Gianluca Corradin insieme alla moglie Sonia Finotti ha voluto fortemente l’Ittiturismo Al Fritulìn che si trova in località Bonelli a Scardovari (RO), non fosse altro che dal progetto iniziale all’apertura del locale ci sono voluti 9 anni. «Abbiamo inaugurato nel 2016 — ricorda Gianluca — ma ci sono voluti nove anni di gestazione. Il primo progetto regionale, infatti, mi venne proposto nel 2007 con tutti i requisiti di finanziabilità da parte della Comunità europea per avviare un’attività di ittiturismo, pescaturismo, escursionismo e birdwatching». Corradin gioca in casa essendo nativo di Bonelli, «anzi — sottolinea — l’unico nato in frazione dopo l’ultima alluvione del 1966. Ora come ora parliamo di una zona turistica importante, molto frequentata grazie anche agli investimenti che hanno portato strutture e servizi come Villaggio Barricata».
Discendente da una famiglia di pescatori, Gianluca continua a definirsi un vecchio perito elettromeccanico. «Probabilmente mio padre, e tutto sommato anche io, non vedevamo futuro nella pesca e per questo a suo tempo insistette perché continuassi negli studi. Mi sono diplomato nel 1986 e fino al 1989 sono stato in giro per l’Italia per fare esperienza nel settore anche perché il mio obiettivo era entrare a lavorare presso la Centrale Enel di Porto Tolle (RO). Purtroppo, o per fortuna, non ci sono riuscito, e quindi sono tornato a casa dove ho ripreso l’attività di pesca tradizionale compreso l’allevamento di cozze e vongole. Nel 2006, per passatempo, ho fatto un corso per operatore di pescaturismo, attività collaterale alla pesca che, come altre, iniziavano a decollare con l’obiettivo di fornire ai pescatori fonti alternative di guadagno. I docenti di questi corsi erano prevalentemente guide naturalistiche. Da lì è partito tutto e la mia curiosità è cresciuta al punto da frequentare ulteriori corsi di formazione per approfondire la storia di questo territorio e trasmetterla agli ospiti da portare con la mia barca nel Delta.
Nel 2006 queste zone erano ancora poco conosciute e scarsamente frequentate da turisti. Ricordo la mia prima escursione… peggio non poteva andare. Mi era appena arrivata la barca nuova che avevo deciso di acquistare per praticare il pescaturismo, ma ancora non era attrezzata per ospitare turisti. Un amico ristoratore mi propose di guidare in escursione un paio di clienti livornesi del suo locale: non potevo certo rifiutare! Li feci salire nella barca vecchia che usavo per andare a pesca e ad un certo punto il motore mi abbandonò… li riportai a terra a remi. Non potevo però lasciarli con la curiosità di conoscere il nostro territorio e non volevo fare brutta figura, così mi proposi di accompagnarli in un albergo per rifare l’escursione il giorno seguente. Beh, dopo la loro prima esperienza tra i canneti di Bonelli, sono venuti a trovarmi con gli amici per ben quattro anni consecutivi.
Ho capito allora la potenzialità e la vocazione turistica di questo territorio, dallo sguardo dei turisti rapiti dai paesaggi e dalla natura, alla ricerca di emozioni ed esperienze nuove e diverse. L’ittiturismo posso dire sia nato in quel momento, tanto più che all’epoca c’erano finanziamenti pubblici interessanti». L’immobile, poi adibito ad ittiturismo, non esisteva e inizialmente doveva essere di proprietà della cooperativa alla quale aderiva Gianluca. La prima storica cooperativa di Scardovari con oltre 400 soci tra i quali c’è, ancora adesso, Gianluca.
«Quando siamo partiti da soli nel 2016 rilevando il progetto ci eravamo già fatti carico di tutti i costi con i prezzi delle materie prime e della manodopera che erano lievitati enormemente. Non solo, i finanziamenti pubblici erano finiti. Per fortuna mia moglie è stata particolarmente determinata e siamo riusciti a concludere ed aprire il locale appena possibile. Da allora la nostra proposta gastronomica ha subito poche modifiche».
In cucina comanda Sonia aiutata talvolta dal figlio Mattia che, nonostante sia impiegato altrove, trova il tempo di supportare la famiglia. La proposta è fondamentalmente legata al pescato locale e alla stagionalità.
«Il nostro menù — sostiene Gianluca — cambia in base alla disponibilità del pescato ed è una cucina tipicamente espressa. Ho voluto diversificare subito la proposta gastronomica perché in zona i ristoranti non mancano e desideravamo far assaggiare piatti diversi dalla solita grigliata di pesce o dagli spaghetti alle vongole. Non è stato facile aprire un locale con un menù differente e portare le persone ad apprezzarlo. Ad esempio, non facciamo il risotto perché ci vogliono 40 minuti e blocca due fuochi in una cucina funzionale ma essenziale.
Un piatto tipico e ricercato come le sarde in saor non fa sempre parte del menù ed è sostanzialmente proposto da tutti i ristoratori della zona. Quello che più di altro ci ha permesso di farci notare è la vera frittura di paranza, tra i primi a prepararla in zona. Per quanto riguarda l’anguilla, solo pescata, la prepariamo alla griglia e le più piccole, aperte e fritte».
E poi, immancabile, la proposta della Cozza di Scardovari DOP in stagione e dell’Ostrica Rosa. «Prossimamente integreremo il nostro menù con altre ostriche allevate nella Sacca degli Scardovari come l’Ostra Bora o l’Ostrica di Scardovari.
Complessivamente, comunque, il pesce usato per i nostri piatti viene in parte pescato da me stesso in laguna oppure ci riforniamo al mercato ittico di Scardovari o di Pila. I dolci sono rigorosamente fatti in casa da mia moglie e al momento non proponiamo piatti da asporto».
Gianluca è sommelier Fisar dal 2020 e questo lo ha aiutato a cercare di proporre una lista originale per quanto possibile sui vini. Dai vini territoriali, come i cosiddetti Vini delle sabbie, a vini nazionali e internazionali. Ci sono anche vini sfusi e per gli appassionati una birra artigianale ambrata a base di riso locale della Società Agricola Moretto di Cassella di Porto Tolle. «Ho fatto domanda di ampliamento per affiancare una piccola dépendance con una scaletta per attracco barche» evidenzia Gianluca. «E questo nonostante le difficoltà derivate dalla presenza del granchio blu che ha messo in ginocchio il settore con le cooperative che hanno perso decine e decine di soci».
Gian Omar Bison
Al Fritulìn
Via Strada del Mare Casa di Bonelli
45018 Scardovari, Porto Tolle (RO)
Telefono: 348 2848885
Al Fritulìn
@ittiturismo_al_fritulin
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