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Ristoranti di pesce

Osteria Arcadia, cultura gastronomica e sapori del Delta

of Bison G. O.


Porto Tolle, cuore del Delta del Po, si estende in un paesaggio lagunare unico, dove il grande fiume incontra il Mare Adriatico. Questa porzione di Polesine è un susseguirsi di valli da pesca, isole sabbiose e canali, un ambiente di straordinaria ricchezza naturalistica, patria di numerose specie di uccelli e custode di antiche tradizioni legate alla pesca e all'acquacoltura. Un territorio dove la forza della natura ha plasmato la vita e la cultura dei suoi abitanti. Anche quella gastronomica.

Tra i locali depositari della tradizione culinaria polesana troviamo l’Osteria Arcadia. Nata nel 2007 in prossimità della bottega di alimentari di famiglia (“casoin” in veneto) ereditata dalla nonna paterna Velia Veronese — madre di Emanuele Vittorio Veronese, marito di Adele Bertaggia, nota ai più come Arcadia —, oggi l’osteria è il cuore pulsante di un complesso di attività che comprendono il negozio di alimentari, ringiovanito e gourmet, 6 camere per il soggiorno dei turisti con un’ampia sala colazioni e degustazioni e un giardino estivo, un ricovero per biciclette, anche elettriche, con la possibilità di ricaricarle. In più ci sono le attività legate alla pesca e all’escursionismo in barca, con la possibilità di imbarcarsi davanti all’osteria su di un’autentica barca da pesca e da allevamento lungo un percorso della durata di tre ore guidati alla scoperta di allevamenti, canneti, spiagge segrete, flora e fauna.

«Una ventina d’anni fa circa l’attività del “casoin” aveva iniziato a scemare — ricordano Davide e Pamela Veronese, figli di Arcadia e Vittorino — complice l’avvento della Distribuzione Organizzata e l’emigrazione dei nostri concittadini, che in numero sempre maggiore avevano iniziato a trasferirsi verso città più grandi e meglio attrezzate nei servizi. Facevamo fatica a reggere la situazione, nonostante le referenze merceologiche fossero parecchie. Considerato che tanti turisti richiamati nel Polesine per le bellezze naturalistiche e paesaggistiche del territorio chiedevano, anche dopo le escursioni, di poter mangiare qualcosa, abbiamo pensato di adattare la bottega a luogo di somministrazione di alimenti e bevande. Purtroppo, pur disponendo di tutte le licenze, non è stato possibile trovare una formula che assecondasse tutti i nostri obiettivi e allora sapendo di disporre in Arcadia di una cuoca esperta ed appassionata abbiamo aperto l’Osteria nell’immobile adiacente».

Una cucina adeguata e dieci tavoli dove proporre piatti stagionali, tradizionali per quanto possibile e territoriali da consumare in osteria e da qualche tempo anche sui tavoli davanti alla bottega, in particolare per i turisti di passaggio ai quali dedicare un menu veloce, gustoso e non troppo costoso. Diego, marito di Pamela, da trent’anni alleva le cozze, ora dop, di Scardovari e da due anni, insieme al nipote Nicola Baroni, alleva anche ostriche marchiate “Bora” (www.ostrabora.it), un brand registrato. «Capita spesso — sottolinea Pamela — che, chiamando per prenotare un tavolo, mi chiedano quali pietanze potranno trovare ed io spesso rispondo non lo so. La nostra è veramente la cucina della materia prima vegetale o animale raccolta o pescata al momento. A volte ci sono le cozze, a volte i gamberetti, le alici, dipende. Puntiamo molto sul pesce azzurro di Pila. Di sicuro c’è la pasta fatta in casa che prepariamo trafilata al bronzo e di solito con le vongole, sempre più di mare in quanto le veraci scarseggiano, viste le difficoltà che abbiamo ad allevare le vongole di laguna a causa della predazione del granchio blu. E poi sempre il risotto di pesce tradizionale e il fritto misto con dodici tipologie di pesce di laguna e di mare. E poi l’anguilla selvatica quando si può pescare, le sarde in saor, le alici marinate, le seppie in umido, ecc… Il tutto considerato che da fine luglio ai primi di settembre abbiamo 40 giorni di fermo pesca biologico dove si pesca non oltre le tre miglia dalla costa». Le farine adoperate sono locali e tra i vegetali troviamo l’insalata di Lusia Igp (l’unica lattuga garantita con l’Indicazione Geografica Protetta in Europa, NdR), l’aglio polesano dop, il radicchio di Rosolina, la cipolla dolce, il radicchio di Chioggia Igp e gli asparagi, che spesso finiscono in insalata con le mazzancolle. «Un menu a cui teniamo molto è quello dedicato alle cozze in mille modi: guazzetti, gratinature, spiedini, parmigiana, ecc… Lo proponiamo in un particolare periodo dell’anno e lo chiamiamo la Cozzeria».

In mescita alcune birre artigianali anche locali come quella di riso dell’azienda Moretto e vini sempre locali, come quelli dell’azienda Carezzabella, o italiani selezionati così come le bibite, spume e chinotti in bottiglia, gli amari e le grappe. Ampliamenti a venire? «Neanche per idea, abbiamo già dato» sottolinea Pamela. «Miriamo a migliorare l’esistente, puntando sempre più sulla valorizzazione del territorio. Ci siamo sempre impegnati molto in questo senso anche partecipando a spese nostre a fiere, mercati ed eventi. Ad ottobre, ad esempio, facciamo l’Ottobrata, una festa che organizziamo davanti al locale con giri in bici, in barca, qualche ora di yoga nel giardino e mercatini artigianali. E poi un menu dedicato con piatti semplici e gustosi come le Seppie in tecia e il Riso e fasoi duri. In futuro ci vediamo ancora qui col solo obiettivo di far bene e crescere nel nostro lavoro, disposti ad accogliere figli e nipoti che vorranno, se vorranno, impegnarsi insieme a noi. Mi hanno sempre detto che il ristorante è fatto da cucina, sala e conto. Vero, però la differenza la fa sempre il cibo buono e fresco».

Gian Omar Bison


Osteria Arcadia Santa Giulia

Via Luigi Longo 29

48018 Porto Tolle, Santa Giulia (RO)

Telefono: 0426 388334 – 347 747 6359

E-mail: info@osteria-arcadia.com

Web: osteria-arcadia.com


In foto: Porto Tolle, Delta del Po, Rovigo.



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