Una magnifica edizione di Taste, la 19a, ha acceso l’entusiasmo di espositori, compratori, media e appassionati dal 7 al 9 febbraio scorsi alla Fortezza da Basso di Firenze. Il salone dedicato al mondo delle piccole imprese agroalimentari ed enogastronomiche italiane di alta qualità (gli espositori quest’anno sono stati 810) cresce ancora e consolida il profilo B2B che ha assunto nelle ultime stagioni: il totale dei visitatori è lo stesso di un anno fa, oltre 12.300, ma con un ulteriore aumento dei compratori esteri e una leggera flessione del pubblico finale.
Selezione, varietà merceologica, tipologia di allestimento e cultura del cibo sono i fattori vincenti di Taste, ma la differenza la fanno i prodotti e le storie delle persone che sono dietro ai banconi. Non a caso il tema di Pitti Taste 2026 è stato il “True Food”, ossia la riscoperta dell’autenticità e la concretezza delle materie prime.
«Taste non delude mai ed è sempre un piacere passare per i corridoi della Fortezza da Basso» ha commentato Agostino Poletto, direttore strategie corporate di Pitti Immagine. «Quantità e qualità dei produttori, così come i commenti e l’affluenza dei compratori, sono la fotografia di una manifestazione capace di evolversi senza perdere la propria identità. Un valore che emerge in modo evidente durante l’esperienza in fiera. Lo si leggeva nei volti e nelle parole dei nostri espositori, intenti a raccontare i loro prodotti; si respirava armonia, si coglievano dialoghi appassionati, confronti tecnici, storie da condividere. Credo sia ormai opinione comune che Taste abbia superato la definizione di fiera commerciale, un’etichetta che va troppo stretta a una manifestazione sempre più sfaccettata e originale».
Un’originalità che viene sempre più apprezzata dai compratori italiani ed esteri. Questi ultimi provenienti da una sessantina di Paesi, i più rappresentati dei quali sono: Stati Uniti, Francia, Germania, Regno Unito, Svizzera, Austria, Olanda, Spagna, Giappone, Belgio, Polonia, Romania… Non sono mancate presenze da mercati molto lontani ma evidentemente desiderosi di conoscere e importare i migliori prodotti italiani: Canada, Thailandia, Cina continentale e Cina Hong Kong, Taiwan, Corea del Sud, Australia, Messico, Brasile…
«Taste è un evento basato sulla relazione diretta e sulla scoperta di prodotti unici per qualità, provenienza e impegno. È questo che rende la nostra manifestazione riconoscibile e diversa da tutte le altre fiere del food» hanno puntualizzato soddisfatti Daria Vagelli e Vanni Marchioni, responsabili commerciali del salone.
Ad ogni edizione Taste riesce a centrare gli obiettivi. Anzitutto la soddisfazione delle aziende espositrici, poi il consenso dei buyer e degli operatori di settore, che hanno dimostrato di apprezzare la selezione proposta e la varietà merceologica. Promuovere e comunicare l’agroalimentare e l’enogastronomia può apparire un esercizio semplice, ma noi di Pitti sappiamo quanto sia sfidante far emergere l’eccellenza, andandola a cercare sul territorio e mettendo al centro chi ne è artefice. Questa è la carta vincente».
A conclusione del salone, gli organizzatori sottolineano il successo di pubblico e i tanti apprezzamenti ricevuti per gli eventi e le partecipazioni speciali di questa edizione, il focus sui vini eroici da terre estreme, gli Spirits, la partecipazione di Coldiretti con le masterclass sull’olio. E ancora, per i temi originali, le tendenze del mondo food e i protagonisti invitati sul palco dei TASTE TALK (il ruolo dell’olfatto con Mane; sinergie tra turismo e true food; i consumi della Gen Z; il fenomeno dei cibi fermentati; crisi climatica e gastronomia, il rapporto tra chef e produttori; la nuova generazione della ristorazione e le nuove tendenze di tè e infusi…), e ai TASTE RING di Davide Paolini (il boom del panettone fuori stagione; dalla panetteria alla bakery; gli chef stellati che diventano produttori), e tutte le presentazioni andate in scena nella UniCredit Taste Arena. Senza dimenticare le sculture totemiche e pop True Food Series al Padiglione delle Ghiaia, fatte di cibo vero, realizzate a mano da Arabeschi di Latte in collaborazione con Dylan Tripp e ispirate dal tema di questa edizione.
E ancora, seguitissimi gli oltre 60 eventi in città per il FuoriDiTaste, che hanno reso protagoniste le aziende di TASTE in luoghi speciali di Firenze. See you in 2027!
>> Link: taste.pittimmagine.com
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Ecopesce: a Taste 2026 la sartoria applicata al pesce Ecopesce, azienda artigiana specializzata nella lavorazione, trasformazione e personalizzazione di prodotti ittici selvatici, è sbarcata a Taste in qualità di nuovo espositore. “Essere presenti in un contesto che celebra il cibo come cultura e ricerca ci ha permesso di raccontare la nostra visione: la sartoria del mare applicata al pesce, fatta di misura, cura e rispetto della materia prima” si legge sulle pagine social dell’azienda. A Firenze Ecopesce ha portato i principi che ne guidano il lavoro, ovvero: filiera che mette al centro il mare e chi lo lavora; selezione accurata; lavorazioni su misura, per offrire ai grandi chef una materia prima d’eccellenza tagliata con precisione sartoriale e capace di amplificare il valore della cucina d’autore. “Ecopesce è la passione per il pescato selvaggio e per una lavorazione che nasce dal rispetto della materia prima. Ogni prodotto è il risultato di un processo costruito con cura, dove artigianalità e metodo convivono per garantire qualità costante e affidabilità professionale. La nostra artigianalità non è solo un’estetica, ma un vero modo di lavorare: cura della materia prima, lavorazioni personalizzate secondo le esigenze della cucina e controllo diretto di ogni fase della trasformazione. Questo approccio ottimizza la gestione del prodotto: migliore resa, riduzione degli scarti, tempi di preparazione più rapidi e food cost certo. Grazie al nostro metodo, infatti, ogni parte del pesce viene valorizzata e nulla viene sprecato, generando un impatto economico concreto”. >> Link: www.ecopesce.com |
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