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Ristoranti di pesce

La Caprese di Mozzo, cinquant’anni e non sentirli

of Lagorio R.


Ha appena compiuto cinquant’anni ma il suo pesce guizza più che mai. Ci pensa oggi Antonella Federico, figlia d’arte, a tramandare l’esperienza e la perizia che il ristorante La Caprese di Mozzo, nella Bergamasca, ha accumulato in mezzo secolo di vita. Grazie innanzitutto ai genitori, partiti dall’isola della Grotta Azzurra nel 1975. Al rispetto per la primigenia bontà dei prodotti del mare, la famiglia Federico ha saputo del resto applicare l’arte dell’accoglienza italiana, raccogliendo nei decenni unanimi consensi. All’inizio era un bar, ma nel 1981 la madre di Antonella decise di preparare la prima zuppa di pesce. «I miei ricordi d’infanzia sono legati a quell’atmosfera: il ristorante sempre pieno, i rumori della cucina, le voci dei clienti. Noi abitavamo sopra al locale, quindi per me era tutto un continuo movimento. È anche per questo che dico che questa è la mia storia: perché sono letteralmente nata e cresciuta dentro il ristorante» afferma con emozione.

Il menu varia a seconda della stagionalità e della disponibilità di mercato rispettando una filosofia di freschezza, grande qualità ed essenziale semplicità. I piatti storici, che hanno segnato la storia de La Caprese, sono sempre e da sempre presenti nel menu come il Gran crudo all’isolana di pesci, crostacei e molluschi conditi con sale, olio e limone. «È del tutto simile al condimento semplice e immediato che ricordo dai racconti dei nonni. Loro erano pescatori e consumavano il pesce crudo mentre erano in mare, condendolo con olio, limone e acqua di mare».

La proposta gastronomica ha raccolto il meritato successo perché si è sempre attenuta alla genuinità e alla custodia delle materia prima. Con lo Spaghettone di Gragnano con le vongole veraci sgusciate e bottarga, per esempio: ogni forchetta è buona per vedersi immerso nel paesaggio marino dominato dai faraglioni. «All’inizio c’era infatti un po’ di diffidenza verso la cucina di mare: una volta un cliente mangiò lo spaghetto alle vongole e fece i complimenti, aggiungendo però che non capiva come fare a mangiare i sassi, che in realtà erano i gusci delle vongole» dice sorridendo.

O con i Paccheri di Gragnano con il ragù di pesci all’isolana, un piatto di recupero fatto con tonno o pesce spada o ricciola e pomodoro, il tutto cotto a fuoco lento, che trascina direttamente il commensale al cospetto del golfo di Napoli a bordo di un gozzo.

Ideato per i tiratardi c’era lo Spaghetto di mezzanotte, con aglio, peperoncino, gambero, bisque e crudo di gambero rosso, che oggi è uno dei piatti cult del locale.

Alla Caprese riescono anche non facili combinazioni di gusto come accade con la prepotente Ventresca di tonno accompagnata da crema di champignon, zucca tostata e cuore di tonno: un’opera di ingegneria tattile e gustativa che incrociano vibrazioni croccanti e morbide, sapide e dolciastre.

Anche la carta dei vini fa di questa l’avamposto dell’isola madre. Tra le oltre 200 etichette, spiccano quelle campane, dedicate perlopiù ai bianchi. Se ne occupa personalmente Antonella, secondo la quale «al di là di ogni tecnicismo il vino deve piacere». Potrebbe suonare un’affermazione lapalissiana, ma di questi tempi denota coraggio.

Trascorso l’inverno con l’Aperitivo isolano, da martedì a sabato a partire dalle 18:30 nella saletta con camino al piano inferiore del ristorante, con l’arrivo della bella stagione si preannuncia il Ritorno di Capri all’aperitivo nell’incantevole giardino: una golosità composta da bocconcini di pesce sempre fresco realizzati espressi dalla cucina.

Riccardo Lagorio


Ristorante La Caprese

Via Giuseppe Garibaldi 7

24030 Mozzo (BG)

Telefono: 0354376661

ristorantelacaprese.com



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