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Acquacoltura mediterranea

Acquacoltura in Andalusia

of Güelfo A.


Le saline trasformate della Baia di Cadice rappresentano uno straordinario sistema naturale che si estende per circa 10.000 ettari, caratterizzato da una grande biodiversità e da pratiche tradizionali di acquacoltura e salicoltura. Queste tecniche, sviluppate originariamente in epoca romana e perfezionate nel XIV secolo, combinano l’allevamento ittico e la produzione di sale in modo sinergico e sostenibile. In particolare, molte di queste saline sono state trasformate nel tempo in sistemi denominati “esteros”. Gli esteros sono bacini poco profondi, collegati al mare tramite canali controllati e utilizzano l’acqua marina che, entrando e uscendo con le maree, permette l’allevamento di specie ittiche tipiche della regione come orate, spigole, cefali e gamberi, in condizioni naturali o semi-naturali.

A tal proposito, è attualmente in corso la candidatura alla FAO degli esteros della Baia di Cadice come Sistema Importante del Patrimonio Agricolo Mondiale (SIPAM). Questo riconoscimento sottolineerebbe il valore economico, ecologico e culturale del sistema, rappresentando un modello utile anche per altre regioni mediterranee con pratiche simili. La candidatura, inoltre, gode di un ampio consenso politico, accademico e sociale e coinvolge tutte le istituzioni e organizzazioni rilevanti, come amministrazioni nazionali e regionali, comuni della Baia di Cadice, l’Università di Cadice, associazioni di produttori acquicoli e centri tecnologici, oltre ad organizzazioni ambientaliste. Il Parlamento dell’Andalusia e il governo centrale spagnolo hanno espresso il loro unanime sostegno.

Va precisato che la proposta non implica una cristallizzazione delle tecniche nel tempo; al contrario, promuove l’adattamento alle sfide moderne attraverso innovazione tecnologica e sostenibilità, puntando ad attrarre investimenti e valorizzare ulteriormente i prodotti locali.

Per diffondere e rafforzare ulteriormente la candidatura a livello internazionale, Alfonso Macías, tecnico dell’Associazione delle Aziende di Acquacoltura dell’Andalusia (ASEMA), ha recentemente partecipato ad AquaFarm a Pordenone, evento di primaria importanza nel settore acquicolo del Mediterraneo. Nel corso del suo intervento, Macías ha descritto dettagliatamente il funzionamento degli esteros della Baia di Cadice, illustrando una gestione sapiente e tradizionale di acqua, sale e fauna ittica. Nello specifico, ha evidenziato l’uso di vasche di salicoltura integrate ad aree di allevamento ittico, che rappresentano un perfetto equilibrio tra produzione ittica, attività salina e conservazione ambientale. In questo contesto, Macías ha sottolineato che tale modello, frutto di una graduale co-evoluzione tra ambiente e comunità locali, permette di ottenere una produzione sostenibile con un basso impatto ambientale, grazie all’impegno costante di ricercatori e comunità locali.

Facendo un parallelo con le realtà italiane, i sistemi degli esteros presentano numerose analogie con la vallicoltura nel Delta del Po, in particolare nella gestione sostenibile delle risorse idriche e ittiche tipiche di queste zone umide controllate. Analogamente, altri esempi rilevanti sono rappresentati dalla molluschicoltura nella Laguna di Venezia e dalle tecniche di pesca con le tradizionali tonnare in Sicilia e Sardegna, che condividono con gli esteros di Cadice l’obiettivo di integrare protezione ambientale e sviluppo economico.

In conclusione, è importante sottolineare che il progetto degli esteros della Baia di Cadice rappresenta un’opportunità significativa non solo per preservare pratiche tradizionali millenarie, ma anche per offrire all’Italia e ad altre regioni del Mediterraneo un modello efficace di integrazione tra cultura, economia e sostenibilità.

Alejandro Güelfo

Editore di misPeces.com



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