Chioggia di mare e di laguna, sempre più colorita, vivace e accogliente. Una città marinara che non si scopre adesso e che, dopo un periodo di appannamento, ha trovato nuova centralità e nuovo slancio da una proposta turistica, ricettiva, gastronomica ammodernata e competitiva. Ne sono testimonianza i festival e gli eventi distribuiti non più e solo nella stagione estiva — per il sollazzo dei bagnanti in buona parte stranieri —, ma in tutto l’anno, con l’obiettivo primario di rivolgersi agli avventori di giornata, locali e delle limitrofe province, da conquistare coi piatti e i calici della tradizione, ma anche coi cosiddetti cicchetti, appetizer tipici della cucina veneziana. Tra le varie rassegne si è fatta strada Cicchettando per Ciosa*; ideata dall’associazione Riva Vena, è giunta nel 2026 alla 5a edizione.
Quest’anno erano una ventina i bacari in gara per il miglior cicchetto. Proprio Riva Vena — rappresentata da un’associazione nata ad hoc pochi anni fa per dare nuova linfa agli esercenti di questa zona, cuore pulsante delle attività commerciali clodiensi che qualcuno ha iniziato a chiamare i Navigli di Chioggia —, è uno degli emblemi del rilancio di Chioggia tra bacari, gastronomie e in generale locali di somministrazione di alimenti e bevande innovativi. Tra questi, il Bacareto da Morgan di Morgan Villan, attuale presidente di Riva Vena. «Ho 40 anni ma ho iniziato 13 anni fa con la prima cicchetteria in Riva Vena, una zona dove abito da sempre ma, a differenza di mia madre, Susi Marincola, che è cuoca, non mi sono mai occupato di ristorazione. Organizzo eventi, concerti, feste, soprattutto a Sottomarina, in particolare al Sand. Come il Sea Music Festival, insieme a Maurizio Tiozzo, che nel 2025, alla sua seconda edizione, ha superato le 70.000 presenze in 10 giorni, con artisti del calibro di Steve Aoki».
L’esordio al bancone è con i classici cicchetti come il crostino al baccalà mantecato, le sarde in saor e tutta una serie di polpettine fatte in casa. «Da qualche anno siamo più ristorante che cicchetteria, ma teniamo ugualmente le sfiziosità per il consumo al minuto, da aperitivo. L’inizio è stato impegnativo, considerato l’acquisto e il restauro di più locali contigui e tutta l’attrezzatura nuova. Adesso riusciamo a fare 60 coperti, di cui 50 all’esterno, restando aperti solo da marzo a novembre. Negli anni, infatti, la Riva si è animata e rinnovata come presenza di locali e nella proposta gastronomica. Oggi è una delle strade principali del food a Chioggia, frequentata da avventori locali o che arrivano dalle province limitrofe, Padova, Treviso, Vicenza, ma anche da clientela di fuori regione se non internazionale».
La proposta gastronomica contempla le sarde in saor per forza di cose, l’immancabile pasta con le vongole, la frittura di paranza e poi moeche, gnocchi al granchio, lasagne, ecc… «Lavoriamo con tutto il pescato fornito dalla nostra pescheria di riferimento, adeguandoci a quello che troviamo di fresco e stagionale. Ultimamente, su alcune specie in particolare, penso ad esempio alle vongole, i prezzi sono aumentati anche di parecchio. Per il vino lavoriamo con quattro cantine, con una proposta che incontra i gusti più diffusi come il Lugana e il Prosecco».
Come vedi Chioggia, in generale e rispetto alla proposta gastronomica? «Questa città ha una potenzialità pazzesca e ancora in buona parte inespressa. Come categoria siamo ancora troppo chiusi ed autoreferenziali, restii ai cambiamenti, agli ammodernamenti nel modo di porgerci e di proporci alla clientela. Sono molto soddisfatto di come sta procedendo la Riva e di tutti i miei colleghi, coi quali c’è concorrenza, ma non al ribasso. Restiamo tutti in linea con i prezzi per non rischiare di farci del male. Dobbiamo fare squadra, sempre di più».
Dall’Imbriagon, altro locale tra i più nominati di Riva Vena, è guidato da Enrico Giacchetto, trentacinquenne jesolano in società con Christian Buso di Oderzo (TV). «Ho sempre lavorato negli hotel a Jesolo, Londra, Alto Adige come responsabile sala e bar. Il salto l’ho fatto prendendo in gestione tre anni fa questo locale. Frequentavo Sottomarina, dove ho lavorato, ma non ero mai stato a Chioggia. E quando ho iniziato a bazzicarci mi è piaciuta subito. Si lavora tutto l’anno, anche a gennaio e febbraio e non solo nella stagione estiva. E questa Riva in particolare si sta promuovendo bene e si sta popolando sempre più.
Il locale era già così, noi abbiamo ricavato 25 coperti all’interno e apportato qualche miglioria e siamo contenti dei risultati. Il cliente tipo è chioggiotto ma arriva anche da tutte le province del Veneto, più tanti turisti italiani e stranieri. L’idea degli ombrelli colorati appesi all’esterno è stata un colpo di genio di grandissimo richiamo. Aprire altri locali? Questo è un format che voglio mantenere con i cicchetti, le seppioline, ecc… Si possono aggiungere pietanze per una proposta più articolata, ma bisogna essere consapevoli che la cucina deve essere adeguatamente attrezzata così come il numero di persone dedicate al servizio. L’obiettivo potrebbe essere quella di aprire anche altri locali sempre su questo modello. A Chioggia ma, perché no, anche a Padova, Verona… I cicchetti saranno sempre l’aspetto distintivo, per un consumo facile e immediato, con un tovagliato molto easy».
La materia prima arrivata dal pescato locale, «e non abbiamo mai avuto difficoltà a trovare pesce nonostante i prezzi siano aumentati. La proposta sui vini somma otto tipologie diverse, Lugana, Soave, Gewürztraminer, Pinot grigio e Friulano. E poi ci sono bottiglie più costose di etichette più blasonate come Champagne e Amarone».
Cosa si mangia? Piatti della tradizione come il baccalà mantecato ma anche alla vicentina, seppioline, moscardini, polpettine miste. In estate crudités, scampi, ostriche, tartare di tonno… «Aderiamo all’associazione Riva Vena, che secondo me è una veste utile perché c’è un interesse collettivo da difendere e da esaltare» conclude. «È bello riscontrare che una zona così sia cresciuta a tal punto che i consumatori arrivano con la voglia di assaggiare i piatti tipici e il pescato fresco della zona. Ci vedo prospettiva».
Gian Omar Bison
Nota
* Cicchettando per Ciosa è un evento patrocinato dal Comune di Chioggia e ideato dall’associazione Riva Vena, in collaborazione con la scuola di formazione professionale Enaip Veneto di Chioggia e col sostegno di ASA Federalberghi C.D.S. Chioggia – Delta Del Po – Saccisica, il Consorzio di Promozione Turistica Lidi di Chioggia, Ascot Balneari, Confesercenti.
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