it en
Risultati
Pesca

EBFA accoglie con favore i nuovi limiti dell’UE sui rifiuti marini

of Redazione


Sono molti i fattori che contribuiscono all’aumento dei rifiuti marini, come la loro cattiva gestione e l’atteggiamento della società nei confronti dell’abbandono dei rifiuti, l’80% dei quali proviene dalla terraferma1. I pescatori assistono in prima persona all’aggravarsi del problema, anche considerando che la maggior parte dei dati disponibili proviene dalle loro raccolte durante la pesca a strascico. I pescatori hanno già attuato riduzioni sostanziali e misure restrittive per consentire il ripristino degli stock ittici, ma il loro sostentamento è sempre più minacciato da crescenti pressioni esterne come l’inquinamento marino. Per affrontare questo problema, la Commissione europea ha fissato per la prima volta soglie misurabili per i rifiuti presenti sui fondali marini:

  • nelle zone monitorate tramite indagini con reti a strascico, non è consentito alcun aumento dei rifiuti;
  • nelle zone monitorate visivamente, i rifiuti non devono superare un oggetto ogni 1.000 m².

Per rispettare le nuove soglie, gli Stati Membri devono adottare misure adeguate nell’ambito delle loro strategie marine, come previsto dalla direttiva quadro sulla strategia marina (MSFD). L’Alleanza europea per la pesca di fondo (EBFA) accoglie con favore questi nuovi limiti, sperando che contribuiscano alla riduzione dell’inquinamento marino, proprio come hanno fatto le misure precedenti per le coste dell’UE2, dove i rifiuti sono diminuiti di quasi 1/3 negli ultimi cinque anni. Margot Angibaud, segreteria dell’EBFA, ha dichiarato: «Il lavoro dei pescatori dipende dalla salute degli oceani ed essi contribuiscono attivamente alla soluzione, rimuovendo i rifiuti marini ogni volta che le loro attrezzature li incontrano e partecipando attivamente a progetti specifici come “Fishing for Litter”, che ha già raccolto più di 13 milioni di chili»3. Per incoraggiare il ruolo dei pescatori, l’EBFA chiede una semplificazione volta a ridurre gli oneri amministrativi per coloro che contribuiscono generosamente alla rimozione dei rifiuti marini. Infatti, non dovrebbero sostenere i costi della gestione dei rifiuti, ma essere adeguatamente incentivati e ricompensati per i loro sforzi. Infine, l’EBFA esorta le istituzioni europee ad affrontare la questione a livello internazionale. Ciò è fondamentale, considerando che l’88-95% del carico globale di plastica che finisce nei mari proviene da dieci fiumi, otto dei quali nel continente asiatico e due in quello africano4.


Note

  1. www.europarl.europa.eu/topics/en/article/20181005STO15110/plastic-in-the-ocean-the-facts-effects-and-new-eu-rules
  2. joint-research-centre.ec.europa.eu/jrc-news-and-updates/marine-litter-eu-coastline-down-almost-one-third-2025-02-04_en
  3. fishingforlitter.org
  4. Schmidt C., Krauth T., Wagner S. (2017), Export of Plastic Debris by Rivers into the Sea, Environmental science & technology, 51(21), 12.246-12.253.



L’European Bottom Fishing Alliance (EBFA) è una coalizione dell’industria ittica che riunisce 20 000 pescatori e pescatori che rappresentano 7 000 imbarcazioni provenienti da 14 paesi costieri europei. L’EBFA sostiene politiche che promuovono pratiche di pesca sostenibili e la salute a lungo termine degli ecosistemi marini. L’EBFA collabora con le parti interessate del settore, i governi e i gruppi ambientalisti per garantire che le attività di pesca di fondo siano condotte nel rispetto della conservazione dell’ambiente e a sostegno delle comunità costiere.




Activate your subscription

To subscribe to a Magazine or buy a copy of a Yearbook