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Tecnica

Trattamenti per migliorare l'efficienza alimentare dei cereali nei mangimi per pesci

di Tufarelli V.

Le tecniche dei trattamenti che si effettuano sui mangimi destinati alle specie ittiche, affinché possa migliorare la loro efficienza alimentare, si possono ricondurre essenzialmente all’estrusione, all’espansione ed alla fioccatura dei cereali.

Con tali tecniche si ottiene un miglioramento della digeribilità degli amidi, delle proteine ed una migliore galleggiabilità e resistenza al disfacimento una volta immesso l’alimento in acqua. Le tecnologie di lavorazione possono essere applicate sia alle materie prime che al mangime finito e portano ad una precottura dei cereali, con una modificazione della struttura dell’amido e la sua trasformazione in zuccheri più semplici e pertanto più facilmente digeribili dai pesci. Per valutare l’importanza nutrizionale delle proteine di un cereale non è sufficiente la conoscenza analitica, ma occorre conoscere la disponibilità biologica dei principi nutritivi nel momento in cui l’alimento viene impiegato, cioè dopo che ha subito la necessarie manipolazioni per ottenere il prodotto finito.

Un costituente fondamentale per i cereali, oltre alle proteine, è l’amido. La struttura dei granuli di amido è costituita da una materia eterogenea cristallina ed amorfa. I trattamenti tendono a realizzare la gelatinizzazione dell’amido. Tale fenomeno è complesso e potrebbe essere considerato come un riassestamento della disposizione spaziale delle catene di glucosio che costituiscono il granulo di amido, con la comparsa di una struttura meno compatta, tale da facilitare il contatto fra il substrato e le molecole degli enzimi amilolitici. Naturalmente la gelatinizzazione è ottenuta soltanto dopo aver fornito la quota di energia indispensabile affinché possa realizzarsi questo fenomeno. I trattamenti più comuni sono rappresentati da: fioccatura, espansione, estrusione.

Fioccatura

La fioccatura consiste in un processo termico seguito da un trattamento meccanico più o meno intenso. Le granelle intere, o frante, vengono sottoposte all’azione di vapore a pressione atmosferica, per diversi minuti oppure attraverso l’uso di pressioni più elevate (1,4-6 atm), passando poi in rulli riscaldati e successivamente raffreddati ed essiccati. Con tale trattamento si arriva ad un 30-40% di gelatinizzazione e porta ad un abbassamento del contenuto dei tannini nei cereali.

Espansione

L’espansione è un processo nel quale il cereale passa per breve tempo (50-60 secondi) attraverso un ciclone di aria surriscaldata a circa 280°C; con questo sistema la maggior parte dei granuli scoppia ed aumenta il proprio volume. Si ritiene che il granulo di amido venga fessurato senza subire un vera e propria gelatinizzazione, ma che si verifichi comunque un maggiore aumento della degradabilità enzimatica del prodotto. Il trattamento di espansione migliora anche l’utilizzazione dell’azoto a migliora la quota di azoto assorbita a livello intestinale del 20%.

Estrusione

L’estrusione è un processo che, attraverso l’impiego di elevate pressioni e temperature modifica la struttura fisica e chimica degli alimenti. L’uso di questa tecnica permette di realizzare negli alimenti ricchi di amido e di proteine un aumento dell’appetibilità, della tollerabilità e della digeribilità, in altri termini permette il miglioramento delle loro caratteristiche nutrizionali.

Durante l’estrusione, contemporaneamente all’azione del calore, l’azione meccanica di elementi rotanti a vite con funzione di trasporto, miscelazione e compressione, determina la formazione di una massa pastosa e omogenea che viene pressata di continuo attraverso gli ugelli della trafila. La brusca riduzione pressoria che si realizza provoca l’espansione del vapore con formazione di prodotti dalla tipica struttura porosa e friabile, chiamati soffiati. I prodotti estrusi vengono essiccati in appositi essiccatori a nastri fino a ridurre l’umidità al 12% per la conservazione. Prima del confezionamento i prodotti vengono raffreddati ed addizionati di grassi liquefatti mediante spruzzatori. Gli effetti del trattamento di estrusione sono a carico dei carboidrati non strutturali e delle proteine. Gli alimenti semplici che meglio si prestano al processo di estrusione sono i cereali, per i quali l’amido è il carboidrato maggiormente rappresentato. L’amido crudo, insolubile in acqua, è digerito con difficoltà dai pesci. Le condizioni operative di temperatura (oltre i 150°C per pochi secondi) e di umidità (22-30%), tipiche dell’estrusione, determinano una gelatinizzazione pressoché completa degli amidi. Per quanto riguarda la quota proteica, l’effetto più marcato del trattamento di estrusione è la sua denaturazione con conseguente aumento della quota di azoto insolubile (es. in una miscela maissoia l’azoto insolubile passa dal 16% al 55% circa). La denaturazione delle proteine è ritenuta elemento positivo per una migliore digeribilità dell’alimento. Un ulteriore effetto dell’estrusione è l’inattivazione totale o parziale di diversi fattori antinutrizionali, come per l’inibitore tripsico e chimotripsico, le emoagglutinine, i fitati della soia ed il gossipolo nel cotone.

Gli alimenti semplici che meglio si prestano al processo di estrusione sono i cereali, per i quali l’amido è il carboidrato maggiormente rappresentato. Con l’estrusione si ha anche una sanificazione batteriologica dell’alimento.

Per le vitamine, naturali o integrate durante la miscelazione, si verificano fenomeni di distruzione quando la temperatura si eleva fino a raggiungere i valori propri dell’estrusione. Tuttavia nella pratica comune le vitamine, assieme a minerali e ad altre sostanze, si aggiungono a processo ultimato. Con l’estrusione si ha anche una sanificazione batteriologica dell’alimento, fino ad una vera e propria sterilizzazione del prodotto, contro salmonella ed e. coli. I prodotti estrusi, oggi largamente usati nell’alimentazione dei pesci, hanno, fra l’altro, la possibilità di conservare a lungo in acqua forma e consistenza prima di essere dissolti. L’impiego di queste tecniche determina un aumento dei costi e quindi i risultati positivi che si possono ottenere vanno sempre valutati sulla base delle regole economiche del costo-beneficio.

L’aumento del costo, infatti, può essere bilanciato dal risparmio della quota di proteine utilizzata dai pesci a fini energetici. Inoltre la parte edibile dei pesci alimentati con mangimi trattati tecnologicamente non presenta variazioni significative sia nel contenuto di aminoacidi delle masse muscolari sia nella composizione acidica dei lipidi. Di fatto, la sostituzione parziale di farine proteiche con mais estruso nelle diete non modifica il contento di acidi grassi della serie Ω-3 contenuti in percentuali molto elevate nei pesci.

Dal punto di vista nutrizionale, le formule per controllare l’efficienza dei mangimi sono:

  • Indice di Conversione (FCR). Indica la quantità di alimento, in kg, necessaria a produrre 1 kg di carne. Una razione per pesci ha un valore nutritivo tanto più elevato quanto più basso è FCR, il quale nei pesci dipende dalla temperatura e dell’acqua, dall’età dei soggetti, dalla loro densità e dal loro stato sanitario.
  • Rapporto Efficienza Proteica (PER). Indica l’efficienza con cui viene utilizzata la proteina somministrata; quanto più questo indice è elevato tanto più è utilizzata la proteina.
  • Utilizzazione Netta Proteica (NPU). Consente di determinare la proteina utilizzata a scopo plastico. Valori alti indicano una buona utilizzazione biologica delle proteine assunte.
  • Vincenzo Tufarelli

    Vito Laudadio

    Dip.to Sanità e Benessere Animale

    Università degli Studi Bari

    Str. prov. per Casamassima

    km 3 70010 Valenzano (Bari)

     

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