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Il settore ittico statunitense chiede una riforma del sistema CATCH dell'UE

Le organizzazioni ittiche statunitensi sollecitano cambiamenti pratici per rafforzare la lotta contro la pesca INN e proteggere il commercio legittimo di prodotti ittici

22, Sep 2026

ANCHORAGE, Alaska / BRUXELLES — 17 settembre 2026 — Quattro importanti organizzazioni del settore ittico statunitense — che rappresentano pescatori, trasformatori, distributori e imprese del comparto — chiedono una riforma del sistema digitale dell'Unione Europea per la tracciabilità dei prodotti ittici, denominato CATCH. Secondo tali organizzazioni, gli attuali requisiti del sistema creano ostacoli ingiustificati per i prodotti ittici pescati legalmente, senza tenere adeguatamente conto della complessità delle filiere del settore.

La Pacific Seafood Processors Association (PSPA), l'Alaska Seafood Marketing Institute (ASMI) e l'At-sea Processors Association (APA) hanno pubblicato un nuovo documento di approfondimento (*white paper*) intitolato *Advancing EU Efforts to Combat IUU Fishing: Why CATCH Needs Reforms* ("Promuovere gli sforzi dell'UE per combattere la pesca INN: perché CATCH necessita di riforme"), in cui espongono le criticità del sistema e suggeriscono modifiche pratiche. Oggi, anche la National Seafood Association statunitense si unisce a queste organizzazioni nel chiedere una riforma di CATCH.

Le organizzazioni sostengono con forza l'impegno dell'UE nella lotta alla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN). "Condividiamo l'obiettivo dell'Unione Europea di prevenire la pesca INN e garantire che i prodotti ittici immessi sul mercato europeo provengano da attività di pesca legale. Tuttavia, il sistema CATCH deve rispecchiare le reali modalità di pesca, trasformazione e commercializzazione dei prodotti ittici", ha dichiarato Julie Decker, Presidente della Pacific Seafood Processors Association. "Vogliamo che CATCH abbia successo, ma il sistema attuale impone costi enormi alle imprese legittime senza migliorare in modo significativo la capacità di individuare prodotti provenienti da pesca INN".


Disagi concreti

Il documento documenta significative criticità già emerse con l'implementazione di CATCH. In un caso, circa 16.000 tonnellate di prodotti ittici dell'Alaska hanno subito disagi a causa di problemi di documentazione relativi a due spedizioni in transito nei Paesi Bassi. I ritardi hanno generato costi diretti per centinaia di migliaia di dollari a carico di una società di logistica dell'Alaska, oltre a costi aggiuntivi per le aziende ittiche statunitensi coinvolte.

Un altro caso verificatosi in Danimarca ha portato al blocco di circa 600 tonnellate di prodotti ittici statunitensi a causa di indicazioni contrastanti relative alla documentazione richiesta da CATCH.

"Non si tratta di preoccupazioni teoriche", ha affermato Jeremy Woodrow, Direttore Esecutivo dell'Alaska Seafood Marketing Institute. "Quando migliaia di tonnellate di prodotti ittici pescati legalmente restano ferme nei magazzini e le imprese devono sostenere ingenti costi aggiuntivi, è evidente che le modalità di attuazione vanno migliorate. L'UE deve creare un sistema più efficiente, capace di tutelare l'integrità della filiera ittica senza limitare inutilmente il commercio legale di prodotti ittici". Il settore chiede riforme pratiche

Le organizzazioni suggeriscono diverse modifiche per rendere CATCH più efficace e attuabile:

Adottare un approccio basato sul rischio che riconosca i paesi e le attività di pesca dotati di solidi sistemi nazionali di licenza, monitoraggio, contabilizzazione del pescato e applicazione delle norme.

Consentire l'aggregazione dei dati in punti commercialmente significativi, come gli stabilimenti di trasformazione, anziché imporre un tracciamento impraticabile nave per nave lungo complesse filiere produttive.

Revisionare i requisiti inaffidabili relativi al bilancio di massa e alle dichiarazioni di trasformazione, che non riflettono accuratamente il rapporto tra il pescato e i prodotti ittici finiti.

Migliorare l'interoperabilità del sistema, includendo funzionalità come il caricamento massivo dei dati, formati dati standardizzati e lo scambio automatizzato di informazioni.

Prorogare le tempistiche di attuazione per consentire alle autorità statunitensi ed europee, al settore e agli importatori di condurre test trasparenti e specifici per le diverse attività di pesca, nonché di sviluppare soluzioni praticabili.

"Il settore ittico dell'Alaska ha investito ingenti risorse nel monitoraggio, nell'applicazione delle norme e nella gestione responsabile della pesca. CATCH dovrebbe riconoscere tali sistemi anziché creare inutili duplicazioni", ha dichiarato Matt Tinning, CEO della At-sea Processors Association. "L'obiettivo dovrebbe essere quello di individuare meglio i prodotti ittici illegali, non semplicemente di aumentare la burocrazia per quelli legali".

"I prodotti derivanti dalla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN/IUU) non hanno posto nella filiera ittica. Le aziende americane sono orgogliose del proprio impegno verso questo principio. L'attuale sistema CATCH dell'UE penalizza anni di sforzi volti a limitare la commercializzazione di prodotti ittici ottenuti al di fuori di tale impegno", ha affermato Lisa Wallenda Picard della National Seafood Association. Tali preoccupazioni sono condivise dalle aziende ittiche europee che dipendono da filiere internazionali affidabili.

"Le aziende ittiche europee sostengono pienamente la lotta alla pesca INN, ma il sistema CATCH deve essere concretamente attuabile", ha dichiarato Katarina Sipic, Segretario Generale di Seafood Europe. "Quando prodotti ittici legali subiscono ritardi o blocchi perché i requisiti documentali non rispecchiano le modalità operative della pesca moderna, le conseguenze ricadono su aziende e consumatori europei, così come sui fornitori internazionali".

Le raccomandazioni contenute nel documento di approfondimento rafforzano, anziché indebolire, gli sforzi dell'UE per combattere la pesca INN. Esse sollecitano una collaborazione continua tra le autorità statunitensi ed europee, il settore e gli altri partner commerciali per sviluppare un sistema che migliori la tracciabilità, garantendo al contempo un accesso efficiente ai prodotti ittici pescati legalmente.

"In definitiva, si tratta di mettere a punto un sistema efficace", ha affermato Decker. "Vogliamo collaborare con la Commissione Europea, gli Stati membri e le agenzie statunitensi per realizzare un sistema CATCH che contribuisca effettivamente a identificare i prodotti ittici provenienti da pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN/IUU), consentendo al contempo la circolazione efficiente dei prodotti legittimi sui mercati internazionali.”

Il documento programmatico (white paper) intitolato *Advancing EU Efforts to Combat IUU Fishing: Why CATCH Needs Reforms* (Potenziare gli sforzi dell'UE per combattere la pesca INN: perché il sistema CATCH necessita di riforme) illustra esempi documentati di disservizi legati al sistema CATCH e presenta le raccomandazioni specifiche delle organizzazioni per una sua riforma. 


Informazioni sulle organizzazioni

Alaska Seafood Marketing Institute (ASMI): è l'ente ufficiale dell'Alaska per la promozione dei prodotti ittici; si occupa di valorizzare il pescato dell'Alaska e di sostenere la salute e il valore a lungo termine del settore ittico dello Stato. alaskaseafood.org

At-sea Processors Association (APA): rappresenta le aziende impegnate nella lavorazione in mare dei prodotti ittici dell'Alaska e promuove una gestione responsabile della pesca e un'industria ittica sostenibile. atsea.org

National Seafood Association: è l'organizzazione di categoria nazionale degli Stati Uniti che sostiene politiche pubbliche valide e informazioni nutrizionali basate su evidenze scientifiche, a tutela dell'industria ittica sia a livello nazionale che globale. aboutseafood.com

Pacific Seafood Processors Association (PSPA): rappresenta le aziende di trasformazione dei prodotti ittici dell'Alaska e promuove politiche a sostegno di un'industria ittica dell'Alaska sostenibile ed economicamente vitale. pspafish.net

Seafood Europe: rappresenta gli interessi delle imprese ittiche europee e promuove un settore ittico competitivo, sostenibile ed efficiente. seafoodeurope.eu


Contatti per i media:

Alaska Seafood Marketing Institute: Greg Smith – gsmith@alaskaseafood.org

At-sea Processors Association: Matt Tinning – mtinning@atsea.org

National Seafood Association: Gavin Gibbons – ggibbons@nationalseafood.org

Pacific Seafood Processors Association: Julie Decker – julied@pspafish.net

Seafood Europe: Katarina Sipic - katarinasipic@seafoodeurope.eu





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