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Presentata la ricerca di mercato sulle opportunità di business nel comparto ittico e agri-food in Eritrea a cura di Agenzia ICE

L’evento si è svolto all’interno di AquaFarm 2026 presso Pordenone Fiere in presenza e in live streaming con un parterre di relatori e partecipanti internazionali. L’Eritrea si conferma un Paese ricco di risorse e di potenzialità di sviluppo e business per gli operatori italiani

03, Mar 2026

Lo scorso 19 febbraio 2026, nell’ambito della manifestazione fieristica AquaFarm, si è svolto un workshop dedicato alla presentazione della Ricerca di mercato sulle opportunità di business nel comparto ittico e agri-food in Eritrea realizzata da ICE-Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane

L’appuntamento, organizzato in presenza e in diretta streaming con il supporto della rivista Il Pesce, è stato caratterizzato da una forte valenza internazionale sia per i temi trattati che per il profilo dei partecipanti.

Oggetto dell’incontro è stata la presentazione di un quadro organico, realistico e attuabile per lo sviluppo sostenibile della filiera ittica eritrea, sia marina che continentale. Nel corso dei lavori sono stati illustrati programmi concreti, capaci di attivare processi di crescita inclusiva, creazione d’impresa, innovazione tecnologica e incremento degli scambi commerciali tra Italia ed Eritrea.


Moderatore del workshop è stato Ike Olivotto, professore ordinario dell’Università Politecnica delle Marche UNIVPM che ha coordinato gli interventi di Giuseppe Manenti, Direttore ITA Nairobi e di Gianluigi Negroni, esperto in fishery value chain.

All’incontro ha preso parte in presenza S.E. Fessahazion Pietros Menghistu, Ambasciatore dello Stato di Eritrea in Italia, mentre in collegamento streaming S.E. Alfonso Di Riso, Ambasciatore d’Italia in Eritrea, ha portato il proprio saluto ai partecipanti rinnovando la necessità di lavorare per creare opportunità di business tra i due Paesi.


Nel corso della presentazione hanno inoltre contribuito ai temi trattati anche Francesca Biondo, direttrice di Federpesca in collegamento da Roma e Alessandro Basta, imprenditore italiano che ha raccontato l’esperienza imprenditoriale della sua azienda con sede a Mombasa, Kenya. Tra i contributi istituzionali si segnala anche quello di Asmerom Kidane, rappresentante permanente supplente dello Stato dell’Eritrea presso la FAO, l’IFAD Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo e il WFP World Food Program in Italia.


L’evento ospitato all’interno di AquaFarm e preceduto da un saluto di benvenuto del Presidente di Pordenone Fiere, Renato Pujatti, è stato un’occasione unica per mettere in luce i punti di forza della catena del valore della filiera della pesca e dell’acquacoltura in Eritrea.


Partendo dai dati raccolti nel giugno 2025 nel corso della missione esplorativa dell’Ambasciata d’Italia in Eritrea e di ICE Nairobi, condotta congiuntamente con il Ministero delle Risorse Marine dell’Eritrea, Gianluigi Negroni ha illustrato lo stato dell’arte della pesca e delle attività di acquacoltura in un Paese che conta oltre 800 riserve di acqua dolce, 1.340 km di coste, 360 isole nel Mar Rosso, 1.000 specie ittiche e un’elevata biodiversità corallina.

“Questo workshop è stato un’occasione importante per far conoscere l’Eritrea e le sue opportunità agli operatori italiani” ha sottolineato S.E. Fessahazion Pietros Menghistu. “Per quanto riguarda la pesca, il tratto di Mar Rosso su cui si affaccia il Paese è molto ricco, non soltanto in volumi, ma anche di qualità di prodotto. Le risorse ittiche sono pregiate e la familiarità con l’Italia rappresenta un’ottima base per lo sviluppo del comparto ittico”.

“La ricerca sul settore della pesca in Eritrea presentata nella cornice di AquaFarm 2026 è stata scelta per le caratteristiche uniche di questo Paese caratterizzato da lunga costa, grande disponibilità di pesce e necessità di tecnologia che l’Italia può offrire”, ha ricordato Giuseppe Manenti. “Riteniamo quindi che il nostro Paese sia il miglior partner per l’Eritrea, non solo per l’elevata esperienza e capacità di innovazione tecnologica, ma anche per il know-how nella piccola e media pesca. Con questa doppia valenza possiamo davvero offrire all’Eritrea una possibilità di sviluppo, di miglioramento delle condizioni di pesca, e delle condizioni di vita della popolazione”.

Grazie alla collaborazione delle autorità eritree, esperti italiani hanno elaborato la ricerca sulla base di visite sul campo e interviste condotte nelle principali aree produttive del Paese. Il seminario ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra consulenti, autorità locali e operatori dell’intera filiera ittica, approfondendo le opportunità di cooperazione tra i due Paesi e favorendo lo sviluppo tecnologico, la tutela dell’ambiente e la promozione del consumo di pesce come parte integrante di una dieta sana ed equilibrata.

Le risorse ittiche – sia marine sia di acqua dolce - caratterizzate da condizioni ambientali particolarmente favorevoli all’estrazione del sale, presentano un potenziale produttivo significativo e una base infrastrutturale di buona qualità, facilmente recuperabile.


La domanda interna di prodotti ittici è ancora molto bassa (inferiore a 1 kg pro capite annuo), dovuta alla forte tradizione locale nell’allevamento di ruminanti (bovini, ovini, caprini, cammelli) che ne ha limitato i consumi. Tuttavia, si registra una tendenza costante alla crescita, spinta anche dagli intensi processi di urbanizzazione in atto e dall’evoluzione delle abitudini alimentari.


Ancor più sostenuta è la crescita di domanda di pesce fresco, trasformato o vivo, dei mercati regionali (Africa Orientale e Penisola Araba) e internazionali (UE, Cina, Medio Oriente), con particolare interesse per prodotti certificati, tracciabili, di qualità e provenienti da filiere sostenibili.

Permangono tuttavia sfide significative, che potrebbero trasformarsi in punti di forza attraverso un approccio progettuale realistico e sostenibile.


“Abbiamo assistito a un evento di grande valore dal quale abbiamo sicuramente tratto informazioni molto rilevanti” ha concluso Ike Olivotto. “La prima è che le cooperazioni sono sicuramente vincenti se diventano concrete. La seconda è che se vogliamo garantire la sicurezza alimentare globale guardando al futuro non possiamo più considerare i singoli oceani separatamente, ma dobbiamo riconoscere che esiste un unico grande mare”. Questo mare, governato da diversi Paesi, dovrà essere amministrato in modo sostenibile per preservarne le risorse, integrando la pesca tradizionale con l’innovazione dell’acquacoltura. Pesca e acquacoltura dovranno lavorare in sinergia per soddisfare le esigenze alimentari future.


Con questa edizione Agenzia ICE è stata presente per il quarto anno consecutivo ad AquaFarm, con il proprio Ufficio Agroalimentare che ha curato l’organizzazione di un incoming di operatori esteri provenienti da diversi Paesi – tra cui Albania, Azerbaigian, Bosnia ed Erzegovina, Croazia, Georgia, Grecia, Israele, Kenya, Marocco, Slovenia e Tunisia – al fine di incrementare la visibilità internazionale della manifestazione.



 

Link utili:

www.pesceineritrea.it
Link alle slides dell’evento disponibili in lingua inglese e italiana


www.ice.it
Per approfondire temi e progetti di sviluppo di ICE - Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.

 

 

photo © Agenzia ICE


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