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Pesce e tecnologia

Surgelazione criogenica dei prodotti ittici

of Redazione


La qualità dei prodotti alimentari è diventata fondamentale per il consumatore moderno, che ne cerca sempre di più di alta qualità. Il processo di surgelazione è oggi uno dei migliori metodi di conservazione per allungare la shelf-life senza danneggiare le proprietà organolettiche del prodotto e senza la necessità di impiego di additivi.

L’utilizzo di tecnologie che prevedono l’impiego di azoto liquido non richiede grandi investimenti per le aziende che intendono approcciare nuovi mercati o sviluppare nuove linee produttive e porta con sé innumerevoli vantaggi. Queste tecnologie permettono la surgelazione di prodotti ittici crudi (ad esempio fish burger, cubetti di tonno, salmone gambero, polpo o filetti e baffe di pesce) e cotti (ad esempio prodotti panati).

Oltre all’operazione di surgelazione in se, queste tecnologie possono essere sfruttate anche per l’abbattimento di temperatura per altre esigenze di processo, quali ad esempio l’indurimento-raffreddamento dei prodotti o l’abbattimento rapido a +4 °C in tempi ridotti. Ad ogni modo, il contatto diretto con azoto liquido rende il processo di congelamento molto rapido, con temperature di processo fino a –100 °C.

La qualità del prodotto viene preservata al meglio: infatti, grazie alla rapidità del processo, l’acqua presente all’interno dell’alimento congela in forma di microcristalli, riducendo ai minimi termini i danneggiamenti del prodotto (rottura delle strutture cellulari). Il prodotto, dopo decongelamento, risulta pertanto molto simile al prodotto di partenza, senza rilasciare liquidi che vengono invece abbondantemente rilasciati dagli stessi prodotti surgelati in tempi più lunghi ed a temperature superiori con tecnologie alternative (ad esempio, in diverse ore di cella a –18 °C).

Per la surgelazione IQF di prodotti di piccola pezzatura Linde ha sviluppato inoltre una tecnologia brevettata che, mediante l’impiego di un “nastro ad onda”, permette di congelare separatamente i singoli pezzi.

Un altro aspetto tecnologico di notevole importanza è la riduzione della disidratazione (con conseguente calo peso) dei prodotti, che invece è maggiormente impattata con l’utilizzo di differenti tecnologie di congelamento e ciò si traduce in un notevole risparmio economico.

La tecnologia può essere utilizzata anche per semplici processi di raffreddamento, per indurimento dei prodotti prima del confezionamento in skin (fish burger e tartare) e per la glassatura.

Il processo può essere implementato in tempi rapidi ed in spazi ridotti impiegando le apparecchiature della gamma CRYOLINE® studiate per ottimizzarne l’efficienza e la sicurezza:

  • armadi criogenici. Si tratta di surgelatori a batch in cui il prodotto viene caricato manualmente su carrelli ed introdotto all’interno della camera di surgelazione;
  • tunnel lineari. Si tratta di surgelatori in continuo in cui il prodotto, tramite un nastro di trasporto, viene introdotto in una “galleria” all’interno della quale avviene il contatto in controcorrente con azoto liquido. A seconda della pezzatura e della temperatura del prodotto, vengono impostati il tempo di permanenza e la temperatura. La lunghezza del tunnel determina la capacità produttiva;
  • surgelatori a spirale. Si tratta di tunnel criogenici in continuo, in cui il nastro di trasporto si sviluppa “a spirale”, consentendo notevoli lunghezze e buone capacità produttive.

Apparecchiature customizzate possono essere studiate in base alle specifiche esigenze produttive.


Per ulteriori dettagli potete contattare Linde Gas Italia: marketing.it@linde.com

>> Link: www.linde.it



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