it en
Risultati
Acquacoltura

La circolarità degli ingredienti per mangimi

of Negroni G.


Disordini geopolitici e futuro dei mangimi

L’industria globale delle proteine animali — che comprende zootecnia, avicoltura e acquacoltura — sta attraversando un periodo di turbolenza storica. La pressione sulle catene di approvvigionamento delle proteine non è più limitata alla disponibilità o al prezzo delle materie prime. Si estende ora ai rischi geopolitici, alla fiducia dei consumatori e alla sorveglianza normativa. Sta emergendo un sistema più complesso e fragile, in cui resilienza, adattabilità e trasparenza diventano le nuove monete di scambio per sopravvivere.

Catene di fornitura sotto pressione
Ingredienti per mangimi come farina di soia, farina di pesce, sottoprodotti avicoli, cruscami di cereali e farina di girasole sono la base della produzione animale e acquacolturale globale. Tuttavia, i flussi di queste materie prime sono sempre più instabili. Le guerre in Europa orientale, le tensioni in Medio Oriente e nel Mar Rosso, le sanzioni e le restrizioni commerciali stanno costringendo gli acquirenti a cercare fornitori alternativi, spesso sotto pressione e con una visibilità limitata. Le reti di approvvigionamento tradizionali si sono incrinate, esponendo i produttori a intermediari sconosciuti e a nuove forme di rischio.
L’instabilità economica aggiunge un ulteriore livello di difficoltà. L’alta inflazione, l’aumento dei costi energetici e di trasporto e la volatilità dei mercati valutari, dei cereali, delle oleaginose e delle proteine animali stanno comprimendo o addirittura annullando i margini in tutto il settore delle materie prime mangimistiche. I produttori dei Paesi emergenti — soprattutto in Asia, Africa e alcune aree dell’America Latina — subiscono gli impatti più forti per gli ingredienti che sono la base per mangimi con costi proibitivi.
Le pressioni sui costi stanno spingendo alla riformulazione delle diete e ad un maggior ricorso ad alternative locali, ma anche questo comporta compromessi in termini di qualità nutrizionale, coerenza e conformità normativa1.

Una minaccia nascosta per la sicurezza e l’integrità alimentare e zootecnica
Nel momento in cui le catene di approvvigionamento di mangimi e proteine animali si adattano a pressioni sempre più intense, emergono nuove vulnerabilità. Il rapido avvicendamento tra fornitori e i sistemi logistici sotto stress aumentano il rischio di frodi alimentari, adulterazione degli ingredienti e compromissione degli standard di sicurezza. Quando i budget per i controlli si assottigliano, gli audit vengono rimandati, le ispezioni2 si diradano e i regimi normativi si indeboliscono a causa di conflitti o instabilità politica, prodotti fraudolenti o pericolosi possono penetrare nella catena senza essere intercettati.
Questi scenari non sono ipotetici: le crisi del passato hanno dimostrato che la sicurezza alimentare e l’integrità dei prodotti sono spesso le prime vittime della destabilizzazione dei sistemi globali. Nell’attuale contesto, eventuali falle nei controlli non solo minacciano la salute pubblica, ma rischiano anche di minare la fiducia dei consumatori e compromettere la reputazione dei marchi. La posta in gioco è alta e continua a salire3.

Domanda dei consumatori in evoluzione e pressioni regolatorie crescenti
Le aspettative dei consumatori stanno diventando sempre più articolate. Nei mercati ad alto valore, come l’Europa e alcune aree dell’Asia, la sostenibilità non è più un’opzione: è un requisito imprescindibile. Gli acquirenti richiedono ora soia priva di legami con la deforestazione, ingredienti marini certificati per una pesca responsabile, pesce allevato con mangimi tracciabili e obiettivi chiari di riduzione delle emissioni di carbonio. Tanto nell’acquacoltura quanto nella zootecnia, questi segnali di mercato stanno accelerando la transizione verso pratiche di approvvigionamento più tracciabili, responsabili e trasparenti.
Parallelamente, le autorità di regolamentazione stanno irrigidendo gli standard e intensificando i controlli. La scarsa conformità all’interno di catene di fornitura globali frammentate non è più tollerata. Gli esportatori che puntano ai mercati premium devono oggi dimostrare non solo la sicurezza dei prodotti, ma anche la loro sostenibilità e integrità etica4.

Dalla vulnerabilità alla resilienza
Di fronte a queste sfide convergenti, l’industria sta vivendo un riallineamento strategico. I produttori di mangimi stanno adottando i principi dell’economia circolare, riconvertendo scarti agroalimentari e sottoprodotti locali in ingredienti utilizzabili. Crescono gli investimenti nelle fonti proteiche alternative: farine di insetti, proteine microbiche, organismi unicellulari e oli a base di alghe. La tecnologia svolge un ruolo centrale, con strumenti digitali di tracciabilità, registri basati su intelligenza artificiale e blockchain e sistemi di audit a distanza sempre più diffusi.
Per ciò che concerne la dimensione sanitaria, epidemie animali come la Peste Suina Africana, l’influenza aviaria e i patogeni dei gamberetti, come il WSSV (White Spot Syndrome Virus), continuano ad ostacolare la produzione e influenzare la domanda. I mangimi funzionali e gli additivi che supportano il sistema immunitario sono in crescente adozione, specialmente in acquacoltura, dove i produttori puntano a ridurre l’uso di antibiotici migliorando al contempo le prestazioni in condizioni di biosicurezza.

Una scelta strategica
È ormai evidente che la gestione del rischio geopolitico ed economico non possa più essere separata da quella della sicurezza alimentare o del commercio. Questi ambiti sono oggi interdipendenti. Le aziende che avranno successo saranno quelle che integreranno la previsione del rischio, l’approvvigionamento etico e la trasparenza delle catene di fornitura nel cuore del proprio modello di business. Mentre il settore globale delle proteine guarda oltre il 2025, si trova davanti ad una scelta determinante: reagire alle crisi o prepararsi ad affrontarle. Costruire catene di fornitura resilienti non è solo una soluzione tecnica, ma un imperativo strategico. In un’epoca di incertezza, il futuro appartiene a chi investe in adattabilità, responsabilità e fiducia.

Tendenze da monitorare oggi
Rischio geopolitico come fattore centrale di business – Le aziende valutano oggi guerre, sanzioni e interruzioni commerciali come rischi strategici, non semplici esternalità.
Ascesa degli ingredienti alternativi per mangimi – Sfruttamento delle esperienze già maturate, aumento della R&S, valorizzazione degli ingredienti e maggiore diffusione commerciale di farine di insetti, alghe, piante acquatiche, oli algali, proteine microbiche e derivati dagli scarti agricoli.
Inflazione e volatilità dei costi dei mangimi – La persistente pressione al rialzo sui prezzi delle materie prime e dell’energia sta ridefinendo le strategie di formulazione a costo minimo.
Tracciabilità e strumenti digitali di conformità – Sourcing basato su blockchain, rilevamento delle frodi con IA e verifiche satellitari stanno diventando prassi consolidata.
Convergenza tra integrità alimentare e rischio reputazionale – Le aziende orientate al consumatore percepiscono le frodi alimentari e la non conformità come minacce dirette al valore del marchio.
Approvvigionamento localizzato ed economia circolare – Maggiore interesse per reti di fornitura regionali, con focus su valorizzazione di sottoprodotti e input climaticamente sostenibili.
Convergenza tra sostenibilità e sicurezza – Le dichiarazioni ambientali devono essere supportate da prove di qualità, origine e conformità etica, soprattutto nel settore ittico.
Logistica e trasporti internazionali – Le considerazioni sul trasporto assumono nuova rilevanza dopo gli effetti del Covid-19, che ha bloccato numerose catene del valore, inclusa quella dei mangimi.

Commercio e volatilità dei mercati
I mercati globali delle proteine animali e dei mangimi sono strettamente legati alle dinamiche più ampie del commercio internazionale. Guerre commerciali, accordi bilaterali e alleanze geopolitiche in evoluzione possono avere effetti significativi e di vasta portata sulla disponibilità e sul costo degli ingredienti per mangimi e dei prodotti proteici5. Questi input sono strettamente legati alle produzioni e prezzi delle carni e pesci allevate.
Uno dei fattori più diretti che influenzano il settore globale delle proteine animali è la crescita delle guerre commerciali e delle politiche protezionistiche. L’imposizione di dazi o restrizioni commerciali tra grandi economie può causare una volatilità immediata nei prezzi dei mangimi ed in particolare delle proteine usate come ingredienti per il mangime. Ad esempio, dazi applicati alla soia, alle farine di pesce o ad altri ingredienti chiave per i mangimi possono interrompere catene di fornitura consolidate, generando un aumento dei costi per i produttori.
I problemi logistici possono interrompere le forniture di ingredienti e di mangimi come già avvenuto durante i vari shock negli ultimi tempi. Al contrario, gli accordi commerciali bilaterali tra Paesi possono attenuare questi impatti, offrendo accesso preferenziale a materie prime o prodotti proteici, stabilizzando i prezzi in alcune regioni ma creando incertezze in altre.
L’industria delle proteine animali, in particolare i mercati della carne e del pesce, rimangono estremamente sensibile ai mutamenti economici e politici globali. Le interruzioni del commercio, come dazi o sanzioni, possono incidere fortemente sui costi sia degli ingredienti per i mangimi che dei prodotti proteici finali. Il prezzo della farina di pesce, ingrediente fondamentale in acquacoltura, può aumentare bruscamente a causa della limitata disponibilità o di variazioni nelle normative commerciali. Analogamente, l’industria della carne risente delle oscillazioni nelle politiche commerciali, poiché molti Paesi dipendono dalle esportazioni di carne e pesce, e i mercati volatili incidono sulla stabilità dei prezzi e sull’accesso ai mercati. Inoltre, con le catene di fornitura globali già sotto pressione, fattori di stress internazionali—come conflitti regionali o restrizioni commerciali improvvise—possono amplificare la volatilità di questi mercati. La volatilità dei prezzi favorisce anche il rischio di frodi nei mangimi.

Dipendenza degli USA dalle importazioni di prodotti ittici
Il settore ittico statunitense rappresenta un esempio emblematico delle sfide legate alla dipendenza dal commercio globale. Essendo uno dei maggiori mercati di consumo di prodotti ittici al mondo, gli Stati Uniti dipendono fortemente dalle importazioni per soddisfare la domanda interna. Questa dipendenza li rende particolarmente vulnerabili a interruzioni nella catena di approvvigionamento internazionale, sia a causa di tensioni geopolitiche, modifiche alle quote di pesca o colli di bottiglia nella logistica globale.
Questi fattori, uniti alla crescente domanda interna di prodotti ittici sostenibili, complicano ulteriormente il delicato equilibrio tra dipendenza dalle importazioni e stabilità del mercato6. Inoltre gli USA non hanno ancora sviluppato una produzione importante nel settore dell’acquacoltura.

Solide richieste di mercato interne per carne e pesce

Alcune regioni, in particolare negli Stati Uniti, nei Paesi emergenti e in alcune aree d’Europa, beneficiano di mercati interni solidi per la carne (in particolare il pollame) e il pesce, insieme a catene di approvvigionamento dei mangimi ben sviluppate. In queste aree, l’equilibrio tra domanda e offerta risulta in parte isolato dalle fluttuazioni dei mercati globali, grazie a elevate capacità produttive e a una base di consumatori stabile. Tuttavia, anche i mercati interni più forti non sono immuni alle pressioni derivanti dall’aumento dei costi dei mangimi o dalle tensioni commerciali.
Il pollame e l’acquacoltura sono previsti come i segmenti a più forte crescita nel 2025, mentre la produzione suinicola registrerà solo un incremento modesto e quella bovina è destinata a diminuire. Tuttavia, questa crescita non sarà uniformemente distribuita a livello globale: Asia e Sud America rappresenteranno la quota maggiore dell’espansione produttiva.
La produzione acquicola dovrebbe aumentare nel 2025, spinta da una domanda più forte e da una riduzione dei costi alimentari. La maggior parte delle specie principali è destinata a espandersi, con pangasio e tilapia in testa. I gamberi, al contrario, potrebbero registrare una crescita solo modesta a causa delle persistenti pressioni derivanti dai bassi prezzi di mercato.
Una catena di approvvigionamento globale instabile o interrotta potrebbe comunque avere forti ripercussioni sui prezzi locali e sulla disponibilità delle forniture, specialmente laddove gli ingredienti chiave per i mangimi diventino più costosi o difficili da reperire7.

Situazione globale dei prodotti ittici: produzione, commercio e prospettive di sostenibilità
Oggi, grazie a strumenti più avanzati e a sistemi di raccolta dati più aggiornati e precisi, è possibile disporre di informazioni più affidabili e sintesi più puntuali sulle risorse mondiali della pesca e dell’acquacoltura, sul loro sfruttamento e utilizzo. Nel 2022, la produzione combinata di pesca e acquacoltura ha raggiunto un massimo storico di 223,2 milioni di tonnellate, per un valore record di 472 miliardi di dollari, contribuendo a fornire circa 20,7 kg pro capite di alimenti di origine acquatica. Questo dato rappresenta circa il 15% dell’apporto totale di proteine animali, superando il 50% in diversi Paesi dell’Asia e dell’Africa.
Mentre la produzione da pesca di cattura è rimasta pressoché stabile negli ultimi decenni, l’acquacoltura ha registrato una crescita del 6,6% dal 2020, rappresentando oggi oltre il 57% degli animali acquatici destinati al consumo umano diretto.
I prodotti acquatici si confermano inoltre tra le principali materie prime alimentari scambiate a livello globale, coinvolgendo oltre 230 Paesi e territori e generando un valore record di 195 miliardi di dollari nel 2022, considerando tutte le tipologie di prodotti ittici.
Nonostante questi risultati rilevanti, il settore è ancora fortemente esposto a sfide strutturali e ambientali: cambiamenti climatici, eventi estremi, scarsità idrica, inquinamento, perdita di biodiversità, impatti antropici, uso inappropriato delle risorse e pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN).
L’acquacoltura è chiamata a svolgere un ruolo determinante, in particolare in Africa, dove il suo potenziale rimane in gran parte inespresso, e in Asia, che si conferma il primo produttore mondiale. È urgente esplorare tutte le opportunità disponibili e adottare azioni trasformative per rendere i sistemi agroalimentari più efficienti, inclusivi, resilienti e sostenibili8.

Stato degli approvvigionamenti di ingredienti per mangimi acquicoli, costi elevati dei mangimi e tariffe in Cina
La Cina, in quanto grande produttore e consumatore di proteine animali, affronta sfide peculiari nell’attuale contesto globale. Il Paese sta sperimentando un significativo aumento dei costi dei mangimi, determinato da tariffe sulle importazioni di cereali e ingredienti proteici, unite a pressioni inflazionistiche interne. A questi fattori si aggiunge l’accesso limitato ad alcuni mercati internazionali, soprattutto a causa del perdurare della guerra commerciale con gli Stati Uniti. In qualità di uno dei maggiori produttori mondiali di carne suina e prodotti della pesca ed acquacoltura, la capacità della Cina di garantire approvvigionamenti di mangimi a prezzi competitivi è cruciale non solo per la stabilità del proprio comparto agroalimentare, ma anche per l’equilibrio dell’intero mercato globale delle proteine animali.
La Cina, principale produttore mondiale di prodotti acquatici, si trova oggi ad affrontare una fase critica nella gestione degli approvvigionamenti di ingredienti per mangimi destinati all’acquacoltura. Storicamente dipendente dalle importazioni di ingredienti proteici come farina di pesce, farina di soia e oli vegetali, il Paese sta rivedendo la propria strategia a causa di costi crescenti, instabilità commerciale internazionale e vincoli ambientali.
I principali fattori che incidono sull’attuale scenario includono:
Riduzione delle importazioni tradizionali – Le tensioni geopolitiche, in particolare con gli USA, hanno portato alla riduzione di alcune importazioni strategiche, come la soia americana. Ciò ha generato un aumento dei costi e ha spinto alla ricerca di fornitori alternativi, tra cui Brasile, Argentina e mercati africani.
Innovazione e ingredienti alternativi – Il governo sta promuovendo l’adozione di ingredienti innovativi e sostenibili, come farine di insetti, proteine microbiche e alghe, crusca di riso fermentata per rispondere alle esigenze della crescente industria acquicola, in particolare per specie come tilapia, carpa, gambero e pesce gatto.
Controlli di qualità e sicurezza – A fronte della complessità delle filiere e dei rischi di adulterazione, la Cina sta rafforzando i sistemi di tracciabilità e controllo degli ingredienti per garantire la sicurezza alimentare e la conformità ai requisiti di esportazione.
Nel complesso, la Cina si trova in una fase di transizione strutturale in cui la sicurezza degli approvvigionamenti di ingredienti per mangimi acquicoli è sempre più legata alla capacità del Paese di innovare, diversificare e integrare localmente soluzioni sostenibili. Questo processo avrà implicazioni rilevanti anche per i mercati globali dell’acquacoltura. In risposta, la Cina ha ampliato le proprie fonti di approvvigionamento degli ingredienti dei mangimi, per incrementare la produzione interna e adottato misure per migliorare la sicurezza alimentare e mangimistica. Tra queste figurano lo sviluppo di sementi geneticamente modificate, la riduzione del consumo di farina di soia e l’introduzione di normative contro lo spreco alimentare. Questi interventi rientrano in una strategia più ampia volta anche a ridurre la dipendenza dalle importazioni statunitensi9.

Stabilità negli approvvigionamenti di ingredienti per mangimi
Nonostante le sfide attuali, l’approvvigionamento globale di ingredienti per mangimi si mantiene, per il momento, relativamente stabile. Le tensioni geopolitiche e i colli di bottiglia logistici possono causare interruzioni temporanee, ma nel corso degli anni il mondo ha diversificato le proprie fonti di approvvigionamento. Regioni come il Sud America, il Sud-Est asiatico e alcune aree dell’Africa stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nella produzione di ingredienti per mangimi, contribuendo a stabilizzare i flussi commerciali. Tuttavia, qualsiasi perturbazione significativa lungo rotte strategiche, come il Canale di Suez o il Canale di Panama, potrebbe generare effetti a catena sull’intera catena di fornitura globale, con ricadute sui settori della carne e dei prodotti ittici.

Traffico marittimo globale
e i canali di Suez e Panama
Il ruolo delle principali rotte marittime internazionali è cruciale. I canali di Suez e di Panama rappresentano veri e propri snodi strategici per il commercio mondiale, gestendo volumi imponenti di merci, inclusi ingredienti per mangimi e spedizioni di carne e pesce. Eventuali interruzioni su queste direttrici — causate da instabilità geopolitiche, disastri naturali o conflitti — possono determinare gravi ritardi e carenze, impattando negativamente sulle catene di approvvigionamento a livello globale. Un blocco del Canale di Suez, ad esempio, snodo fondamentale per i traffici tra Europa, Medio Oriente e Asia, potrebbe ritardare significativamente le spedizioni di materie prime essenziali e prodotti proteici, aggravando le attuali criticità logistiche e i costi di trasporto10.

I mercati emergenti trainano la crescita
Si prevede che i mercati dei Paesi emergenti genereranno circa il 90% della crescita globale del settore delle proteine animali nel prossimo decennio. In particolare, Asia, America Latina e Africa stanno vivendo una rapida urbanizzazione e un aumento dei redditi, che si traducono in una crescente domanda di carne e prodotti ittici. Questo incremento esercita una pressione aggiuntiva sulle catene di approvvigionamento di mangimi e proteine, che devono espandersi per soddisfare le nuove esigenze dei consumatori. Tuttavia, la crescita di questi mercati rappresenta anche un’opportunità per il settore: innovare, sviluppare soluzioni alimentari più sostenibili ed economicamente vantaggiose ed esplorare fonti proteiche alternative per rispondere ad una base di consumatori in continua espansione11.

Ingredienti innovativi e non convenzionali per mangimi: il futuro dell’acquacoltura sostenibile
Con l’aumento della domanda globale di prodotti dell’acquacoltura, il settore è chiamato ad adattarsi alla crescente pressione sugli ingredienti tradizionali e convenzionali per mangimi. Per garantire sostenibilità e resilienza a lungo termine, l’acquacoltura deve andare oltre le materie prime comunemente disponibili — come le farine di pesce (provenienti dalla pesca), la farina di soia e quella di girasole — abbracciando ingredienti non convenzionali, più sostenibili e capaci di soddisfare la crescente richiesta di proteine animali. Sebbene questi ingredienti tradizionali abbiano svolto finora un ruolo chiave, presentano importanti criticità: sono soggetti a volatilità dei prezzi, instabilità geopolitica e problematiche ambientali. Inoltre, la domanda costante di tali risorse rischia di esercitare ulteriore pressione sugli ecosistemi naturali, in particolare in aree dove le risorse agricole e idriche sono già scarse e con priorità per il consumo umano diretto.
Per affrontare queste sfide, è necessario esplorare soluzioni innovative e ampliare l’uso di ingredienti alternativi e locali, in grado di ridurre la dipendenza dalle catene di approvvigionamento globali e promuovere pratiche più sostenibili. Queste soluzioni alimentari innovative non solo rispondono alle preoccupazioni ambientali, ma offrono anche vantaggi economici, valorizzando risorse disponibili localmente, creando imprese specializzate e lavoro, e favorendo una maggiore autosufficienza produttiva. La ricerca e lo sviluppo continui in questo ambito saranno fondamentali per assicurare la crescita e la resilienza futura del settore acquacolturale12.

Ingredienti emergenti non convenzionali
Legno fermentato e proteine da cellule singole (SCP) – Una delle innovazioni più promettenti è l’utilizzo del legno fermentato, ottenuto dalla biomassa legnosa trattata per generare mangimi ad alto contenuto proteico. La fermentazione libera nutrienti essenziali, rendendo il legno fermentato una valida alternativa ai mangimi tradizionali. In parallelo, le proteine da cellule singole (SCP), ottenute da lieviti, batteri e funghi, offrono una fonte sostenibile di proteine, prodotta con input minimi di terra, acqua ed energia, ideali per aree con risorse agricole limitate.
Alghe micro e macro coltivate e raccolte – Le alghe, da tempo utilizzate in acquacoltura, rappresentano una risorsa ancora non pienamente sfruttata. Ricche di proteine, acidi grassi omega-3 e micronutrienti, le alghe sono ingredienti ideali per pesci e crostacei. La coltivazione controllata di alghe offre una soluzione rinnovabile e rispettosa dell’ambiente, contribuendo anche a ridurre la pressione sulla pesca marina. Vi sono anche quelle che si possono raccogliere dagli oceani.
Sottoprodotti agroindustriali: olio di palma, canna da zucchero e altri – I sottoprodotti agroindustriali, come i residui dell’olio di palma e della canna da zucchero, hanno un enorme potenziale come fonti energetiche per l’acquacoltura. Materiali come la torta di palmisti o il fango di filtrazione della canna da zucchero, spesso considerati rifiuti, sono ricchi di fibre e carboidrati. Il loro impiego riduce gli sprechi alimentari e promuove un’economia circolare.
Farina di insetti e farina di carne/piume avicole – Sebbene l’uso di farine di insetti e avicole sia ancora limitato dai costi, la produzione locale può renderli più competitivi. La farina di larve (ad esempio, mosca soldato nera) e i sottoprodotti avicoli trattati (scarti di macello e piume) offrono fonti proteiche ricche ed efficienti. L’avvio di impianti locali riduce la dipendenza dalle importazioni e dai rischi geopolitici.
Approvvigionamento locale come strategia di mitigazione del rischio – Affidarsi a risorse locali consente di ridurre i rischi legati alla logistica e ai conflitti internazionali. Insetti, alghe o sottoprodotti agroindustriali reperibili localmente rappresentano alternative economiche e sostenibili alle materie prime importate, rafforzando la stabilità della filiera.
Nuove soluzioni tecnologiche per i mangimi – Tecnologie come la microincapsulazione migliorano la digeribilità e riducono gli sprechi. La fermentazione di precisione consente di produrre proteine di alta qualità da microrganismi, ampliando la disponibilità di ingredienti innovativi.
Scarti di mense a ristorante e urbani – Anche gli scarti alimentari urbani, comprese le eccedenze di mense e ristoranti, rappresentano una risorsa ancora poco valorizzata per la produzione di mangimi. Oli esausti, residui di cucina e rifiuti organici, se correttamente trattati, possono essere impiegati come fonti energetiche o nutritive nell’alimentazione animale e ittica. Il loro riutilizzo contribuisce alla riduzione dei rifiuti, alla mitigazione dell’impatto ambientale e alla promozione di modelli circolari.

Economia circolare e mangimi: valorizzare gli scarti per un’alimentazione animale sostenibile
L’approccio circolare all’alimentazione animale rappresenta una frontiera strategica per la sostenibilità del settore zootecnico e acquacolturale. In un contesto globale caratterizzato da scarsità di risorse, volatilità dei prezzi e instabilità geopolitiche, la valorizzazione degli scarti organici assume un ruolo sempre più centrale. Tra le fonti emergenti vi sono i sottoprodotti agroindustriali, gli scarti della trasformazione alimentare, le eccedenze di mense collettive e ristoranti, gli oli esausti e i rifiuti organici urbani. Opportunamente trattati, questi materiali possono essere reintrodotti nella catena alimentare animale come ingredienti ricchi di energia o nutrienti, contribuendo alla riduzione della dipendenza da fonti convenzionali come soia e farine animali. L’utilizzo di queste risorse consente non solo di diminuire la pressione sui terreni agricoli e sugli stock ittici, ma anche di abbattere significativamente l’impatto ambientale legato allo smaltimento dei rifiuti. Il potenziale è particolarmente rilevante nelle aree urbane e nei Paesi a basso e medio reddito, dove la produzione di rifiuti organici è elevata e le soluzioni circolari possono generare valore economico e occupazionale.
Per garantire la sicurezza d’uso di questi ingredienti nei mangimi, è tuttavia essenziale sviluppare e applicare rigorosi protocolli di trattamento, certificazione e controllo sanitario. Le tecnologie di digestione anaerobica, fermentazione e trattamento termico stanno aprendo nuove possibilità per integrare questi flussi residuali nei sistemi di produzione del mangime. L’economia circolare applicata ai mangimi non è solo un’opportunità tecnica, ma una necessità strategica per rendere più resilienti le catene di fornitura, più accessibili i costi di produzione e più sostenibile il futuro dell’allevamento animale, con particolare attenzione all’acquacoltura.

Prospettive future
Il futuro dell’acquacoltura richiede l’adozione di ingredienti innovativi e non convenzionali, insieme a nuove tecnologie. Diversificare le fonti proteiche e incorporare sottoprodotti industriali e risorse sottoutilizzate può migliorare l’efficienza economica e ambientale della produzione. I mercati emergenti guideranno la crescita globale del settore, ma per soddisfare questa domanda occorre una trasformazione verso mangimi sostenibili, localmente reperibili. Investire in nuove fonti proteiche e tecnologie avanzate è essenziale per superare le sfide attuali e costruire un settore resiliente e competitivo.

Perché queste risorse naturali abbondanti e sottoutilizzate restano marginali?
Nonostante l’ampia disponibilità e il potenziale nutrizionale, molte risorse — come le larve di moscerino del Lago Vittoria, il giacinto d’acqua (Eichhornia crassipes), le macroalghe Sargassum o i sottoprodotti della frutta, canna da zucchero, palma da olio e dell’industria della birra — restano scarsamente impiegate. Ostacoli principali sono la presenza vicino ai sottoprodotti delle esistenti tecnologie standard di trasformazione, la variabilità nutrizionale e la mancanza di sperimentazioni su scala industriale. I produttori di mangimi tendono a preferire materie prime consolidate, certificate e disponibili su scala globale. Tuttavia, integrare queste risorse nel ciclo produttivo può ridurre i costi, affrontare problemi ambientali (specie invasive, inquinamento nutrizionale, rifiuti agricoli) e generare nuove opportunità economiche. La transizione verso soluzioni alimentari circolari e innovative è quindi non solo auspicabile, ma necessaria per il futuro dell’acquacoltura globale.


Gianluigi Negroni


Note
FAO (2024), The State of World Fisheries and Aquaculture 2022, Provides global context on inflation, feed costs, and economic impacts on aquaculture, openknowledge.fao.org/items/06690fd0-d133-424c-9673-1849e414543d; Tacon A.G.J., Metian M. (2015), Feed matters: Satisfying the feed demand of aquaculture, Reviews in Fisheries Science & Aquaculture, 23(1), 1–10.
www.pharmastar.it/news//altre-news/tagli-per-10mila-posti-nel-servizio-sanitario-usa-3mila-in-meno-allfda-46951 e www.italiachecambia.org/news/usa-allevamenti-intensivi-antibiotici
Taylor M. (2023), Mitigating the Risks of Food Fraud in an Inflationary Environment, by Matthew, foodsafetytech.com/feature_article/mitigating-the-risks-of-food-fraud-in-an-inflationary-environment
Dodds W. (2024), Sustainable sourcing: the biggest trend defying an evolving process, www.foodmanufacture.co.uk/author/william-dodds
Gowans G. (2024), How companies are managing supply chains in 2024 amid yet more geopolitical instability, trans.info/en/supply-chains-geopolitical-instability-375501
Hamlet Protein market outlook 2025: Geopolitical risks, January 17, 2025, www.feedstrategy.com/latest-news/press-release/15712498/hamlet-protein-market-outlook-2025-geopolitical-risks
Webinar on Global Animal Protein Industry Outlook, speaker: Nan Dirk Mulder, Animal Protein Specialist, Rabobank (Netherlands, April 23 2025).
FAO The state of the world of fishery and aquaculture, 2025 – Blue transformation in action.
How China reduced its reliance on US farm imports and sharpened its trade war toolkit, Reuters Last Updated: Mar 04, 2025, 12:10:00 PM by Mei Mei Chu, March 4 2025; 11:00 AM GMT+1 Updated 2 months ago www.reuters.com/markets/commodities/how-china-reduced-its-reliance-us-farm-imports-softening-trade-war-risks-2024
Suez and Panama Canal disruptions threaten global trade and development, 22 October 2024, unctad.org/news/suez-and-panama-canal-disruptions-threaten-global-trade-and-development
Webinar on Global Animal Protein Industry Outlook, speaker: Nan Dirk Mulder, Rabobank (Netherlands, April 23 2025).
Aquaculture feeding – problematic, but not without alternatives, Rural 21, www.rural21.com/english/archive/2021/04/detail/article/aquaculture-feeding-problematic-but-not-without-alternatives.html; Circular Feed for Aquaculture Growth, published October 4 2024.
* Le esperienze dell’autore nella circolarità degli ingredienti per mangimi e nell’utilizzo di ingredienti non convenzionali costituiscono la base dell’idea dell’articolo. L’articolo si fonda anche su varie comunicazioni e webinar di diversi autori avvenute nelle ultime settimane.



Activate your subscription

To subscribe to a Magazine or buy a copy of a Yearbook