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Osservatorio internazionale

I villaggi di pesca del Pacifico

of Negroni G.


I protocolli tradizionali delle Fiji e di altre comunità del Pacifico per la comunicazione con il coinvolgimento dei villaggi — e qualunque forma di consenso — sono ampiamente applicati nelle LMMA – Locally Managed Marine Areas (Aree Marine Gestite Localmente) e si basano su autorità tradizionali, rispetto rituale, consenso comunitario e applicazione collettiva delle regole. Il turaga-ni-Koro (capo villaggio) è solitamente il principale referente per gli attori esterni (ONG, ricercatori, funzionari governativi) che chiedono accesso al villaggio. L’autorità consuetudinaria rimane centralizzata nei clan (mataqali), negli anziani e nelle strutture di tipo chiefly, che controllano congiuntamente l’accesso e la gestione dei territori di pesca costieri (qoliqoli). Un requisito cerimoniale essenziale per ogni visitatore è il sevusevu, la presentazione della kava per richiedere il permesso di entrare o parlare con la comunità. Questa cerimonia esprime rispetto e accettazione ed è spesso seguita da corretti ordini di seduta, regole dell’abbigliamento e comportamenti modesti. Attraverso tale protocollo culturale, i facilitatori delle LMMA dimostrano che la comunità detiene il controllo sul processo decisionale.


Procedure di implementazione delle LMMA all’interno delle comunità tradizionali

L’avvio e la gestione di una LMMA nelle Fiji si sviluppano attraverso un percorso profondamente radicato nelle strutture sociali e nei protocolli culturali delle comunità iTaukei (autorità indigena delle Fiji). Ogni fase — dall’ingresso formale degli attori esterni fino all’applicazione quotidiana delle regole — si basa sulla centralità dell’autorità consuetudinaria, sul consenso collettivo e su un forte senso di responsabilità comunitaria verso il proprio qoliqoli. Questo processo garantisce che la gestione delle risorse marine (spesso l’unica attività attrattiva nei villaggi costieri) non sia percepita come un intervento imposto dall’esterno, ma come un’estensione dell’identità culturale e delle pratiche tradizionali del villaggio. Descriverò passo dopo passo il funzionamento di questo sistema: un modello in cui cerimonie rituali, consultazioni comunitarie, strutture decisionali tradizionali e monitoraggio locale lavorano insieme per costruire una gestione condivisa, legittima e sostenibile delle risorse marine. Questo approccio, esemplificato da casi di successo come la LMMA di Navakavu, dimostra come tradizione e innovazione possano integrarsi efficacemente nel supporto alla conservazione e al benessere delle comunità costiere.


  • Primo coinvolgimento e richiesta al capo villaggio

Un’organizzazione esterna presenta una proposta (ad esempio l’istituzione di una LMMA o un piano di gestione della pesca) tramite il capo villaggio (turaga-ni-koro, headman), tipicamente durante una cerimonia di sevusevu¹.


  • Consultazione comunitaria attraverso le riunioni di villaggio

Esigenze gestionali, problemi e possibili soluzioni (zone tabu, restrizioni sugli attrezzi, chiusure stagionali) sono discusse dalla comunità durante riunioni guidate dalle autorità tradizionali.


  • Formazione di un comitato locale (qoliqoli o yaubula)

Un gruppo misto di pescatori, anziani e altri rappresentanti crea un comitato responsabile per la pianificazione, il monitoraggio e la comunicazione delle regole sotto l’autorità dei capi.


  • Approvazione consuetudinaria e dichiarazione della LMMA

L’approvazione finale proviene dai capi, che legittimano regole come zone tabu o restrizioni. Possono seguire mappature o documentazione, ma il potere rimane consuetudinario.


Controllo continuo e applicazione dell’iniziativa nella comunità

Guardiani volontari della pesca e riunioni di villaggio monitorano il rispetto delle regole. L’applicazione è effettuata attraverso l’autorità consuetudinaria piuttosto che tramite polizia esterna o regolamenti statali. Valori culturali come solesolevaki (lavoro collettivo) e il rispetto per i totem, rafforzano ulteriormente la gestione comunitaria, motivando le persone a proteggere le aree marine. Un esempio rilevante è rappresentato dalla LMMA di Navakavu, governata da un consiglio di clan e applicata da guardiani comunitari, con gli scienziati che forniscono supporto di monitoraggio senza sostituire la leadership consuetudinaria. Il sistema sopradescritto richiede del tempo, risorse e delle persone preparate per la proposta e l’applicazione pratica.


Benefici dell’uso delle procedure tradizionali nelle LMMA

L’integrazione delle procedure tradizionali nei processi di gestione delle LMMA rappresenta uno dei principali punti di forza del modello fijiano. Le strutture consuetudinarie — basate su rispetto, gerarchie sociali, partecipazione collettiva e responsabilità condivisa — non sono semplici elementi culturali, ma veri e propri pilastri operativi che rendono la gestione più efficace, accettata e duratura. Queste pratiche, radicate nella vita quotidiana delle comunità costiere, favoriscono un sistema decisionale che combina valori culturali, conoscenza locale e contributi scientifici moderni. Il risultato è un’organizzazione della governance marina che funziona perché riconosciuta e interiorizzata dai suoi stessi protagonisti: le comunità che vivono e dipendono dal qoliqoli.

Nel contesto dei progetti come il FBF già citato, tali procedure si inseriscono inoltre in una catena di comunicazione ben definita, che collega attori esterni e istituzionali ai leader tradizionali e alla comunità, garantendo trasparenza, coerenza operativa e circolarità delle informazioni. I punti che seguono evidenziano i principali benefici derivanti da questo approccio integrato:

  • legittimità: gli abitanti riconoscono le regole come proprie, non imposte dall’esterno;
  • conformità e stewardship: l’applicazione comunitaria aumenta il rispetto delle regole e rende la gestione sostenibile;
  • adattabilità: le aree tabu e le regole possono essere adattate culturalmente ed ecologicamente;
  • integrazione delle conoscenze: il monitoraggio scientifico rafforza le decisioni, ma opera all’interno del negoziato e del protocollo comunitario.

Ulteriori attori partecipano alla catena di comunicazione operativa. Tipicamente, il flusso informativo è il seguente: Entità esterna ™夨 Community Engagement Officer ™ Provincial Officer / Provincial Administrator ™ Village Headman ™夨    Community / Community Group, con comunicazione di ritorno attraverso lo stesso canale.


Qoliqoli e il taka taka system

La gestione delle risorse marine nelle Fiji si fonda su un sistema consuetudinario profondamente radicato nella cultura iTaukei, all’interno del quale i qoliqoli e le pratiche di chiusura temporanea (tabu) svolgono un ruolo centrale. Questi elementi tradizionali non rappresentano soltanto forme ancestrali di governance, ma costituiscono tuttora strumenti efficaci di regolazione, conservazione e uso sostenibile delle risorse costiere. Il concetto di qoliqoli definisce i territori di pesca di proprietà comunitaria, mentre il tabu stabilisce periodi o aree di protezione in cui la pesca è vietata o limitata. Insieme, questi sistemi creano un modello di gestione locale che bilancia le esigenze culturali, ecologiche e di sicurezza alimentare, rafforzando il ruolo delle comunità nel decidere, monitorare e proteggere il proprio ambiente marino. Segue la descrizione del funzionamento di questi due pilastri della gestione marina tradizionale e il loro contributo alla sostenibilità delle LMMA nelle Fiji. I qoliqoli sono i tradizionali territori di pesca posseduti comunitariamente nelle Fiji: aree di barriera e laguna costiera sulle quali una comunità iTaukei detiene diritti consuetudinari di pesca. La gestione è principalmente locale e consuetudinaria ovvero le comunità stabiliscono regole (chi può pescare, quali attrezzi, chiusure stagionali o permanenti) per garantire cibo e mezzi di sussistenza. Un tabu è un’area chiusa o a prelievo zero situata all’interno di un qoliqoli. Tradizionalmente poteva durare poco (ad esempio dopo la morte di un capo) o più a lungo; la gestione moderna spesso utilizza tabu permanenti o periodici per ricostruire gli stock e proteggere la biodiversità della barriera. Le aree tabu sono un pilastro delle LMMA delle Fiji e sono ampiamente adottate per la conservazione e il recupero delle risorse.


Guida LMM–CBAH

La guida LMM–CBAH [Govan H. et al. (2008), Locally-Managed Marine Areas: A Guide to Supporting Community-Based Adaptive Management] descrive l’applicazione pratica dei concetti in queste pagine e include più di 20 anni di lavoro. La LMMA è un metodo pratico, per aiutare, passo per passo, comunità costiere e organizzazioni partner (governi, ONG, università, aziende private). Nelle LMMA la gestione delle risorse viene realizzata principalmente a livello locale, coinvolgendo utenti e leader tradizionali più che affidandosi esclusivamente al controllo governativo centralizzato. Si promuove il Community-Based Adaptive Management (CBAM), un approccio di apprendimento pratico attraverso cui le comunità pianificano, implementano, monitorano e adattano continuamente le azioni di gestione delle risorse marine. Questo ciclo enfatizza conoscenza locale, partecipazione comunitaria, proprietà condivisa e apprendimento continuo. Il sistema è organizzato in quattro fasi principali:

  • valutazione iniziale (valutazione richieste e risorse comunitarie, identificazione stakeholders, costruzione fiducia e definizione dei ruoli);
  • progettazione e pianificazione della LMMA (mappatura comunitaria, identificazione dei problemi, definizione priorità e creazione regole come chiusure stagionali, zone no-take);
  • implementazione (comunicazione, applicazione delle regole, monitoraggio biologico e socioeconomico tramite tecniche semplificate e adatte alla comunità),
  • gestione adattativa continua (revisione dei risultati, aggiustamento delle regole, rafforzamento dell’applicazione, ampliamento delle attività e condivisione delle esperienze).

Un tema centrale è la partecipazione significativa, che costruisce la proprietà comunitaria e aumenta le probabilità di successo a lungo termine. Il documento sottolinea l’importanza della facilitazione rispettosa, dell’inclusione di genere (in particolare delle donne nella pesca) e del bilanciamento tra conoscenza tradizionale e scienza moderna. Complessivamente si forniscono sia le basi filosofiche che strumenti pratici (mappature, problem tree, transect partecipativi, ranking, matrici di pianificazione) per sostenere le comunità nella gestione sostenibile delle risorse marine ai fini di benefici ecologici e miglioramento dei mezzi di sussistenza.


Conclusione

Le pratiche tradizionali dei villaggi costieri delle Fiji e di numerose popolazioni costiere del Pacifico e altre zone rappresentano un modello di governance comunitaria unico e perfettamente integrato con gli approcci moderni alla gestione sostenibile delle risorse marine. Il sistema delle LMMA si fonda su un equilibrio tra autorità consuetudinaria, ritualità culturale e partecipazione collettiva, creando un quadro decisionale in cui le regole nascono dalla comunità e vengono applicate dalla comunità stessa. L’integrazione tra conoscenze locali e strumenti scientifici contemporanei ha dimostrato di rafforzare sia la legittimità sia l’efficacia della gestione, facilitando la ricostituzione degli stock ittici, la protezione degli habitat e la diffusione di pratiche di stewardship condivisa. Le strutture tradizionali — come i qoliqoli, il sistema dei tabu e il ruolo centrale dei capi e del turaga ni koro — continuano a garantire coesione sociale, rispetto delle regole e adattabilità delle misure di conservazione ai cambiamenti ecologici e socioeconomici. L’esperienza delle Fiji mostra che la sostenibilità delle risorse marine non dipende unicamente da regolamenti formali, ma da processi culturali profondi, dalla partecipazione genuina delle comunità e dalla capacità di integrare tradizione e innovazione utilizzando tecnologie moderne. Le LMMA rappresentano quindi un modello replicabile e scalabile, in grado di ispirare altri contesti costieri del Pacifico e oltre, dove la conservazione può essere affrontata come un impegno collettivo, radicato nell’identità delle comunità locali e orientato al futuro.

Gianluigi Negroni


Bibliografia

  • Aalbersberg B., Tawake A., Parras T. (2005), Village by village – Recovering Fiji’s coastal fisheries, Environmental Science.
  • The LMMA Locally Managed Marine Area Network e Govan H. et al. (2008), Locally-Managed Marine Areas: A Guide to Supporting Community-Based Adaptive Management (lmmanetwork.org).
  • FLMMA–Fiji Locally-Managed Marine Area Network (2010), Community guidelines for village protocol and tabu.
  • SPC–Secretariat of the Pacific Community (2018), Community-Based Fisheries Management Profile: Fiji.
  • SPREP/MACBIO (2017), Navakavu Community-Based Marine Resource Management Case Study.
  • Vunisea A. (2014), Traditional Knowledge and Totemic Links in Fiji Fisheries Management, Frontiers in Marine Science.
  • Rabukawaqa A., Indigenous Fishing User Rights and Traditional, Marine Management: Namena Marine Reserve, fao.org
  • Bowden-Kerby A. et al. (2020), Cultural tabu: how an ancient ocean custom is saving Fiji’s reefs, The Guardian.
  • CBFM SPC, Coastal Fisheries & Aquaculture/Community-based fisheries management: Fiji country profile.
  • Contribution of Marine Conservation Agreements to Biodiversity Protection, Fisheries Management and Sustainable Financing in Fiji, fiji.wcs.org



La LMMA (Locally Managed Marine Area) è una rete e ONG che sostiene la gestione comunitaria delle risorse marine attraverso il rafforzamento delle pratiche tradizionali e l’integrazione con strumenti scientifici moderni. Nata per valorizzare i sistemi consuetudinari di gestione dei qoliqoli nelle Fiji, promuove approcci partecipativi in cui sono le stesse comunità costiere a definire, monitorare e far rispettare regole di conservazione come le tabu areas (zone di chiusura temporanea o permanente). Operativa nelle Fiji e in Papua Nuova Guinea, Vanuatu, Samoa, Isole Salomone e altri Paesi insulari, includendo Madagascar, Tanzania, Kenya, la LMMA fornisce formazione, supporto tecnico, strumenti di monitoraggio e scambio di buone pratiche tra comunità. Il suo modello si basa sul community-based adaptive management, un ciclo di apprendimento continuo che permette alle comunità di adattare le misure di gestione ai cambiamenti ambientali e sociali. Nel Pacifico, la LMMA è riconosciuta come una delle iniziative più efficaci per la conservazione marina e il rafforzamento della sicurezza alimentare nelle comunità costiere, grazie alla capacità di unire conoscenze tradizionali, partecipazione locale e scienza applicata. L’autore è partner della LMMA per il progetto Fiji Blue Fishing finanziato dalla CE.




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