla filiera ittica.


In una cornice di rilievo internazionale come quella di Pordenone, due grandi Paesi mediterranei – leader europei per consumo di prodotti ittici, con oltre 30 kg pro capite annui – hanno affrontato una questione strategica per il futuro del settore, anche alla luce delle evidenze emerse dal recente report FAO sul fenomeno del mislabeling nei prodotti ittici.


Il tema riguarda l’errata o incompleta indicazione di specie, provenienza o metodo di produzione dei prodotti ittici serviti fuori casa. Una problematica tutt’altro che marginale: oltre il 50% del consumo di pesce in Italia avviene infatti nel canale della ristorazione.


Nonostante una forte cultura alimentare e una consolidata identità mediterranea, sia l’Italia che la Spagna dipendono in larga misura dalle importazioni: oltre il 75% del pesce consumato in Italia – e percentuali analoghe in Spagna – proviene dall’estero. La produzione nazionale, pur qualificata e in crescita, non riesce ancora a soddisfare una domanda strutturalmente elevata.


A moderare la sessione è stato Alejandro Guelfo (misPeces). Sono intervenuti José Manuel Fernández Polanco, professore di Economia Applicata presso l’Universidad de Cantabria, María Luisa Álvarez Blanco, direttrice generale di FEDEPESCA, e Matteo Leonardi, presidente dell’Associazione Piscicoltori Italiani.


Nel suo intervento, Leonardi ha rimarcato la qualità dell’acquacoltura nazionale e il valore strategico della trasparenza:
«La qualità, la tracciabilità e la sicurezza del prodotto dell’acquacoltura italiana rappresentano un patrimonio che deve essere riconosciuto e valorizzato. Una maggiore consapevolezza sull’origine del pesce servito nei ristoranti significa tutelare il consumatore e creare le condizioni per uno sviluppo più forte e competitivo della produzione nazionale».


Dal confronto è emersa una visione condivisa: Italia e Spagna, due pilastri della dieta mediterranea e tra i principali mercati europei per consumo di prodotti ittici, devono rafforzare il coordinamento sul tema dell’origine e dell’etichettatura nel canale della ristorazione come elemento di politica economica oltre che di tutela del consumatore.


Garantire trasparenza sull’ultimo anello della filiera significa intervenire su un nodo strategico del mercato: rendere pienamente consapevole la domanda consente di orientare le scelte di acquisto e di valorizzare in modo corretto la produzione nazionale.


In un contesto in cui oltre il 75% del pesce consumato proviene dall’estero, una maggiore chiarezza sull’origine rappresenta anche uno strumento concreto di rafforzamento della sovranità alimentare. Rendere visibile il valore del prodotto nazionale può contribuire a stimolare investimenti, crescita produttiva e sviluppo dell’acquacoltura italiana, settore chiave per ridurre la dipendenza dalle importazioni e consolidare la sicurezza alimentare nel Mediterraneo.


Aquafarm 2026 si conferma così non solo vetrina espositiva, ma luogo di confronto e posizionamento internazionale per il futuro della filiera ittica europea.



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