Lo scorso 23 giugno si è svolto a Bruxelles il secondo meeting annuale dell’EATIP (European Aquacultu-re Technology and Innovation Plat-form), la Piattaforma per lo svi-lup-po tecnologico e l’innovazione del-l’acquacoltura europea. All’evento hanno partecipato numerosi esponenti del settore produttivo, del settore della ricerca, dell’istruzione e delle istituzioni pubbliche e private di tutta Europa e paesi associati. Inoltre sono intervenuti, per dare il loro contributo, il dottor Timothy Hall, a capo dell’unità responsabile per la pesca e l’acquacoltura della Direzione generale per la Ricerca della Commissione europea, e l’onorevole Guido Milana, vicepresidente della Commissione per la Pesca presso il Parlamento europeo, il quale, proprio pochi giorni prima, il 17 giugno, a Strasburgo, ha visto approvato quasi all’unanimità il rapporto di cui è relatore: “Un nuovo impulso alla strategia per lo sviluppo sostenibile dell’acquacoltura europea”.
L’EATIP è una delle piattaforme tecnologiche promosse dalla Commissione europea a sostegno dei rinnovati obiettivi della strategia di Lisbona, che prevedono la crescita e il rafforzamento della competitività economica e la crescita dell’occupazione e della coesione sociale in Europa.
Uno degli ostacoli maggiori al raggiungimento degli obiettivi finali della Strategia di Lisbona(1), come sottolineato nella comunicazione della Commissione del 16 giugno 2004 intitolata “La scienza e la tecnologia, chiavi del futuro dell’Europa – Orientamenti per la politica di sostegno alla ricerca dell’Unione”, è l’attuale inadeguatezza tecnologica dell’industria europea, in particolare per ciò che riguarda il settore delle nuove tecnologie. La causa è sì un’insufficienza di fondi, ma anche la mancanza di una visione strategica di lungo periodo, quest’ultima rallentata dall’incertezza dei mercati.
Le Piattaforme Tecnologiche Europee (PTE) nascono dall’esigenza di rispondere in maniera efficace a questa situazione, garantendo l’innovazione tecnologica necessaria per mantenere la leadership nei settori ad alta tecnologia e per la ristrutturazione dei settori industriali tradizionali. Le PTE hanno come scopo principale il potenziamento del rendimento del settore della ricerca concentrandone gli sforzi e diminuendo la frammentazione tra i Paesi Membri.
Le PTE sono partnership pubblico-private informali e spontanee che raggruppano tutti gli attori ri-levanti di un determinato settore intorno a una visione e un approccio comuni. Normalmente sono guidate dall’industria e comprendono l’intera filiera produttiva (o catena del valore economico); altri membri importanti sono la comunità di ricerca, le autorità pubbliche, la comunità finanziaria e la società civile. Questa struttura garantisce una sinergia più forte tra il settore industriale e quello della ricerca, permettendo la pianificazione comune dei progetti e delle attività di ricerca da intraprendere a medio e a lungo termine per consentire il progresso tecnologico e l’innovazione. Ogni PTE in genere elabora un Vision Document nel quale è esposta la proiezione di uno scenario futuro che rispecchia gli ideali, i valori e le aspirazioni per il settore nei prossimi 20-30 anni, una Strategic Research Agenda (SRA) che stabilisce le priorità della ricerca futura e un Plan of Action (PoA) che programma le attività da implementare per raggiungere la visione.
Le PTE giocano dunque un ruolo strategico nel definire l’iter delle attività di ricerca nelle aree di interesse, mobilitano una massa critica di risorse europee pubbliche e private sulle priorità individuate e garantiscono un investimento adeguato di fondi per la ricerca in aree con un’elevata rilevanza per il settore. Sono dunque degli attori importanti nello sviluppo delle politiche per la ricerca europea, in particolare nell’orientare il settimo programma quadro(2) a rispondere in maniera più efficace alle esigenze dell’industria.
La Piattaforma per lo sviluppo tecnologico e l’innovazione dell’acquacoltura europea (EATIP) è una organizzazione no profit composta da istituzioni pubbliche, enti di ricerca e università, istituti finanziari di origine europea e internazionale, associazioni, federazioni e imprese che hanno un interesse professionale comune nello sviluppo sostenibile dell’acquacoltura europea.
I principali obiettivi dell’EATIP sono quelli di creare un rapporto di fiducia tra il settore e il consumatore, di assicurare che l’industria prosperi in maniera sostenibile e di consolidare il ruolo che il settore ricopre all’interno della società pubblica. Quest’ultimo aspetto è molto importante in quanto l’acquacoltura europea conta ad oggi più di 16.500 imprese, con un turnover annuale di 3,5 miliardi di euro, generando all’incirca 64.000 posti di lavoro (direttamente e indirettamente). Inoltre i prodotti di allevamento rappresentano attualmente circa il 50% del consumo di pesce globale e, a causa della crisi del settore della pesca e dell’aumento della richiesta da parte della popolazione europea, l’acquacoltura giocherà in futuro un ruolo ancora più fondamentale portando alla creazione di numerosi posti di lavoro.
Il mantenimento di una filiera produttiva redditizia e sostenibile richiede un’azione concertata comune e l’istituzione di una Piattaforma per lo sviluppo tecnologico e l’innovazione dell’acquacoltura europea garantisce la presenza di un’infrastruttura all’interno della quale tutti gli attori rilevanti per il settore si possono riunire per affrontare questa sfida, sviluppando un programma di ricerca strategico (SRA) per l’acquacoltura e implementando i risultati attraverso una disseminazione efficace e attraverso meccanismi di trasferimento della conoscenza e delle nuove tecnologie.
L’EATIP è costituita dall’insieme degli stakeholders (attori con un interesse comune) che formano l’assemblea (degli azionisti), da un consiglio di amministrazione (board of directors) composto dai presidenti e da un consiglio operativo composto dal presidente e dal facilitatore di ciascuna delle otto aree tematiche che rappresentano la forza motrice della piattaforma. Inoltre il consiglio di amministrazione e il consiglio operativo sono assistiti nel loro lavoro dal segretariato dell’EATIP.
Il lavoro svolto dai membri del-l’EATIP è coadiuvato da un’azione di supporto finanziata dalla Commissione europea: il progetto Aquainnova, a sostegno della governance e della partecipazione concertata nella ricerca e nell’innovazione dell’acquacoltura. Lo scopo principale del progetto è quello di assistere le aree tematiche nella realizzazione dei programmi di ricerca strategici e dei piani d’azione (SRA e PoA) e di assicurare un’adeguata comunicazione e disseminazione delle attività dell’EATIP tra i membri e tra la collettività degli attori del settore dell’acquacoltura.
Le aree tematiche e i gruppi di lavoro da cui sono formate sono state istituite in base alle aree di maggiore interesse per lo sviluppo del settore identificate dagli esperti. Queste sono elencate brevemente qui di seguito:
1. Qualità del prodotto, sicurezza del consumatore e salute;
2. Tecnologie e sistemi;
3. Gestione dei cicli biologici;
4. Produzione di mangimi sostenibili;
5. Integrazione con l’ambiente;
6. Gestione della conoscenza (knowledge management);
7. Sicurezza e salute delle specie ittiche:
8. Socio-economia e management.
Ogni area tematica deve produrre una visione per il proprio campo di interesse e delineare un programma di ricerca (SRA) e un piano d’azione per implementare i risultati di questo processo. Questi documenti verranno presi in esame dall’assemblea dell’EATIP e saranno sottoposti a revisione e miglioramento e ad un esercizio di prioritarizzazione che porterà infine all’ottenimento di una SRA e di un PoA comuni per tutte le aree tematiche.
In occasione del secondo meeting annuale i rispettivi direttori delle aree tematiche hanno presentato i risultati del lavoro svolto tra il 2009 e il 2010, la prima stesura della “visione” e del programma di ricerca strategico.
Il meeting è stato introdotto dal presidente dell’EATIP, Gustavo Lar-razábal, che ha parlato delle sfide che l’acquacoltura europea dovrà affrontare per diventare un’industria leader in Europa. Il dott. Larrazábal ha sottolineato il ruolo strategico del settore nell’UE. Il mercato europeo è uno dei maggiori mercati mondiali per i prodotti ittici e la domanda nei Paesi Membri è in crescita, specialmente per alcune specie di pesce di acquacoltura (come il salmone e le specie mediterranee). A causa del sovrasfruttamento degli stock ittici selvatici e della conseguente crisi del settore della pesca, l’acquacoltura si pone come fonte alternativa valida per garantire un approvvigionamento alimentare di prodotti sicuri e di alta qualità al consumatore europeo. Oltre a svolgere un ruolo importante in termini di sicurezza alimentare, il prosperare di quest’industria, supportata da una ricerca europea di elevato livello, è in grado di portare alla creazione di numerosi posti di lavoro e al conseguente sviluppo delle economie locali, in particolare nelle regioni rurali e litoranee.
Alla crescita della domanda non corrisponde tuttavia una crescita del settore, nonostante gli sforzi delle imprese. Le principali difficoltà sono legate alla crescita dei costi di produzione, dovuta a diversi fattori come, per esempio, crescita dei costi dei mangimi, costi legati al mantenimento del benessere animale (welfare), riduzione dell’impatto, ricerca di nuove espansioni di mercato, controllo delle patologie, investimenti sulla sicurezza e sulla qualità, e alla riduzione dei margini di profitto. Queste condizioni rendono estremamente difficile, per gli operatori del settore, investire nella crescita sostenibile dell’acquacoltura europea.
Un ulteriore fattore che contribuisce a ostacolare lo sviluppo dell’acquacoltura europea è la crescita cospicua delle importazioni, che negli ultimi 12 anni, nell’UE, sono aumentate dal 45 al 65%. Il settore è dunque soggetto a una forte competizione da parte di prodotti dei Paesi Terzi, come la Turchia, il Cile e l’estremo Oriente (Vietnam, Cina), dove le imprese sono capaci di produrre a costi nettamente inferiori, non essendo soggette alle stesse restrizioni giuridiche e alle stesse rigide normative ambientali e fito-sanitarie o al costo del lavoro.
La strategia per lo sviluppo di un’acquacoltura sostenibile della Commissione europea del 2002 si è rivelata debole e poco efficace, incapace di assumere azioni proattive per promuovere e investire nel settore dell’acquacoltura comunitaria in quanto messa in atto dagli Stati Membri con un approccio estremamente precauzionale. La strategia rilanciata dalla Commissione nel 2009 attraverso la comunicazione “Costruire un futuro sostenibile per l’acquacoltura – Un nuovo impulso alla strategia per lo sviluppo sostenibile dell’acquacoltura europea” è sicuramente più focalizzata, ma rimangono tre principali sfide da affrontare:
Il presidente Larrazábal ha sottolineato come per affrontare queste sfide le istituzioni europee debbano riconoscere l’importanza strategica dell’acquacoltura quale settore produttore di prodotti alimentari di elevata qualità e riconoscere l’importanza economica che questo ricopre destinandovi gli aiuti finanziari necessari a garantirne la competitività attraverso investimenti nella ricerca e nell’innovazione tecnologica, spesso fuori dalla portata delle aziende del settore. Il presidente ha sottoli-neato come per crescere e per farlo in maniera responsabile, rispondendo alle esigenze di compatibilità e di sostenibilità ambientale, un’industria debba essere proficua e in grado di investire nello sviluppo. Infine, ha concluso Larrazábal, per creare le condizioni necessarie allo sviluppo e all’innovazione si dovrebbe migliorare il contesto legislativo; la riforma della Politica Comune della Pesca e quella dell’Organizzazione Comune dei Mercati non hanno sortito gli effetti positivi sperati per l’acquacoltura, perché concepite per il settore della pesca.
L’on. Guido Milana ha risposto in maniera forte a questa richiesta di sostegno da parte del settore, sia attraverso il rapporto di cui è relatore: “Un nuovo impulso alla strategia per lo sviluppo sostenibile dell’acquacoltura europea”, che lo scorso 17 giugno è stato approvato quasi all’unanimità dall’assemblea plenaria del Parlamento europeo, sia attraverso il discorso rivolto ai membri dell’assemblea dell’EATIP. Nel suo discorso il vicepresidente della Commissione parlamentare Pesca ha affermato che i tempi sono maturi per avviare un’adeguata politica per l’acquacoltura sostenibile e che l’acquacoltura deve essere un capitolo fondamentale della CFP (Politica Comune della Pesca). Milana ha ricordato come la ri-chiesta di un regolamento unico per l’acquacoltura costituisca uno dei capisaldi del testo della relazione. Considerando che attualmente a livello comunitario non esiste un inquadramento normativo specifico e armonizzato per il settore dell’acquacoltura, che è invece disciplinato da una pluralità di norme comunitarie con origini diverse (ambiente, salute pubblica, ecc…) e da norme nazionali che possono variare anche sensibilmente da uno Stato all’altro, il provvedimento più adeguato che la Commissione europea può adottare nel contesto attuale è quello di proporre un regolamento che stabilisca norme specifiche per il settore, introducendo in tal modo la chiarezza legislativa necessaria. Nel dare il proprio assenso alla relazione, gli eurodeputati hanno dimostrato di aver pienamente com-preso l’urgenza di chiarezza legislativa in questo campo. Hanno dato cioè prova di essere effettivamente coscienti delle conseguenze negative provocate dall’assenza di un regolamento unico per l’ac-quacoltura, del disorientamento de-gli operatori, delle procedure comples-se ed eccessivamente burocratiche, di vere e proprie situazioni di discriminazione, delle distorsioni del mercato e della scarsa concorrenzialità delle produzioni europee. Nella relazione viene inoltre evidenziata la necessità di istituire un fondo specifico per l’acquacoltura, autonomo o inquadrato nell’ambito del Fondo europeo per la pesca, utile a sostenere la ricerca e l’innovazione, a far coesistere virtuosamente sostenibilità e competitività, nonché a mantenere elevato il livello di attenzione alle questioni occupazionali.
Un altro aspetto nevralgico evidenziato dalla relazione è la necessità di un piano di gestione integrato per l’urbanistica del mare e del territorio, essenziale per rendere compatibili gli impianti di acquacoltura d’acqua dolce e quelli marini, sottocosta e off-shore, con le aree turistiche e con quelle destinate ad altre importanti attività economiche, il tutto inquadrato nelle norme relative al rispetto della tutela ambientale. Una pianificazione del territorio che tenga conto delle specificità delle singole tipologie di allevamento di acquacoltura, da introdurre anche e soprattutto nell’intento di abbassare i costi di produzione e di garantire il rispetto dell’ambiente. A questo proposito non va trascurato l’apporto decisivo degli Stati Membri, i quali vengono invitati a impegnarsi nell’opera di semplificazione delle norme di accesso alle attività di acquacoltura. L’on. Milana ritiene inoltre indispensabile l’utilizzo di un marchio di qualità europeo, utile a competere con i prodotti importati dai Paesi Terzi e a soddisfare le esigenze e la salute dei consumatori. In futuro è auspicata l’introduzione di una certificazione del prodotto e di un controllo della filiera atto all’identificazione dello stesso, con una conseguente rimodulazione dei sistemi di etichettatura (quest’ultimo aspetto riguarda anche l’etichettatura del prodotto “biologico”). Per far fronte alle sfide emergenti e garantire lo sviluppo sostenibile e responsabile dell’acquacoltura europea, ha evidenziato Milana, sono cruciali l’apporto offerto tan--to dall’innovazione tecnologica quanto dalla ricerca scientifica. In considerazione della necessità che il settore sia sostenuto tramite una ricerca e un’innovazione tecnologica di eccellenza, il Parlamento europeo ha accolto con favore l’istituzione di una Piattaforma per lo sviluppo tecnologico e l’innovazione dell’acquacoltura europea.
Il messaggio principale del Parlamento europeo è che l’Europa deve passare all’azione, smettere di essere uno spettatore passivo e diventare uno dei principali attori globali nell’arena dell’acquacoltura, per uscire dalla condizione di essere produttori di un milione e duecentomila tonnellate di pesce e consumatori di oltre cinque milioni di tonnellate l’anno di prodotto. Per consentire che ciò avvenga, l’on. Milana ha esortato la Commissione europea e il nuovo commissario, Maria Damanaki (DG degli Affari marittimi e della pesca), a proporre le misure necessarie, superando la fase della raccomandazione degli stati, per costruire una politica comunitaria effettiva per l’acquacoltura nell’UE.
Il dott. Timothy Hall (direttore dell’Unità Agricoltura, Foreste, Pesca e Acquacoltura della DG Ricerca) ha sottolineato inoltre che lo sviluppo del settore sarà sostenuto dal ruolo chiave delle piattaforme europee nell’ambito della strategia “Europa 2020 – per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva”, iniziativa lanciata dalla Commissione europea per uscire dalla crisi economica e finanziaria.
Europa 2020 presenta tre priorità che si rafforzano a vicenda:
Una delle iniziative faro di questa strategia è “L’Unione dell’innova-zione”, per migliorare le condizioni generali e l’accesso ai finanziamenti per la ricerca e l’innovazione, in modo che le idee innovative si trasformino in nuovi prodotti e servizi tali da stimolare la crescita e l’occupazione. Il nuovo commissario per la ricerca, Máire Geoghegan-Quinn, ha annunciato che ingenti fondi verranno stanziati per la ricerca e l’innovazione. Inoltre, in autunno, dovrebbe essere adottata la nuova strategia per la ricerca e l’innovazione in Europa della CE. Questa strategia comprende la creazione di partnership tra l’UE e i singoli Stati Membri per la promozione della ricerca e dell’innovazione in Europa, per accelerare lo sviluppo e l’impiego delle nuove tecnologie. Un’attenzione particolare viene dedicata allo sviluppo di partnership nell’ambito dell’auspicata bio-econo-mia europea basata sulla co-noscenza (Knowledge Based Bio-Eco-nomy – KBBE(3)) e in questo contesto è in corso di realizzazione una comunicazione della Commissione sulla realizzazione di una bio-economia sostenibile.
L’EATIP è una delle 11 PTE che sostengono lo sviluppo della KBBE. Il legame con le altre piattaforme tecnologiche, nel contesto del progetto BECOTEPS (piattaforma per la creazione di sinergie e per la co-or-di-nazione del lavoro svolto dalle PTE), è importante per garantire che vengano identificate le sfide di maggiore importanza (grand challenges) per lo sviluppo economico europeo, per comunicare efficacemente tra le diverse piattaforme e per evitare una sovrapposizione e una duplicazione degli sforzi.
Il dott. Hall ha sottolineato come le PTE, attraverso la creazione dei programmi di ricerca strategici (SRA – Strategic Research Agendas), sia-no degli interlocutori importanti per l’identificazione delle priorità di ri-cerca del settore industriale che, con la crescita d’importanza dell’innovazione nell’agenda politica europea, saranno chiamati ad assumere un ruolo determinante nel delineare le linee guida per le politiche e per la ricerca nel contesto del settimo e dell’ottavo programma quadro, specialmente per quello che riguarda la partecipazione delle imprese in FP7 e l’innovazione in FP8. La Commissione europea, in uno studio di valutazione delle PTE, ha recentemente delineato le seguenti raccomandazioni:
L’EATIP si è dimostrata una delle piattaforme europee all’avanguar-dia per quello che riguarda la messa in atto di questi aspetti, inclu-dendo, sin dalla sua istituzione, l’in-nova-zio-ne come priorità necessaria per lo sviluppo dell’acquacoltura e presentando, a proprio sostegno, il progetto Aquainnova che potenzia la comunicazione tra i propri membri e il trasferimento della conoscenza attraverso un processo di reciproca consultazione, trasparente e aperto all’intera collettività. Inoltre l’adesione al progetto BECOTEPS e ad altri importanti progetti, come Marcom+, ASEM Aquaculture e Aquamed, garantisce il dialogo e lo scambio con gli attori del settore marittimo europeo, della piattaforma Europa-Asia e dell’area mediterranea.
Il dott. Hall ha incoraggiato i membri dell’EATIP a continuare a sviluppare misure di cooperazione e ad avere un approccio proattivo non solo nell’identificazione delle priorità di ricerca e di innovazione, ma anche nell’identificazione dei meccanismi per l’implementazione di queste, coinvolgendo le PMI e il settore privato nella realizzazione degli obiettivi identificati.
I membri dell’EATIP hanno accolto con entusiasmo gli interventi dell’on. Milana e del dott. Hall, riconoscendo con sollievo che finalmente qualcosa sta cambiando sia sul piano politico che su quello sociale. I membri dell’assemblea si sono dichiarati pronti a muoversi con determinazione ed efficacia in questo nuovo contesto di incoraggiamento allo sviluppo e all’innovazione del settore. Gli interventi dei relatori hanno definito delle chiare linee guida per il futuro che sia il mondo dell’industria che quello della ricerca si sono dichiarati pronti a mettere in pratica lavorando congiuntamente per raggiungere gli obiettivi prefissati dall’EATIP.
In conclusione, il presidente Gu-stavo Larrazábal ha ringraziato tutti i partecipanti e i membri delle aree tematiche per il lavoro di elevato profilo svolto negli ultimi mesi, esprimendo la sua soddisfazione per il progresso verso il raggiungimento della realizzazione di un programma di ricerca strategico per l’acquacoltura in Europa.
Per maggiori informazioni sulla Piattaforma per lo sviluppo tecnologico e l’innovazione dell’acquacoltura europea è possibile visitare il sito: www.eatip.eu.
Dott.ssa Francesca Margiotta
Note
(1) In occasione del Consiglio europeo di Lisbona (marzo 2000) i capi di Stato o di governo hanno avviato una strategia detta “di Lisbona” con lo scopo di fare dell’Unione Europea (UE) l’economia più competitiva del mondo e di pervenire alla piena occupazione entro il 2010.
(2) Il Settimo programma quadro per la ricerca e lo sviluppo tecnologico (7º PQ) è il principale strumento con cui l’Unione Europea finanzia la ricerca in Europa. Il 7º PQ, in vigore dal 2007 al 2013, è il legittimo successore del Sesto programma quadro (6º PQ) ed è il risultato di anni di consultazioni con la comunità scientifica, gli istituti di ricerca, gli organi decisionali e le altre parti interessate. Il 7º PQ ha a disposizione uno stanziamento di bilancio di 53,2 miliardi di euro in sette anni, il maggiore finora erogato per questi programmi.
(3) Attraverso il finanziamento della ricerca nell’ambito dell’area tematica 2 “Prodotti alimentari, agricoltura, pesca e biotecnologie”, il Settimo programma quadro per la ricerca e lo sviluppo (7º PQ) mira a istituire e a promuovere una “bioeconomia basata sulla conoscenza” (KBBE) europea. I finanziamenti disponibili nell’ambito della KBBE sono orientati a tre attività principali:
– produzione e gestione sostenibili delle risorse biologiche;
– dal consumatore al produttore: prodotti alimentari e loro legami con la salute e il benessere;
– biochimica e biotecnologie per prodotti non alimentari sostenibili.
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