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Il pesce in tavola

La cozza di Taranto

of Baverez Blanco J.


Si è svolta dal 17 al 20 aprile l’8a edizione dell’Ego Food Festival di Taranto, la Città dei Due Mari. Associazioni imprenditoriali e professionali, amministratori locali e fondazioni private si uniscono per dare visibilità in particolare ad un prezioso mitile, la cozza tarantina, simbolo identitario del capoluogo pugliese. Laboratori, approfondimenti, degustazioni e spettacoli, oltre ad una competizione tra chef stellati, italiani e stranieri. Tra i tanti appuntamenti, una serata, l’EGO Cozza Fest, dedicata proprio alla cozza tarantina Presidio Slow Food, con la partecipazione di 16 ristoranti cittadini che hanno proposto menù ad hoc, dimostrando la versatilità di questo mollusco unico e di elevata qualità. Sauté, cozze fritte, vari tipi di pasta e riso alle cozze, cozze ripiene e al gratin, impepata… Persino i dessert, come il Tiramisù con bagna al gin alle cozze (Cibo per la mente - Caffè Letterario), il Semifreddo alla cozza con bisso croccante (Gatto Rosso), la Cheesecake con crumble alla cozza tarantina (DaMò) o il Sorbetto alla crema di cozze (Piccadilly).

Ma che cosa ha di speciale questa cozza? Lo si scopre assaggiandola. Dal sapore, inconfondibile, si capisce dove cresce, il suo habitat: i filari di produzione sono situati infatti per lo più a nord della città, nel Mare Piccolo, una laguna costiera la cui salinità è addolcita dalle emissioni dei citri, sorgenti sottomarine di acqua dolce che garantiscono temperature e ossigenazione ideali alla molluschicoltura. La cozza di Taranto si sviluppa velocemente e sul suo guscio nero-violaceo, spesso e lucente, si possono vedere a volte “denti di cane”, piccoli crostacei parassiti. La loro presenza è un indice positivo di qualità che indica che si tratta di cozze di scoglio, più saporite e pregiate.

Questo prodotto polposo di tradizione pugliese è molto controllato e si può mangiare tranquillamente anche crudo. L’estate in arrivo è un invito a tuffarsi nei profumi del mare di Taranto anche facendo la spesa o andando semplicemente a zonzo al Mercato Fadini, decidendo di fare un giro in barca sotto la guida di pescatori locali, senza tralasciare, sulla terra ferma, la splendida cattedrale di San Cataldo, che consente la visita notturna. Ancora una volta, sono i prodotti tipici di una regione che si rivelano i migliori ambasciatori della cultura, gastronomica e non.

Josette Baverez Blanco



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