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Acquacoltura

Progetto Bivalvi

of Redazione


In un’epoca segnata dai cambiamenti climatici, dall’invasione di specie aliene e dalla crescente competizione per le risorse naturali, il settore dell’acquacoltura, in particolare la molluschicoltura, necessita di diventare maggiormente sostenibile, sia tecnicamente che socialmente. In questo contesto, la selezione genetica e l’ottimizzazione delle pratiche di allevamento sono strumenti chiave per raggiungere questo obiettivo. Il progetto BIVALVI, finanziato nell’ambito del programma Blue Bio ERA-NET, è stato avviato nel settembre 2022 come un’iniziativa all’avanguardia che unisce ricerca accademica e competenza industriale per affrontare le sfide che l’allevamento dei molluschi si trova a fronteggiare. L’Italia è protagonista grazie al Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie dell’Università di Bologna (UNIBO), punto di riferimento scientifico per la ricerca in acquacoltura, e a Naturedulis Srl, schiuditoio di molluschi bivalvi con dieci anni di attività alle spalle. A questi si affiancano il centro di ricerca norvegese  NOFIMA, coordinatore del progetto, e l’University College Cork (UCC) irlandese, a testimonianza di un approccio trasversale.


Obiettivi strategici: tecnologia e genetica per un settore più resiliente

Al centro del progetto vi sono obiettivi chiari, finalizzati a migliorare l’intera filiera produttiva. Due in particolare le aree di intervento più promettenti: la selezione genetica e l’ottimizzazione dei sistemi di pre-ingrasso per le vongole veraci. Tuttavia, a progetto in corso, una vera e propria sfida ha investito l’impostazione del progetto: l’invasione dei mari italiani da parte del Granchio blu nel 2023. Solo il coinvolgimento di allevatori competenti, che hanno fornito il proprio know how e le proprie attrezzature, ha consentito di salvare le famiglie di vongole selezionate e di testare sistemi di pre-ingrasso più robusti ed efficaci, conferendo maggiore rilevanza alle azioni intraprese.


Un programma di selezione genetica diffuso

L’obiettivo primario è individuare e incrociare le vongole veraci più performanti in termini di crescita e sopravvivenza senza ricorrere a modifiche genetiche invasive. Nel corso del 2024 e del 2025, Naturedulis ha proceduto con successo all’incrocio degli esemplari più promettenti, nati durante il progetto. Questo lavoro non si ferma qui: l’azienda sta collaborando con NOFIMA per redigere un protocollo per la gestione futura degli incroci, ponendo le basi per un programma di miglioramento genetico che possa essere adottato da tutti gli allevatori aderenti al programma, garantendo un seme di vongola più forte e resiliente.


Sistemi di pre-ingrasso all’avanguardia

Il progetto si concentra anche su una fase cruciale del ciclo produttivo: il pre-ingrasso del seme di vongola verace. I ricercatori dell’Università di Bologna hanno testato diversi sistemi con supporti specifici, al fine di massimizzare la produttività e la qualità del seme durante le prime fasi dall’immissione in laguna. La sinergia tra ricerca e pratica sul campo è stata determinante, specialmente quando l’emergenza del Granchio blu ha minacciato le famiglie di vongole selezionate. L’esperienza diretta degli allevatori coinvolti è stata cruciale per l’adozione di misure di protezione immediate, come l’uso di sac à poches e reti più robuste per contrastare la predazione.


La reazione ai cambiamenti climatici

Un ulteriore aspetto affrontato dal progetto è lo studio della resistenza dei bivalvi in risposta a fattori ambientali stressanti. UNIBO sta conducendo esperimenti in laboratorio su vongole esposte a diverse condizioni di pH, simulando le sfide che il cambiamento climatico pone agli ecosistemi marini. Questo approccio garantisce che i progressi genetici e tecnologici siano accompagnati da una profonda comprensione del benessere animale e dell’interazione con l’ambiente.


Verso un futuro sostenibile e condiviso

La storia del progetto BIVALVI è un esempio concreto di come la collaborazione tra ricerca scientifica e industria possa generare risultati tangibili, anche in condizioni impreviste. La lezione più importante è che solo unendo la ricerca d’avanguardia alla profonda conoscenza pratica degli allevatori si può costruire un’acquacoltura più resiliente, sostenibile e prospera.

Leonardo Aguiari – Naturedulis Srl

Antonina De Marco – Università degli Studi di Bologna



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