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Il pesce nel mondo

Germania – Baltico e UE

of Redazione


Germania: UE in soccorso al comparto pesca e acquacoltura con aiuti per 4,5 milioni di euro a favore di imprese in difficoltà

La Commissione europea ha approvato un regime di aiuti di Stato tedesco da 4,5 milioni di euro a favore delle imprese del settore della pesca e dell’acquacoltura che si trovano ad affrontare l’aumento dei prezzi del carburante a causa della crisi in Medio Oriente. Il regime è stato approvato nell’ambito del Quadro temporaneo di aiuti di Stato per la crisi in Medio Oriente (Metsaf), adottato dalla Commissione il 29 aprile scorso. Gli aiuti saranno erogati sotto forma di sovvenzioni dirette. Il regime prevede la concessione di un importo limitato di aiuti, calcolato in base all’aumento dei prezzi del carburante. L’intensità degli aiuti corrisponde al 70% dell’aumento stimato dei costi del carburante per le imprese del settore della pesca e dell’acquacoltura nel periodo compreso tra il 1o marzo e il 23 luglio. L’aiuto non supererà i 50.000 euro per impresa. La Commissione ha valutato il regime in base alle norme UE in materia di aiuti di Stato, in particolare all’articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, che consente agli Stati Membri di sostenere lo sviluppo di determinate attività economiche a determinate condizioni, nonché alle sezioni 1 e 2.1 del Metsaf. La Commissione ha constatato che il regime è conforme alle condizioni stabilite nel Metsaf. In particolare, gli aiuti saranno concessi sulla base di un regime con un bilancio stimato chiaro e saranno destinati a sostenere temporaneamente lo sviluppo delle imprese attive nella produzione primaria di prodotti della pesca e dell’acquacoltura. La Commissione ha concluso che il regime è necessario, appropriato e proporzionato per agevolare lo sviluppo di un’attività economica e non pregiudica le condizioni commerciali in misura contraria all’interesse comune (fonte: EFA News European Food Agency, www.efanews.eu).


Baltico e UE: nuovi limiti per la pesca del merluzzo bianco e per una specie di aringhe

La Commissione europea ha adottato la proposta relativa alle possibilità di pesca per il Mar Baltico per il 2027. La proposta fissa i totali ammissibili di catture (Tac) e i contingenti per i 10 stock ittici gestiti dall’UE nel Mar Baltico: aringa di Botnia, aringa del Baltico centrale, aringa del Golfo di Riga, spratto, passera di mare, salmone del bacino principale, salmone del Golfo di Finlandia, merluzzo bianco del Baltico occidentale, merluzzo bianco del Baltico orientale e aringa del Baltico occidentale. Il provvedimento risponde alle valutazioni scientifiche che evidenziano lo stato critico di diverse attività di pesca. La Commissione propone dunque di aumentare le possibilità di pesca per l’aringa di Botnia (+3%), l’aringa del Baltico centrale (+49%), l’aringa del Golfo di Riga (+11%) e lo spratto (+44%). Le catture di passera di mare e salmone nel bacino principale e nel Golfo di Finlandia rimarrebbero invariate rispetto a quest’anno. Inoltre, sulla base delle ultime relazioni degli Stati Membri, la Commissione propone di ridurre le assegnazioni di catture accessorie inevitabili (pesci catturati involontariamente dai pescatori) di merluzzo bianco del Baltico occidentale (–88%), merluzzo bianco del Baltico orientale (–51%) e aringa del Baltico occidentale (–45%). I Tac proposti si basano sui migliori pareri scientifici disponibili del Consiglio internazionale per l’esplorazione del mare (Ciem) e seguono il piano di gestione pluriennale per il Mar Baltico adottato nel 2016 dal Parlamento europeo e dal Consiglio. «Gli scienziati ci dicono che per alcuni stock ittici pelagici nel Mar Baltico le prospettive per il 2027 sono migliori», ha commentato Costas Kadis, Commissario per la Pesca e gli Oceani. «Questo ci dà speranza che il nostro approccio prudente degli ultimi anni stia iniziando a dare i suoi frutti e che dobbiamo proseguire sulla traiettoria di ricostituzione concordata congiuntamente. Tuttavia, gli scienziati avvertono che è ancora troppo presto per parlare di una tendenza, quindi dobbiamo rimanere cauti. Il quadro generale è molto preoccupante. L’ecosistema del Mar Baltico è in pessime condizioni e dobbiamo agire in tutti i settori per proteggerlo. Ciò significa applicare pienamente le norme dell’UE e collaborare a tutti i livelli per invertire la situazione di questo vitale ambiente marino. Il futuro del Mar Baltico dipende dalla collaborazione di tutti noi» (fonte: EFA News European Food Agency, www.efanews.eu).



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