La Carlino è un’azienda che lavora esclusivamente acciughe e sardine, con una forte specializzazione sul prodotto di qualità e un posizionamento nella fascia medio-alta del mercato. Vengono prodotte acciughe e sardine marinate e sotto sale, in confezioni di vetro e plastica, lattina e scatola, vendute in 20 Paesi oltre all’Italia, Giappone, Australia, Nuova Zelanda, USA, Canada… Ha una rete di fornitori/pescherecci che operano tra Mediterraneo e Atlantico. I Carlino sono una famiglia di trasformatori ittici alla terza generazione in attività, passati attraverso diverse società confluite nel 1984 nella Carlino Srl, costituita da Pasquale Carlino, papà dell’attuale proprietario, Nino Carlino, 61 anni, amministratore e anche presidente del Distretto Produttivo della Pesca – Cosvap. Lo incontriamo in una laboriosa giornata di luglio durante una lunga visita aziendale e una altrettanto lunga chiacchierata sul comparto ittico siciliano e sulla sua azienda in particolare.
«La qualità e il sapore del pescato dipendono dalla combinazione tra il periodo di pesca, la zona di pesca e la modalità di stagionatura» mi spiega Nino Carlino. «Immaginiamo ad esempio la fascia geografica di pesca della Sicilia: in primavera, all’inizio dell’attività, il pesce ha meno fibra, molta acqua e poco grasso, quindi ha bisogno di una stagionatura più breve. Al contrario, più si va avanti nel tempo più il pesce sarà ricco di fibra e grasso e meno di acqua: arrivato a questo punto ha bisogno di maggior stagionatura. C’è sempre la combinazione dei due fattori e questo vale sia per le acciughe che per le sardine».
La Carlino ha un fatturato di 3,5 milioni di euro annui, per il 50% in arrivo dall’export, e 15 dipendenti fissi. Il mercato italiano è coperto per 1/3 dalla Gdo per il retail, per 1/3 dal canale Ho.re.ca. e per 1/3 dall’industria, a cui la Carlino vende preparati, cioè materie prime per fare salse di acciughe e di sarde (un prodotto trasformato e finito che vende in contenitori industriali). Il prodotto a marchio Carlino per retail e Ho.re.ca. è composto invece da confezioni di acciughe e sarde sotto sale, filetti di acciughe in olio (sia di oliva che di girasole), filetti di acciughe marinate, pasta di acciughe in tubetti, colatura di acciughe. La quota principale di prodotto è rappresentata dai filetti di acciughe. Certificata ISO 9001 già negli anni ‘90, e successivamente ISO 14001, BRC e IFS, Carlino ha saputo coniugare metodi di produzione industriali con rigore artigianale, garantendo tracciabilità, sicurezza e omogeneità di qualità. La sua capacità di innovazione si riflette anche nel packaging brevettato “La Barchetta”, un formato d’impatto per esposizioni e scaffalature di alto profilo. Al centro della strategia operativa c’è una scelta precisa: concentrarsi su pochi prodotti, svilupparli in profondità e raccontarli attraverso marchi coerenti. Il premium “Fior d’Acciuga” è pensato per scaffali gourmet, Mizar risponde a mercati più sensibili al prezzo. La produzione annua oscilla tra le 300 e le 500 tonnellate di trasformato, in maggioranza acciughe, prodotto più richiesto dal mercato e anche più remunerativo.
«In Italia il consumo di sarde è sempre stato influenzato da fattori economici e culturali» racconta Carlino. «Facciamo ancora un esempio considerando il caso della Sicilia. Storicamente le province orientali, Catania, Siracusa, Ragusa e Messina, che erano più ricche, consumavano maggiormente acciughe; quelle storicamente più povere, cioè le province di Palermo, Trapani, Agrigento, Enna e Caltanissetta consumavano più sarde».
La sede aziendale è nella zona industriale di Sciacca, Agrigento, in due edifici di 2.000 m2 complessivi tra uffici, stagionatura e laboratori di trasformazione, quasi al 100% alimentati da energia rinnovabile. Era il 2021 quando furono installati gli impianti, tra la fine della pandemia da Covid e l’inizio della guerra in Ucraina. Sappiamo come è andata con la bolletta energetica. «È stata una scelta provvidenziale» assicura Carlino. «Abbiamo abbattuto la bolletta, quasi azzerando i costi in anni di alta inflazione energetica».
Nuovi progetti?, chiediamo prima di passare ad un meritato assaggio di piccole bontà: filetti marinati e filetti sotto sale e un ottimo pane cunzato. «Sono legati all’incremento della nostra presenza sui mercati emergenti, come il Brasile, o di riferimento, come gli Usa», conclude Carlino. Vedremo, dunque, come andrà al netto dei dazi di Trump.
Massimiliano Rella
>> Link: www.carlino-sciacca.it
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