it en
Risultati
Speciale Aquafarm

AquaFarm 2026: a Pordenone tutto il mondo dell’acquacoltura

of Redazione


La 9a edizione di AquaFarm si è svolta a Pordenone Fiere nelle giornate del 18 e 19 febbraio scorsi. Anche quest’anno la manifestazione si è confermata punto di riferimento per il mercato dell’acquacoltura, richiamando oltre 2.000 partecipanti e proponendo un ricco programma di conferenze con 25 sessioni di lavoro, affiancate da un’ampia area espositiva internazionale di 6.000 m2 con 120 espositori e marchi.

Molti i momenti rilevanti nel corso dei due giorni di lavori, a cominciare dall’intervento di Francesco Lollobrigida, Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, che ha voluto confermare la vicinanza istituzionale alla manifestazione. Tra i momenti centrali, la presentazione della ricerca di mercato sulle opportunità di business nel comparto ittico e agri-food in Eritrea a cura di Agenzia ICE, organizzata con il supporto della nostra rivista Il Pesce, che ha visto un’ampia partecipazione in presenza e in live streaming con un parterre di relatori e pubblico internazionale.

La sessione di apertura del primo giorno di fiera ha trattato di decarbonizzazione, sostenibilità e sostegno dell’acquacoltura. Introdotta dal il presidente di Pordenone Fiere Renato Pujatti, con gli interventi di Matteo Leonardi, presidente di API – Associazione Piscicoltori Italiani e Federico Pinza, presidente di AMA – Associazione Mediterranea Acquacoltori, ha visto il contributo di Evi Lardi, DG Mare della Commissione europea, sui programmi di sostegno all’acquacoltura per la decarbonizzazione; Giovanna Marino dell’ISPRA, che ha trattato del programma di definizione delle Zone Vocate all’Acquacoltura. La sessione si è conclusa con la FAO, che ha deciso di tenere durante AquaFarm la tappa italiana del suo seminario itinerante sull’attuazione delle Linee guida per l’Acquacoltura Sostenibile.

Il secondo giorno la sessione organizzata dal MASAF dal titolo “Strategie, strumenti e azioni per uno sviluppo sostenibile dell’acquacoltura” ha visto la partecipazione di Graziella Romito, direttrice generale della Pesca e dell’Acquacoltura del MASAF, e gli interventi di Pier Antonio Salvador per Copa Cogeca, Matteo Leonardi (API), Federico Pinza (AMA) e Valentina Tepedino di Eurofishmarket. Il confronto ha posto al centro la sostenibilità, insieme a temi come cooperazione tra istituzioni e operatori, accesso ai fondi, formazione, tracciabilità, semplificazione normativa e accettabilità sociale del settore.

È emersa l’esigenza di fare sistema per valorizzare la produzione nazionale e accompagnare la crescita dell’acquacoltura con strumenti concreti e politiche coordinate.

«AquaFarm si conferma l’appuntamento più importante per il Mediterraneo e l’area balcanica sui temi dell’acquacoltura» ha commentato Renato Pujatti. «Riunire annualmente tutto il settore, allevatori, trasformatori, ricercatori e università e il meglio delle tecnologie del comparto, si rivela vincente per i risultati concreti e per dare la visibilità che merita a tutta l’acquacoltura italiana, confidando che questo messaggio arrivi anche a Bruxelles».

Ad avvalorare il ruolo istituzionale della manifestazione, c’è stata la visita del Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, che ha ribadito l’orgoglio per la qualità della produzione alimentare nazionale e sottolineato come il riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio immateriale dell’umanità sia il risultato dell’impegno dell’intera filiera, ringraziando gli operatori del settore ittico per il lavoro svolto su qualità e sicurezza.

La 1a edizione di Aqua Fishery, area dedicata alla pesca artigianale e professionale, si è proposta come punto di incontro nazionale e internazionale tra aziende, istituzioni, associazioni di categoria e operatori economici. Uno spazio in cui la tradizione della pesca traccia una nuova rotta per il futuro del settore.

I convegni a sfondo scientifico sono stati molto seguiti. Da quello dedicato ai mangimi funzionali per le specie ittiche e dagli effetti positivi sugli animali e sulla qualità percepita del prodotto è emerso da una parte che un’alimentazione di precisione con “ricette” variabili garantisce una stabilità di contenuto nutritivo superiore, dall’altra che la percezione della qualità varia moltissimo nel consumatore in base all’attitudine al consumo di prodotti ittici. Ciò è influenzato da fattori di predisposizione nel pubblico generale, positivamente dai claim di sostenibilità (suffragati da adeguate spiegazioni), negativamente da reazioni emotive e istintive, per esempio nei confronti di animali alimentati con mangimi a base di insetti, quando le stesse specie in natura hanno una dieta largamente insettivora.


Acquacoltura mediterranea: produzione totale dell’area si avvicina a 3 milioni di tonnellate 

Lo stato dell’acquacoltura nelle sue diverse forme è stato affrontato nel ricco programma di conferenze ed incontri workshop della manifestazione. Al tema delle nuove acquacolture, in particolare, è stata dedicata un’apposita sessione. Quelle a ricircolo d’acqua (RAS), vengono viste negli allevamenti in ambiente dolce come un modo per garantire acqua di alta qualità in presenza di variazioni sempre più imprevedibili nel regime naturale, e in quelli in acqua salata per introdurre nuove specie, come i gamberetti, oggi importati da zone ad alto rischio di contaminazione.

Altissima l’attenzione sull’acquacoltura multitrofica, che gode di finanziamenti alla ricerca a livello europeo, anche in ambiente marino, dove prende il nome di aloponica, per assonanza con l’acquaponica in ambiente terrestre. L’idea di fondo è di accompagnare all’allevamento delle specie tradizionali anche la coltura di varietà, come le macroalghe e le piante acquatiche (salicornia, agretti, posidonia), che possono fornire prodotti di valore o anche solo contribuire al riequilibrio dell’ambiente marino. In tutti i casi, il recupero e valorizzazione degli scarti e dei reflui è di importanza fondamentale, per la produzione di biogas/biometano e di ammendanti e concimi.

Il rapporto Stato della pesca nel Mediterraneo e nel Mar Nero (SoMFi) 2025, pubblicato dalla Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo (CGPM) della FAO su dati del 2023, mette in evidenza come, considerando anche la produzione in acque dolce, l’acquacoltura nell’area del Mediterraneo e nel Mar Nero fattura 9,3 miliardi di dollari e fornisce quasi 3 milioni di tonnellate di alimenti da organismi acquatici. Da sola, l’acquacoltura marina e in acque salmastre vale 5,2 miliardi di dollari e impiega direttamente 113.000 persone, rappresentando ormai più del 45 % della produzione di alimenti acquatici da acqua salata, avendo raggiunto un volume di 940.000 tonnellate di prodotto. La produzione di acqua dolce vede l’assoluta preminenza dell’Egitto, che da solo rappresenta 1.405.255 tonnellate (circa l’82% di tutta la produzione di acqua dolce nel Mediterraneo e nel Mar Nero). Questa produzione è in gran parte rappresentata dalla tilapia del Nilo e dai muggini. Al secondo posto la Turchia, con 156.758 tonnellate (9%), in grandissima parte trota iridea. Il restante 9% è in grandissima parte rappresentato dalla trota iridea, principalmente allevata nei Paesi mediterranei dell’UE, con l’Italia che nel 2023 contribuiva con 34.100 tonnellate, la Francia con 28.600 tonnellate e la Spagna con 17.500 tonnellate, oltre a volumi minori provenienti da altri Paesi.

Segue a distanza, tra le specie di acqua dolce allevate, la carpa comune, che raggiunge le 22.200 tonnellate (il rapporto non prende in considerazione i Paesi europei che non hanno sbocco sul Mediterraneo).

La produzione di specie marine risulta fortemente concentrata su un numero limitato di varietà: appena 11 rappresentano il 99% del totale, con orata (34,5%) e spigola/branzino (29,7%) in testa. L’86,1 % delle specie allevate è costituito da pesci, mentre i molluschi rappresentano il 13,7% e il restante crostacei ed alghe. 8 Paesi producono il 95,5% degli alimenti acquatici di origine marina allevati o coltivati nella regione, con Turchia (400.000 t), Egitto (147.000 t) e Grecia (139.000 t) sul podio.


Focus sull’acquacoltura in Italia

La situazione dell’allevamento ittico in Italia è instabile, poiché restano aperte diverse criticità che ne condizionano l’andamento economico. Pesano, da un lato, nodi strutturali storici, come quello relativo alle concessioni demaniali e ai relativi canoni, all’incompleta definizione degli spazi marini idonei allo sviluppo della maricoltura (AZA) e, dall’altro, fattori di mercato legati alla pressione dei produttori extra-UE, la cui concorrenza non è sempre bilanciata da una trasparente informazione verso il consumatore, ha spiegato il presidente di API Matteo Leonardi. Anche i recenti feedback negativi, causati dai cambiamenti ambientali in atto — come evidenziato da Federico Pinza, presidente AMA —, stanno impattando negativamente sulle produzioni dell’acquacoltura.

La produzione italiana di pesci (dati 2024) è pari a 51.000 tonnellate di prodotto ittico, il 60% del quale rappresentato dalla trota iridea, seguita da orata e spigola/branzino. L’Italia è il primo produttore europeo di caviale, grazie a 67 tonnellate annue.

Per i molluschi, nel 2023 la produzione è stata di circa 80.000 t, il 72,4% della quale rappresentata dalle cozze (57.279 t), seguita dalle vongole veraci con il 16,8% (21.547 t).

Sono in espansione nel Mediterraneo e nel Mar Nero le produzioni di ostriche, sia concave che, in misura minore, piatte; a livello nazionale l’ostricoltura, avviata di recente, si presenta in costante crescita, con una produzione al 2023 di circa 300 t.

Questa fotografia, non sempre rosea, negli ultimi due anni ha visto diverse evoluzioni, che hanno colpito soprattutto la molluschicoltura. I cambiamenti climatici in corso hanno alterato gli equilibri biologici nei nostri mari, con conseguenze inaspettate per l’economia del settore. Nel Mar Tirreno, ad esempio, le orate selvatiche sono diventate molto più attive e aggressive a causa delle temperature miti. Questo fenomeno un tempo sporadico, danneggia oggi gravemente la mitilicoltura. Analogamente, la proliferazione incontrollata della popolazione del granchio blu in Adriatico, fenomeno notissimo, anche se ancora malamente compreso, ha provocato e continua a provocare danni gravissimi agli allevamenti di vongole veraci. Questi cambiamenti interessano anche la pesca dei molluschi. Gli allevatori da parte loro stanno rispondendo in diversi modi, come orientare l’allevamento verso l’ostrica, ha spiegato Eraldo Rambaldi, direttore di AMA.


AquaFarm ritornerà a Pordenone il 17 e 18 febbraio 2027


>> Link: www.aquafarm.show




AquaFishery, novità dell’edizione 2026

Molto apprezzata al suo esordio AquaFishery, l’area tematica che ha introdotto per la prima volta ad AquaFarm le tematiche legate alla pesca artigianale e su piccola scala. AquaFishery ha avuto il suo momento convegnistico con una sessione in cui le associazioni dei pescatori hanno potuto confrontarsi sulle diverse criticità e prospettive del settore. Sono stati presentati alcuni dei più recenti risultati della ricerca accademica e industriale in alcune tematiche di interesse, dai nuovi ritrovati per abbattere il mercurio nel tonno lavorato alle potenzialità per estrarre valore dalle reti da pesca a fin vita e nuovi sistemi intelligenti di pesatura del pescato.





AquaFarm è l’unica mostra-convegno internazionale in Italia sull’acquacoltura e l’industria della pesca sostenibile, organizzata da Pordenone Fiere in collaborazione con le associazioni del settore e con Studio Comelli – Conferences & Communication, che cura i contenuti delle conferenze e l’ufficio stampa. Nata nel 2017, da sempre estende la sua attenzione a tutte le aree della produzione innovativa e sostenibile di cibo. Al suo interno due aree tematiche che la accompagnano: AlgaeFarm, dedicata alla coltivazione delle microalghe e degli altri microrganismi, e la nuova arrivata AquaFishery, dedicata alla pesca artigianale e professionale.





Italia e Spagna a confronto su etichettatura Ho.re.ca.


Nel pomeriggio della prima giornata della fiera si è svolta la seconda edizione del Bilaterale Italia – Spagna, organizzato dal portale spagnolo misPeces, da API e da AMA, che ha coinvolto le associazioni iberiche ed italiane del settore e che quest’anno ha trattato un tema particolarmente sentito dagli operatori delle due nazioni: “L’acquacoltura mediterranea tra mislabeling: applicazione delle regole di etichettatura nel canale Ho.re.ca.”. A moderare la sessione è stato Alejandro Guelfo, editore di misPeces. Sono intervenuti José Manuel Fernández Polanco, professore di Economia applicata presso l’Universidad de Cantabria, María Luisa Álvarez Blanco, direttrice generale di Federpesca, e Matteo Leonardi, presidente dell’API. Il confronto tra Italia e Spagna ha consentito di analizzare le dimensioni economiche del mislabeling e le possibili soluzioni per rafforzare la trasparenza lungo l’ultimo tratto della filiera.


Completare la tracciabilità fino al consumatore finale

Sebbene il quadro normativo europeo sia condiviso, l’applicazione delle regole sull’etichettatura nel canale Ho.re.ca. presenta criticità differenti nei diversi Stati Membri. La mancanza di informazioni chiare sull’origine del pesce nei ristoranti non è soltanto un tema formale: incide sulla corretta valorizzazione del prodotto, sulla tutela del consumatore e sulla concorrenza tra operatori. Oggi la tracciabilità dei prodotti ittici è garantita lungo tutta la filiera fino alla ristorazione, manca però l’ultimo passaggio verso l’acquirente finale: l’indicazione chiara dell’origine e del metodo di produzione nel momento della somministrazione. Per questo è stata avanzata la proposta di estendere al canale Ho.re.ca. l’obbligo di fornire informazioni trasparenti e facilmente comprensibili sull’origine del pesce servito nei ristoranti, negli hotel e nel catering. «Garantire l’origine del pesce nei ristoranti significa tutelare il diritto all’informazione del consumatore e valorizzare il lavoro delle imprese che operano nel rispetto delle regole. La trasparenza non è un aggravio burocratico, ma un fattore di competitività per l’intero comparto», ha dichiarato Matteo Leonardi.




Activate your subscription

To subscribe to a Magazine or buy a copy of a Yearbook