it en
Risultati
Week-end

Tra le radici catalane e il km 0, Alghero a tavola

of Rella M.


È un’isola nell’isola, Alghero, lunga storia e influenza catalana, anche in cucina, anzi soprattutto a tavola, la “mesa” della convivialità, dove trionfano sapori e antiche ricette come la Olla podrida, dal nome del recipiente in terracotta usato per cucinare e servire la preparazione, uno stufato medievale con lumache e vari ingredienti (verdure, carne, lardo, legumi). E ancora: il Guisat de anjoni, uno stufato di carne cotto in acqua e vino; i Macarrons amb banya de guisat, una pasta condita con sugo di pomodoro e carne; il Pollastre en agredolç, pollo in agrodolce. E per la cucina di mare: la Copaça de ceba amb ous, una zuppa in “acqua pazza” con sale, cipolla e pesce; la Llagosta amb ceba i pomata, cioè aragosta all’algherese con emulsione di cipolla, pomodoro, olio evo e limone. Senza dimenticare i dolci, dal Tabaqueres fino alla Torta de carabasseta. Il primo ha la forma delle antiche scatolette del tabacco, un ripieno di crema di latte e un involucro di “pasta violada” (semola, strutto, uova). Il secondo è una torta di zucca. La particolarità della cucina catalana che raggiunse la Sardegna dopo la conquista nel XIV secolo traeva origine da varie influenze: Baschi, Iberi, Fenici, Greci, Romani e Visigoti e principalmente dalle contaminazioni culinarie arabe, dalle ricette codificate in testi anonimi del XIV e del XV secolo. Testi in cui si ritrovano indicazioni su come cucinare carne, cassolas, empanadas, escabetx, pesce e verdure.


Ristorante Musciora

Per gustare tanta bontà, anche con divagazioni di cucina contemporanea, lo chef Tonino Delrio del Musciora presenta piatti di territorio rivisitati come l’Agnello di nonna, una mattonella di agnello di Sardegna Igp cotto a bassa temperatura con carota ripiena di crema di sedano e cipolla e un soffritto “destrutturato”, accompagnato dal fondo di cottura. Non manca la crema catalana, anche questa scomposta nei suoi ingredienti: crosta cialda a millefoglie, caramello in due consistenze, liquido e croccante.

musciora.it/ristorante


Al Refettorio

La tentazione ci guida fino alla trattoria moderna dello chef Cristiano Andreini, un bel locale in un vicoletto del centro con pizzeria antistante. La cucina utilizza ingredienti regionali e il menu indica una lunga lista di fornitori sardi, con i chilometri di distanza da Alghero. Tra i piatti dalle radici catalane troviamo l’Agliata, un condimento per il pesce a base di aglio, pomodori secchi, salsa di pomodoro e peperoncino, portata a cottura lenta e sul finale una piccola aggiunta di aceto. Accompagna ad esempio, il Gattuccio Fritto, un classico locale. Troviamo l’Aragosta all’algherese e altri piatti forti sono i Tagliolini in crosta di pecorino.

alrefettorio.eatbu.com


Trattoria Marco Polo

Il girone dei golosi finisce con i sapori decisi della trattoria dello chef Gianluca Rizza, promotore di ricette dalle radici catalane, fatta con ingredienti locali. Fra i classici la Paella di fregula mare e terra; vari tipi di Agliata (di gattuccio fritto, di polpo, di razza) e tra i piatti di terra l’agnello con i carciofi e la favata di fave e cotiche di maialetto nero autoctono.

www.trattoriamarcopolo.it


Sella&Mosca

Gli amanti del vino e dell’architettura non possono perdere la visita alla cantina fondata nel 1899 da Erminio Sella, nipote di Quintino Sella, ex ministro del Regno d’Italia, e da Edgardo Mosca. L’azienda — 650 ettari, 540 dei quali a vigna — è stata l’unica per anni a produrre il Torbato, un bianco della Doc Alghero nato da un antico vitigno — Turbat — che fu introdotto dai Catalani. L’azienda lanciò anni fa anche il fenomeno Vermentino e da sempre produce ottimi rossi da uve Cannonau. Si visitano le cantine storiche del 1903, del 1922 e la Muraglia, un agglomerato di massi d’arenaria dissotterrati dai terreni, lunga 200 metri e alta fino a 15 metri. A fine percorso, sono proposte varie formule di assaggio.

Nell’area ex paludosa di Sella & Mosca era presenta una vasta piattaforma d’arenaria, su cui poggiava un sottile strato di terra. Fu bonificata e resa coltivabile nel secolo scorso, a più riprese, spaccando rocce, dissotterrandole, creando canali e sistemi di drenaggio.

www.sellaemosca.com

Massimiliano Rella



Activate your subscription

To subscribe to a Magazine or buy a copy of a Yearbook