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Guida per la valorizzazione dei prodotti agroalimentari tipici

Con 19 prodotti certificati con i marchi Dop e Igp dall’Unione Europea e con altri 23 in attesa di riconoscimento; con 40 marchi di origine del vino, 451 prodotti censiti come tradizionali, con 1523 aziende biologiche — e con 737 in fase di conversione — con 620 razze e varietà locali inserite nei repertori regionali, la Toscana dimostra sensibilità e impegno verso i prodotti di qualità. Un’attenzione particolare che è stata recentemente indagata in una ricerca intitolata “Prodotti tipici, percezioni di qualità lungo la filiera e possibilità di sviluppo del mercato” e affidata dall’amministrazione regionale, tramite la sua Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione nel Settore Agricolo-Forestale (ARSIA), alle Università di Firenze e di Pisa.

Natale Bazzanti – Carla Lazzarotto
(a cura di)
Guida per la valorizzazione dei prodotti agroalimentari tipici
Concetti, metodi e strumenti

ARSIA, Firenze – 120 pagine + ill.
Distribuzione gratuita
Il volume può essere richiesto a:
ARSIA
Via Pietrapiana, 30 – 50121 Firenze
Tel. 05527551 – Fax 0552755216
E-mail:
posta@arsia.toscana.it
Web:
www.arsia.toscana.it

Secondo la ricerca recentemente presentata al pubblico, i consumatori sono consapevoli e apprezzano le caratteristiche di territorialità, tradizione e certificazione dei prodotti tipici, tanto da scegliere spesso la meta delle loro gite domenicali, di fine settimana o di più giorni, in funzione della possibilità di degustare e acquistare in loco i prodotti.

Se i risultati dello studio saranno utilizzati prevalentemente da tecnici e amministratori di enti locali, una pubblicazione realizzata nell’ambito della ricerca ARSIA, e editata in concomitanza con la presentazione della ricerca, potrà interessare un pubblico più vasto. “Guida per la valorizzazione dei prodotti agroalimentari tipici” è, infatti, un volume che vuole fornire elementi di ordine metodologico sui passaggi fondamentali da affrontare per impostare una efficace strategia di qualificazione e promozione delle produzioni.

Vari gli argomenti affrontati, dalle dimensioni della tipicità dei prodotti agroalimentari alla loro valorizzazione attraverso specifiche strategie. Tra queste la mobilizzazione delle risorse locali che, partendo dalla considerazione che quel prodotto è unico proprio perché nato e sviluppato in una determinata zona, permette che si arrivi ad una identificazione del prodotto associandolo alla specificità delle risorse locali, attraverso l’incentivazione e la valorizzazione delle stesse. Altrettanto basilare è la qualificazione dei prodotti tipici che deve coinvolgere sia le imprese singole delle varie fasi della filiera, che le loro organizzazioni e le amministrazioni locali. Alla commercializzazione, questa pubblicazione dedica ampio spazio prendendo in esame le scelte strategiche che i produttori potranno compiere tenendo presente alcuni punti fondamentali tra cui anche l’attivazione di sinergie con le altre componenti del territorio. Alla base delle varie possibilità illustrate c’è comunque l’analisi della tipologia del prodotto tipico, in particolare dei punti di forza su cui fare leva.

Un capitolo è dedicato agli strumenti necessari per ottenere un’analisi del sistema produttivo e delle relazioni con il mercato secondo l’ottica di filiera, allo scopo di ottenere le indicazioni utili per attuare un piano strategico di valorizzazione del prodotto. Piano strategico che naturalmente avrà bisogno di fondi e, nel volume, interessanti informazioni vengono fornite riguardo alla necessità e alla modalità del reperimento delle risorse finanziarie. Tra i consigli quello, basilare, di predisporre un progetto ben definito in cui appaiano chiari gli obiettivi, le fasi e i tempi di attuazione, i benefici previsti, un budget.

Fondamentale appare il rispettare alcuni passaggi chiave per non correre il rischio “di bruciare il progetto, indipendentemente dalle sue caratteristiche qualitative”. Tra gli altri, il suggerimento — prima di avviare attività di ricerca di fondi — di far sapere, di coinvolgere più soggetti possibili nel progetto, sfruttando varie opportunità tra cui convegni, attività di formazione e utilizzando anche mezzi come la carta stampata o l’approvazione da parte di una figura conosciuta e stimata localmente. Non mancano le informazioni sui vari canali a cui indirizzare le richieste di benefici economici e di promozione dei prodotti.

Completa il volume un utile elenco di siti internet da poter consultare per approfondire ulteriormente l’argomento.

Angela Tumminelli



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