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Osservatorio internazionale

La filiera ittica nello Yemen

di Negroni G.

Clima e descrizione delle coste - Storicamente, i porti dello Yemen — Hodeidah, Mokha, Aden e Al-Mukalla — erano famosi per i commerci, il transito delle navi commerciali e i cantieri navali, per le costruzioni, le riparazioni e per il bunkering (magazzinaggio, assistenza e depositi di materiali navali). Prima della chiusura del Canale di Suez, nel 1967, Aden era il terzo porto per il bunkering più grande del mondo; oggi, invece, la Repubblica Unita dello Yemen è fra i trenta Paesi più poveri del mondo. Confinante a nord con l’Arabia Saudita e ad est con l’Oman, le sue coste sono bagnate a ovest dal Mar Rosso e a sud dal Golfo di Aden (Oceano Indiano). La Repubblica dello Yemen oltre al territorio continentale comprende l’arcipelago di Socotra (composto da quattro isole, tra cui l’isola omonima nell’Oceano Indiano da cui l’arcipelago prende il nome), e gli arcipelaghi di Perim e Kamaran nel Mar Rosso. La zona costiera del Paese si estende per 2.350 km con diritti sulla ZEE (Zona Economica Esclusiva) sino a 200 miglia nautiche dalla costa. La pesca è la principale occupazione per molti abitanti dello Yemen, per lo più pescatori artigianali, e fornisce sostentamento, oltre che ai membri delle famiglie degli stessi pescatori, anche ai lavoratori dell’indotto. In particolare le numerose fabbriche di lavorazione del pesce, che danno lavoro a molte maestranze, sono dislocate lungo le coste yemenite. I pescatori artigianali possiedono 14.000 imbarcazioni di differenti modelli. Villaggi e borghi di pescatori, con punti di sbarco sulle coste, sono presenti in più di 90 siti, 40 dei quali si affacciano sul Mar Rosso e 50 nel Golfo di Aden. Il numero dei pescatori artigianali è oltre le 41.000 unità, con 50.000 famiglie che vivono del settore estrattivo della pesca artigianale.Grazie al Monsone del Sud-Ovest che soffia nei mesi estivi e all’elevata radiazione solare, il Golfo di Aden e le acque del Mar Rosso sono caratterizzati da un’alta biodiversità. Ecosistema unico nel suo genere, le acque costiere dello Yemen, inoltre, hanno un’elevata produttività primaria e secondaria, per cui sono un importante luogo di alimentazione e riproduzione per numerose specie marine (sono più di 600, infatti, le specie ittiche, commerciali e non, censite recentemente). Il settore peschiero costituisce dunque un’importante attività economica, una risorsa che genera occupazione e relativa ricchezza, con quantità rilevanti di prodotto destinate all’esportazione. La Tabella 1 mostra l’evoluzione delle esportazioni di prodotti marini dal 1996 al 2006, anno in cui lo Yemen ha realizzato il record con ben 89.600 tonnellate destinate all’estero (fonte: MoFW, Ministry of Fish Wealth).

A livello nazionale sono quattro i soggetti protagonisti del forte sviluppo del settore peschiero yemenita:

  • l’industria della pesca;
  • l’autorità competente per la pesca;
  • le istituzioni di supporto alla pesca (accademia, trade associations, settore produttivo, ecc…);
  • i consumatori e le relative associazioni.

La striscia costiera del Mar Rosso - La striscia costiera sul Mar Rosso, il Tihama, si estende per oltre 800 km da Bab el-Mandeb (in italiano “Porta della lamentazione funebre” indica lo stretto che congiunge il Mar Rosso, il Golfo di Aden e quindi l’Oceano Indiano; separa lo Yemen da Gibuti, NdR) includendo 4 governatorati (Sa’dah, Hajjah, Hodeidah e Taiz). Circa il 75% della costa consiste in sedimenti soffici e più della metà di essa è ricoperta da sabkha (aree salate che si estendono anche all’interno) e paludi costiere. Il 12% di queste zone è coperto da dense aree a mangrovie, il 25% da barriere coralline. Il clima delle piane costiere del Mar Rosso è molto secco, con una media pluviometrica annuale di 100-200 mm ed un’umidità di circa il 60%. Non ci sono fiumi perenni che si buttano nel Mar Rosso, ma solo zone ove si gettano le acque torrentizie al seguito d’intense piogge. Alcune aree hanno una falda acquifera che permette la crescita di paludi e zone a palme. La scarsità di acque, sia meteoriche che di falda, non permette uno sviluppo agricolo. Per la maggior parte dell’anno soffia un forte vento con direzione sud-sud ovest, che limita la crescita di alghe e coralli. Il Mar Rosso è un bacino semichiuso lungo approssimativamente 200 km, con una larghezza media di 280 km (da un massimo di 306 km al punto più stretto, a sud, con un’ampiezza di 26 km vicino all’ingresso del Golfo di Aden, Bab el-Mandeb); la profondità media è di circa 491 m. Il nord del Mar Rosso è diviso nel Golfo di Suez, meno di 100 metri di profondità, ed il Golfo di Aqaba, un profondo bacino che arriva invece a 1.800 m di profondità. Il Mar Rosso è caratterizzato da alte temperature, salinità e la mancanza di immissari. Le perdite per evaporazione sono compensate dall’ingresso di acque dal Golfo di Aden, attraverso lo stretto di Bab el-Mandeb. La produzione primaria è relativamente povera, dovuta alla poca circolazione delle acque e all’assenza di forti venti. La produttività è maggiore al sud, perché stimolata dall’ingresso delle ricche acque del Golfo di Aden. Un’importante caratteristica del Mar Rosso è di avere numerose piccole isole e numerosi banchi corallini che creano uno degli ecosistemi più spettacolari al mondo, proteggendo l’ambiente per lo sviluppo dei giovanili di molte specie marine. La marea va da 0,6 a 1,3 metri a seconda delle zone e dei periodi e gli afflussi stagionali delle ricche acque del Golfo di Aden che fanno variare la salinità.

Il Golfo di Aden e le coste del Mare Arabico - Le coste del Golfo di Aden e del Mar Arabico scorrono per 1.400 km da Bab el-Mandeb verso est, fino ad Al Hawf, al confine con l’Oman. Lungo la costa, divisa in 6 governatorati (Lahij, Aden, Abyan, Shabwah, Hadramut e Al Mahra), vi sono montagne rocciose a picco sul mare e lunghe spiagge di sabbia. La costa del Golfo di Aden è dominata dal sistema del monsone dell’Oceano Indiano. Da gennaio a marzo il monsone di nord-est soffia verso sud-ovest. Durante questo periodo c’è la maggior pluviometria e gli wadi (letti di un torrente, quasi un canyon in cui scorre, o scorreva, un corso d’acqua a carattere non perenne. Si trovano generalmente nelle regioni desertiche, ad esempio nel Sahara o nei deserti della Penisola araba, NdR) scaricano grandi quantità di acqua e detriti. Da maggio a settembre il monsone di sud-ovest genera venti in direzione nord-est; la superficie relativamente calda dell’acqua del Golfo di Aden viene spazzata lontano dalle coste e rimpiazzata con acque più fredde e ricche dagli strati profondi dell’Oceano. Questo “upwelling” (risalita delle acque profonde) limita la crescita delle barriere coralline, ma fa sviluppare un’alta produzione primaria che alimenta i ricchi stock di pesci pelagici della regione. Le coste sono generalmente basse e sabbiose, alternate con fondi rocciosi. Molte delle aree costiere hanno un substrato soffice e ricco. Alla fine dei wadi abbiamo delle grandi lingue formate dai sedimenti. Non vi sono mangrovie ad est di Bab el-Mandeb, eccetto a Kharif Sharan, un lago vulcanico. Per l’alto grado di nutrienti delle acque di quest’area vi sono numerose specie di macroalghe (ne sono state censite 160 specie) e tre specie di letti di seagrass (alghe). Il termoclina del Golfo di Aden è molto stabile fino a 100 metri di profondità, con le acque superficiali con alta salinità, alte temperature ed un alto livello di ossigeno. Gli strati più profondi, al contrario, hanno una scarsa salinità, bassa temperatura e un basso livello di ossigeno. Durante le situazioni di upwelling si stimola la produzione primaria di fitoplancton, favorendo una grande abbondanza di pesce pelagico. La parte nord-est del Golfo e quella a sud di Socotra sono considerate fra le aree le più produttive al mondo, alla pari delle coste del Perù e dell’Africa dell’ovest. Le più alte temperature delle acque si raggiungono in maggio/giugno e settembre/ottobre; le minime, in luglio/agosto, durante il picco dell’upwelling, sono 7/10°C più basse di quelle di maggio. L’ampiezza delle maree non è più di due metri. I fondi marini si approfondiscono vicino alle coste e la sola piattaforma continentale importante si trova ad est di Aden e si estende fino a 30 km dalla riva. Poche sono le specie di interesse commerciale; l’abbondanza delle specie pelagiche viene fortemente influenzata dalla stagione monsonica, mentre le specie demersali ed i crostacei sono meno influenzati dalla stagionalità in termini di abbondanza.

L’Arcipelago di Socotra - L’arcipelago di Socotra, nel Mare Arabico, all’entrata del Golfo di Aden, si trova 400 km a sud dello Yemen sulla Carlsberg Ridge, un’estensione del sistema del Mid-Indian Ocean Ridge. Le sue dimensioni sono di 125 km per 42 km. Socotra è la più grande delle quattro isole che lo compongono (Abd al-Kuri, Darsa e Samha), tutte lontane da terra e circondate da acque di profondità maggiore di 3.000 metri. La maggior parte delle coste sono collinose o sabbiose; vicino agli wadi abbiamo sedimenti ghiaiosi. La parte sud è caratterizzata da grandi creste collinose (huge storm berm) inframmezzate da grandi aree a mangrovie. L’arcipelago è esposto al clima monsonico; la pluviometria non supera i 200 mm (giugno, novembre e dicembre). Le temperature medie variano dai 17°C di gennaio ai 37°C di luglio. L’arcipelago di Socotra costituisce un ecosistema marino separato. La posizione inaccessibile delle isole ha protetto queste aree dall’intrusione umana e oggi l’arcipelago rappresenta un ambiente naturale indisturbato, con una biodiversità unica. Sono presenti ampie barriere coralline.

Risorse marine - Le acque costiere dello Yemen sono caratterizzate da un’alta bioproduttività che permette la pesca di una flotta artigianale, semi-industriale ed industriale. Le acque yemenite ospitano molte specie ittiche, di cui circa 65 sono considerate d’interesse economico. Cinque gruppi sono da considerarsi “critici” per il settore peschiero:

  • concentrazioni stagionali di sardine nel Mar Rosso;
  • tonnidi che sono attratti dalle sopra menzionate concentrazioni;
  • seppie che depongono nelle acque costiere;
  • gamberi nelle vicinanze degli wadi e dei fiumi perenni;
  • specie demersali sulla piattaforma continentale.

Le principali specie catturate nei mari yemeniti

Grandi pesci pelagici – Nelle acque yemenite vi sono differenti specie di grandi pesci pelagici; le principali sono: tonnidi (tonno pinna gialla, bonito, Skipjack, pinna blu, kawa kawa) e sgombridi, carangidi, pesce vela (sailfish e marlin), cobia (Rachycentron canadum), catturati dalla flotta artigianale. La loro stagione di pesca dura tutto l’anno e non vi sono specifici regolamenti. Gli attrezzi usati sono: palangari, lenze, pesca a circuizione. Il tonno pinna gialla (yellowfin tunaThunnus Albacares) è il più grande e importante pesce pelagico che viene catturato nel Golfo di Aden; è presente durante tutto l’anno con picchi nella stagione di marzo-aprile. I tonnidi sono specie altamente migratorie e si pensa che questa colonia sia parte di quella più larga appartenente agli stock dell’Oceano Indiano e non sia isolata. Quindi, la produttività potenziale viene influenzata dalla caccia delle altre zone dell’Oceano Indiano. Negli ultimi anni la pressione di pesca dei tonni è fortemente aumentata per la forte richiesta della fabbriche di scatolame yemenite ed estere. Nel 2004 si stima siano state pescate ufficialmente più di 20.000 t di yellowfin in Yemen (fonte: Ministry of Fish Wealth, 2005 Sana’a) soprattutto nell’Hadhramaut (Al-Sheher con 7.600 t). Le catture sono state principalmente effettuate dalla pesca artigianale alla lenza, alla traina e con i palangari. Nella stima non sono state considerate né la pesca industriale, che non passa per il sistema delle aste nei siti di sbarco, né la pesca illegale. Presumibilmente a causa di questo overfishing e del monsone che nel 2008 non è stato così intenso, la pesca di yellowfin è notevolmente in calo.

Piccole specie pelagiche – Le principali specie di piccoli pelagici nelle acque yemenite sono sardine, sgombri ed acciughe. In alcuni governatorati vi sono delle regolamentazioni specifiche per i pelagici. Le attrezzature maggiormente utilizzate sono le reti a circuizione e la tratta da spiaggia. Le specie più comune di sardine sono la Sardinella longiceps e la Sardinella fimbriata abbondanti nelle acque costiere del governatorato di Al-Mukalla .

Pesci demersali – Alcune delle specie di pesci demersali nelle acque yemenite sono cernia, pesce imperatore, orata, barracuda, squalo (più di 80 specie) e razza (più di 40 specie). Sono catturati da barche per la pesca artigianale ed industriale. Le barche industriali devono rispettare la fascia delle 5 miglia marine, riservata alla pesca artigianale; inoltre le reti non devono avere una maglia inferiore a 75 mm ed essere ad un solo strato. Gli squali (principalmente Carcharhinus spp) vengono catturati lungo tutta la costa con diverse tecniche di pesca che includono palangari, reti derivanti e lenza. Alcune specie migrano su lunghe distanze, altre sono stanziarie.

Crostacei – Le specie di crostacei pescati in Yemen sono aragoste e gamberi (aragoste di profondità e di roccia); vi sono strette regolamentazioni per una gestione efficiente e sostenibile degli stock. La stagione chiude durante il periodo riproduttivo dal 30 marzo fino al 31 ottobre: durante questo periodo reti o altri attrezzi da pesca sono proibiti, mentre sono ammesse solo trappole con una maglia di 6 cm. È definita una taglia minima di 19 cm per le aragoste (Rock Lobster, Palinuridae) e un massimo di 60 trappole per ogni barca da pesca. È vietata la pesca dei gamberi costieri presenti in grandi banchi (Penaeus Indicus e Penaeus  Semisculatus) da settembre fino ad aprile e vengono catturati solo dalla pesca artigianale, mentre a quelli di profondità si dedica la flotta industriale (Parapenaeus sp. sulle pendici della piattaforma continentale, profondità fra i 200 ed i 600 m). Per l’aragosta di roccia (rock lobster, Panulirus homarus). Lo sfruttamento commerciale iniziò negli anni ‘70 per l’alto valore aggiunto della specie. Grosse concentrazioni di aragoste sono presenti nel governatorato di Al-Mahara dove la stagione di pesca è aperta per soli 7 mesi all’anno

Cefalopodi – La seppia (Sepia Pharaonis e Sepia Prashadi) ha una stagione di pesca che va da giugno ad agosto ed è chiusa nella stagione riproduttiva nel mese di settembre. Lo sfruttamento delle seppie iniziò negli anni ‘60 e continua fino ad oggi. La pesca industriale della seppia è stata vietata e la flotta artigianale se ne occupa nelle acque costiere sotto le 5 miglia. Le maggiori concentrazioni si trovano nel governatorato dell’Hadhramaut. Si trovano ad una profondità di 120 m, ma si pescano anche sui 50 m. I maggiori periodi di riproduzione sono in febbraio/marzo e agosto/settembre. La cattura durante i periodi riproduttivi viene sospesa da una risoluzione ministeriale.

Stato delle risorse e potenziali produttivi - I dati in questa sezione sono stati gentilmente forniti dal Ministero della Pesca. Da un punto di vista economico, le specie dominanti in Yemen sono il tonno pinna blu e le aragoste, mentre, in termini quantitativi, la specie dominante è rappresentata dalle sardine. Gli squali sono molto importanti per il valore delle pinne essiccate, che vengono esportate in Oriente. Non vi sono dati completi disponibili e le ultime ricerche di stock assessment risalgono ad una ventina di anni fa. Gli addetti al settore sono comunque concordi nel constatare calo del pescato, specialmente per quanto riguarda i tonnidi. La pesca industriale a strascico produce grandi quantità di specie demersali e nel Mar Rosso si sono studiate più attentamente le risorse di gamberi. Le stime sotto riportate sono derivate dai vecchi studi di stock assessment e dagli studi accademici disponibili e sono considerate abbastanza realistiche dalle autorità che si occupano del settore della pesca. Bisogna considerare, però, che vi sono grandi quantità di prodotti che ricadono sotto i quantitativi pescati illegalmente, esportati senza documentazione, pescati nei periodi proibiti e sotto taglia:

seppie: se ben gestite potrebbero contribuire con quantità variabili di 5.000-8.000 t esportate per anno. Attualmente si pescano 1.500 t;

gamberi del Mar Rosso: se ben gestiti se ne possono pescare 500-1.400 t. Attualmente si pescano 500 t. Gli stock di gamberi vengono pescati sia dalla flotta artigianale che dalla flotta industriale;

aragoste di roccia: sono sotto forte pressione ed in calo, specialmente a causa della pesca artigianale che è difficile da controllare. Storicamente attività non regolamentata, solo negli ultimi anni si sono create chiare normative per proteggere questa risorsa, che è particolarmente vulnerabile perché impiega molto tempo a rigenerare gli stock avendo cicli riproduttivi lenti. Attualmente risorsa sovrasfruttata in Yemen, potrebbe fornire 400-600 t da esportare;

tonnidi: se ben sfruttati potrebbero contribuire con 30.000-35.000 t per l’esportazione, principalmente di Skipjack e pinna gialla. Quest’ultima specie ha subito forti cali nelle produzione (comunicazione dell’autore, 2008) tanto che le grandi industrie d’inscatolamento yemenite sono state costrette ad importare tonni congelati dall’estero per continuare a lavorare. Solitamente hanno picchi di pesca ogni 7 anni. Vi sono due moderne e ben organizzate fabbriche per l’inscatolamento del tonno a capitale pubblico, con moderne attrezzature e personale specializzato nell’Hadramut (Al-Mukalla);

pesce demersale: sparidi, parghi ed altre specie, molto apprezzate sembrano pure sovrasfruttate. Sono concentrate nella piattaforma continentale, particolarmente sulle coste dei governatorati dell’Hadramut e di Al-Mahara come nel Mar Rosso. Si stima come attualmente la pesca industriale ed artigianale producano annualmente 20.000-40.000 t delle sovracitate specie, senza contare quello che sfugge alla statistica;

piccoli pelagici: specie di minor pregio, sardine ed acciughe, le cui stime degli stock sono sulle 130.000-150.000 t, assieme ai pelagici medi (principalmente sgombridi) sono generalmente più abbondanti. Infatti, per le loro migrazioni, il basso prezzo e per il tipo di pesca artigianale sono soggetti ad un minor sforzo di pesca. Attualmente i piccoli pelagici sono essiccati al sole sulla spiaggia ed utilizzati come fertilizzante e cibo per i cammelli; potrebbero fornire 40.000-60.000 t.

Stagioni di pesca - La parte est del Golfo d Aden e il Mar Arabo sono i più ricchi territori di pesca in Yemen per i seguenti fattori: la grande piattaforma continentale di Al-Mahra per il largo blocco montagnoso di Sherwain, Fartak e Fatk che si prolunga nel mare; l’intensità del sistema di upwelling durante il monsone (gli studi di stock assessment forniscono dati di produttività di 2 t per km2, dove nelle zone tropicali si ha una produttività di 200 kg per km2); la disponibilità di fondi adatti allo strascico, che nelle ultime tre decadi sono stati intensivamente sfruttati per specie demersali e seppie; la grande diversità degli habitat marini e costieri aiuta considerevolmente la disponibilità delle risorse peschiere. La pesca rimane un’attività fortemente stagionale in Yemen, dipendendo considerevolmente dalle condizioni meteorologiche e marine e dalle conseguenti reazioni delle varie specie. Per esempio, gli stock pelagici sono vicino a riva durante i mesi precedenti l’upwelling, mentre dopo che si è verificato il fenomeno migrano al largo per evitare le condizioni ambientali caratterizzate da bassi livelli di ossigeno vicino alle coste. Nella zona del Mar Rosso ci sono due principali stagioni di pesca: giugno-settembre e marzo-aprile. Nella zona dell’Hadramut abbiamo il periodo più pescoso tra aprile e settembre. In Tabella 2 si riportano specie, stagione e zona di pesca delle principali risorse di pesca yemenite e in Tabella 3 i dati relativi a produzione, consumi interni ed export del Paese.

Infrastrutture peschiere esistenti - Lo Yemen ha creato un importante network di industrie di lavorazione del pesce per i notevoli quantitativi di prodotto destinati all’esportazione (Tabella 3). Vi sono, inoltre, strutture per la pesca industriale (porti, camere di conservazione per il fresco e congelato, cantieri navali) costruite negli anni passati. Per quanto riguarda i piccoli debarcaderi, invece, non sono ancora modernizzati ed in numero sufficiente. Mancano di strutture di appoggio e di produzione di ghiaccio. L’autore ha visitato la stragrande maggioranza delle coste yemenite, dove avvengono la maggior parte degli sbarchi. I centri di sbarco e raccolta, i pontili, le fabbriche di ghiaccio, le camere fredde, positive e negative, le rampe per riparazione (slipways) e i siti delle aste sono in parte moderni ed in parte bisognosi di ristrutturazione. La gestione del pesce in mare e allo sbarco, pur avendo delle punte d’eccellenza, necessita di conformarsi al nuovo pacchetto igiene dell’Unione Europea. Le pratiche di manipolazione del pesce, sia in mare che a terra, spesso lasciano a desiderare e possono creare pericolose contaminazioni. È urgente e necessaria l’applicazione attuativa delle Buone Pratiche e del sistema HACCP. Spesso il pesce viene sbarcato senza ghiaccio e gettato sulla battigia.

Infrastrutture portuali - Sul Mar Rosso ci sono circa una quarantina di siti di sbarco attrezzati; pochi hanno infrastrutture di base operative per lo sbarco dei prodotti della pesca (attualmente si stimano solo 4 porti per lo sbarco dalla pesca, ma vi sono molti progetti in essere per migliorare i siti di sbarco e gli stessi porti). Sulla costa del Golfo di Aden solo 11 porti hanno strutture di base. La maggior parte è gestita da cooperative. Alcune infrastrutture hanno bisogno di ristrutturazioni mentre alcuni programmi internazionali si stanno occupando del miglioramento della situazione igienico-sanitaria. Il Porto di Aden è fra i più grandi dello Yemen: è possibile trovarvi anche 500 barche da pesca che scaricano il pesce contemporaneamente. Ha una capacità di stoccaggio di 2.000 t, un impianto da 100 m3 di ghiaccio al giorno, una fabbrica per la trasformazione del pesce, un capannone per la costruzione e riparazione degli attrezzi da pesca e cantieri per la riparazione (un cantiere galleggiante da 1.500 t, due da 4.500 t) delle barche da pesca. Molti sambuchi portano il pesce pescato nel Somaliland, che si trova a poche ore da Aden. Il Porto di Al-Mukalla si trova nel governatorato dell’Hadramut. Costruito negli anni ’90 ha un porto da pesca, macchine per la produzione del ghiaccio, aree per le aste, attrezzature per rifornire di carburante e acqua le imbarcazioni da pesca. Inoltre, vi è lo spazio per gli uffici delle cooperative dei pescatori che gestiscono il porto.. Si trova nelle vicinanze della più grande fabbrica di lavorazione ed inscatolamento di pesce dello Yemen. Riceve pesce anche dai pescherecci somali che pescano a poca distanza (nord della Somalia). A causa della costruzione della nuova strada litoranea ha perso spazio e deve essere ristrutturato. Il Porto di Nishtun è localizzato a 60 km ad ovest di Al-Ghayda, governatorato di Al-Mahra. Venne costruito nel 1984 ed è scarsamente utilizzato, con mancanza di manutenzione specialmente per il dragaggio. C’è un pontile, un’officina meccanica, un impianto di desalinizzazione, un generatore ed un impianto completo per la lavorazione del pesce. Il Porto di Hodeidah è l’unico porto industriale che si trova nel Mar Rosso; ha una parte riservata alla pesca con spazio per ospitare alcune centinaia di barche da pesca. Esistono anche tre piccoli centri di sbarco attrezzati ad Al Khawkha, Salif e Mokha. Il porto di pesca di Hodeida sarà ristrutturato con un progetto della Banca Mondiale.

Aste - In Yemen, dove sul pescato vi è l’obbligo di pagare una tassa e registrare le quantità sbarcate, solitamente dopo lo sbarco il pesce viene venduto immediatamente all’asta. Non tutto il pescato, però, passa per le aste pubbliche; alcune partite, infatti, vanno direttamente all’industria di trasformazione. Relativamente all’attività del settore, i dati i più affidabili vengono forniti dalle cooperative — le quali gestiscono quasi tutti i porti e le aste — incaricate di registrarli e di fornirli al Ministero della Pesca. Quasi tutti i prodotti della pesca sbarcati nel Mar Rosso e circa il 70% di quelli del Golfo di Aden sono messi all’asta. Questo processo di compravendita è quello che i pescatori preferiscono utilizzare perché rispetto alla trattativa diretta con un singolo commerciante aumenta la competizione tra gli acquirenti e valorizza il prodotto. Le strutture deputate ad accogliere tale attività sono per lo più in cattive condizioni igienico-sanitarie ma esiste un nuovo progetto della Comunità europea che permetterà sia il recupero che la costruzione di aste armonizzate con il “pacchetto igiene” dell’UE. La tradizionale asta locale, chiamata “haraaj”, in passato era il metodo di vendita preferito dai pescatori dello Yemen sulla costa del Mar Rosso. Dopo l’unificazione, nel 1990, l’asta è stata istituita come sistema di vendita all’ingrosso nella maggior parte dei più importanti centri di sbarco del Paese. Attualmente il servizio d’asta può essere fornito da un banditore autorizzato e indipendente (muharrij) che percepisce una commissione — solitamente si tratta di una persona scrupolosa e onesta, ben conosciuta nell’ambiente, che garantisce personalmente o con la propria organizzazione (può avere dei collaboratori) il corretto e trasparente funzionamento delle aste e dei flussi finanziari connessi — o da uno specifico banditore che fornisce i suoi servizi alle cooperative di industrie della pesca e riceve un salario. I pagamenti possono essere immediati o, a seconda degli accordi, posticipati da una fino a due settimane. Il sistema funziona molto bene in tutte le aste yemenite. I pagamenti ai pescatori sono garantiti. Le aste avvengono su una piattaforma speciale, sopraelevata, detta “makan al-haraaj”, ove si deposita il materiale messo in vendita. Il banditore, che ha anche una bilancia per determinare il peso del pesce, fissa il prezzo con differenti criteri: il mercato attuale, la quantità sbarcata, i risultati delle aste vicine (in un mercato vi sono molte aste contemporanee) e quelle degli altri porti, la taglia, il tipo di pesca. Il curatore dell’asta garantisce che i pagamenti vengano effettuati e che ognuno abbia la quota di denaro che gli spetta. Questo sistema d’asta consente un mercato il più trasparente possibile, garantendo la possibilità di stabilire un prezzo equo nella transizione tra pescatori ed acquirenti. Bisogna riconoscere come il sistema delle aste in Yemen sia molto ben organizzato, dal momento che molto raramente si hanno lamentele, alle quali, comunque, spetta ai banditori far fronte. Oltre ad essere il sistema attraverso il quale i pescatori vendono i prodotti della pesca, le aste sono il luogo di riscossione delle imposte per il Ministero della Pesca. La cooperativa che gestisce il porto trattiene il 2%, il 5% va al curatore dell’asta, il 3% in tasse (il Ministero della Pesca).

I commercianti e mediatori - Sono quattro le principali categorie di commercianti/mediatori che si possono incontrare sulle coste yemenite e tutti devono avere una licenza rilasciata dal Governo:

  • i grandi commercianti (wakiil), che sono interessati principalmente ad alcuni prodotti quali oloturie, pinne di squalo, gamberi per l’esportazione. Generalmente questi commercianti hanno contratti stagionali con i pescatori e le cooperative senza passare dalle aste. Partecipano anche alle aste a seconda del bisogno di prodotto fresco da parte dei propri clienti;
  • mediatori (dallaal) e grandi commercianti che coprono principalmente i mercati interni delle aree urbane. Possono portare i prodotti dalle aste allo sbarco (first sale) ad altre aste o ai mercati interni, al pubblico, non all’ingrosso. Normalmente hanno mezzi di trasporto refrigerati che usano anche in gruppo; alcuni posseggono negozi nelle aree urbane;
  • piccoli commercianti o dettaglianti (qatha’a, persona che taglia il pesce) che operano esclusivamente sul mercato locale comprando relativamente piccole quantità di pesce alle aste per poi rivenderle sempre localmente. Normalmente hanno negozi o banchi al mercato del pesce;
  • buyer delle grandi fabbriche di pesce che devono assicurare i quantitativi necessari al funzionamento degli impianti. Sono tutti forniti di moderni mezzi di trasporto refrigerati e comprano il pesce di miglior qualità alle aste in tutto il Paese.

Infrastrutture per il trasporto - I principali porti per l’esportazione del pesce congelato sono Aden ed Hodeidah. Per il pesce fresco abbiamo, invece, Harab; nell’interno Al Waqi’ah per l’Arabia Saudita e per l’Oman la frontiera di Al-Mahra. La tipologia di trasporto via terra è generalmente costituita da un camion con contenitore isotermico e ghiaccio. Per l’esportazione di pesce fresco per l’Europa si utilizza l’aeroporto di Sana’à.

Principali fattori che non permettono un pieno sviluppo nel settore peschiero in Yemen - Negli ultimi 15 anni l’autore ha partecipato a missioni lungo le coste yemenite intervistando numerosi attori della filiera ittica. Il parere espresso dagli intervistati ci restituisce un quadro problematico che riportiamo brevemente di seguito:

scarsa velocità di spostamento dei prodotti ittici: in alcune aree i prodotti ittici sono tenuti ad alte temperature per un tempo considerevole a causa della scarsa organizzazione dei siti di sbarco, dei mezzi di trasporto e per l’inadeguata capacità degli impianti di lavorazione;

scarsa implementazione del sistema HACCP: l’ultima visita dei veterinari della DG SANCO ha rilevato una non completa applicazione dei principi dell’HACCP in alcuni impianti di lavorazione del pesce e in altri siti della filiera ittica. Oltre alla scarsa preparazione di alcuni tecnici, un altro fattore considerato è stato quello relativo alla compressione dei costi al fine di essere più competitivi sul mercato. Il risultato di questi problemi è un evidente aumento dei rischi igienico-sanitari dei prodotti della pesca. Solo una parte di essi è quindi adatta all’esportazione;

tracciabilità: alcune compagnie usano già dare un codice ad ogni partita di pesce in uscita, ma a monte, dalle aree di pesca alle fabbriche di lavorazione, rimane ancora molto da fare per assicurare una completa tracciabilità dei prodotti ittici. Alcuni impianti utilizzano comunque sofisticati sistemi di tracciabilità delle partite e molti altri si stanno attrezzando;

gestione dei rifiuti: la produzione di grandi quantità di sottoprodotti della lavorazione del pesce in questi climi particolarmente caldi pone un problema di smaltimento. Ad Aden uno speciale servizio comunale si occupa dello smaltimento a pagamento ed è obbligatorio, mentre a Socotra lo smaltimento sta provocando non pochi problemi. La soluzione migliore sembra quella di trasformare i rifiuti in farina di pesce creando un buon indotto;

logistica dell’esportazione: i problemi a livello logistico possono allungare i tempi per l’esportazione, creando così problemi relativi alla qualità (soprattutto per il fresco), oltre che di rispetto dei contratti. L’industria di trasformazione del pesce addita due principali problemi: il primo riguarda la lentezza della burocrazia per le partite d’esportazione da parte del Ministero della Pesca; il secondo concerne la differenza delle procedure in ogni porto di sbarco;

informazioni sui mercati internazionali: l’industria della lavorazione del pesce si lamenta anche per la difficile interpretazione della legislazione igienico-sanitaria dell’Unione Europea per la pesca e l’acquacoltura. Per ovviare questi problemi le più grandi ditte esportatrici hanno creato un’associazione, la Yemeni Seafood Exporters Association (YSEA), ora riconosciuta legalmente, che ha il compito di dar voce ad interessi comuni di fronte al Ministero della Pesca ma anche di fronte agli importatori europei, promuovendo i prodotti yemeniti della pesca.

Molti sono i problemi a livello pratico dell’industria del pesce yemenita; tra i principali ricordiamo:

la scarsa organizzazione dei luoghi di sbarco, in particolare di quelli al di fuori dei grandi porti (Aden, Al-Mukalla, Hodeida). Soprattutto durante la stagione di picco della pesca vi è il bisogno di siti di sbarco ben attrezzati;

le scarse o assenti attrezzature per la conservazione del pesce a bordo delle barche;

la capacità insufficiente delle strutture rispetto ai bisogni, in particolare per i depositi refrigerati;

le scarse condizioni sanitarie, mancanza di acqua potabile, ghiaccio e servizi igienici per il personale imbarcato e di terra;

la scarsa pulizia e mancanza di un servizio di raccolta degli scarti nei luoghi di sbarco;

la cattiva gestione dei luoghi di sbarco, aste e mercati, da parte delle cooperative;

le scarse o assenti le ispezioni per controllare la qualità del pesce da parte dell’Autorità Competente del Ministero della Pesca;

il grande numero di automezzi senza requisiti sanitari per il trasporto nazionale ed internazionale del pesce;

la mancanza di ghiaccio per la distribuzione del pesce nazionale, cosa che ne limita fortemente la vendita.

La conoscenza da parte degli operatori dei punti soprariportati, assieme all’esperienza derivata dalla loro presenza nel settore, ha comunque obbligato gli attori della filiera della pesca ad affrontare i problemi sia nell’ambito privato che pubblico dell’attività. Infatti, negli ultimi anni, vi è un fiorire d’iniziative da parte di pubblico privato per la modernizzazione e armonizzazione del settore pesca agli standard richiesti.

Progetti della Comunità europea - Negli ultimi tempi la Comunità Europea ha deciso di operare interventi considerevoli per la risoluzione di alcuni dei problemi nelle aree di sbarco fornendo aiuti per la ristrutturazione delle aree di ricezione e destinate alle aste in alcuni importanti porti, siti di sbarco e posti d’ispezione frontalieri. Questi progetti sono coordinati dal V Progetto Pesca con sede ad Aden. Sempre ad Aden, presso gli uffici del Ministero della Pesca, si organizzano anche tutti i progetti di sviluppo della World Bank congiuntamente con quelli europei, per meglio sviluppare tutte le azioni di cooperazione internazionale nel settore peschiero yemenita. Un progetto per l’assistenza tecnica all’autorità competente del MoFW è appena iniziato. Include l’appoggio all’autorità competente yemenita ed ai laboratori per le analisi del pesce, condizione necessaria per continuare l’esportazione nell’Unione Europea.

Volumi delle produzioni - Da dati forniti dal Ministero della Pesca risulta come nel settore della pesca le produzioni siano considerevolmente aumentate nell’ultima decade. Il trend sembra che sia da considerarsi in ascesa anche per i prossimi anni, ma vi sono chiari ed evidenti segnali che indicano il sovrasfruttamento di alcune specie. Anche la pesca industriale dichiarata è in calo, mentre si registrano aumenti di quella artigianale.

Volume delle esportazioni - I dati maggiormente affidabili pervenuti all’autore e pubblicati dall’autorità competente yemenita risalgono al periodo 2001-2003 (Tabelle 5a/5b/5c). Rispetto agli stessi dati (estrapolati tramite i certificati sanitari per l’esportazione del Ministero della Pesca) in Tabella 6 si riportano le statistiche in termini di peso per tipi di pescato. L’aumento della domanda per pesce e crostacei da parte di tutti i tre segmenti di mercato ha fatto abbassare la qualità della grande massa del pescato. Il principale problema è il ghiaccio, che spesso non viene utilizzato. Le barche più grandi, con bordate di più giorni, hanno il ghiaccio in blocchi in quantità sufficienti, ma i battelli artigianali, con bordate di poche ore, difficilmente hanno ghiaccio in scaglie e spesso in quantità insufficiente. La difficoltà di munirsi di ghiaccio o di apparecchi refrigeratori, non permettendo un abbassamento veloce della temperatura, diminuisce notevolmente la qualità del prodotto, non più adatto alla lavorazione. Il pesce pescato e trasportato senza uso di ghiaccio viene comunque accettato nei i mercati locali e regionali, dato il minor bisogno di conservazione. Del pesce sbarcato si stima come solo il 20% abbia gli standard internazionali richiesti. Le principali esportazioni avvengono verso i Paesi dell’UE (12.024 t nel 2003 e 20.900 t nel 2004). I principali Paesi importatori dei prodotti della pesca yemeniti sono Francia, Spagna, Italia e Inghilterra. Si esportano principalmente tonno pinna gialla (intero e in loins), seppie (congelate, intere), cernie e parghi. Le esportazioni dei prodotti yemeniti devono rispettare il “pacchetto igiene” della Vomunità europea. Il 24% delle industrie della pesca autorizzate all’esportazione nella UE si trovano nella regione dell’Hadhramut, il 24% a Hodeidah, il 16% a Aden e il 4% a Socotra. Alcuni degli stabilimenti sono stati tolti dalla lista al seguito della visita dei veterinari della DG SANCO nel 2006 ed aspettano di essere riammessi. In Tabella 7 sono riportati gli stabilimenti con numero UE in Yemen.

Mercati - Con la costante decrescita della pesca industriale, il settore della pesca artigianale si è considerevolmente allargato per l’alta domanda regionale (Arabia Saudita, Paesi del Golfo, Egitto, Oman), e per le richieste internazionali avanzate dai Paesi europei ed asiatici. Questi ultimi mercati stanno richiedendo prodotti ittici di qualità e il settore si sta adeguando per soddisfare questa domanda e fornire prodotti nel rispetto degli standard internazionali. Si può quindi dividere il mercato yemenita in tre segmenti: il mercato domestico, il mercato regionale e il mercato internazionale (Tabella 4), ognuno dei quali ha diversi standard qualitativi e predilige specie differenti. Le esportazioni di pesce verso l’Arabia Saudita avvengono per strada, ma anche per via aerea e con container. Le correnti d’esportazione verso l’Arabia Saudita sono Harab e Al Waqi’ah, mentre per l’Oman è Al-Mahra. Le specie maggiormente esportate sul mercato regionale sono crostacei, cernie e parghi.

Marketing e controllo qualità - Lo staff del MoFW con l’autorità competente si occupa della qualità lungo tutta la filiera del pesce: barche da pesca, luoghi di sbarco, distribuzione, mercati. Il laboratorio centrale di analisi dei prodotti della pesca (analisi chimiche, microbiologiche e patologiche) fu installato dall’IFAD e dall’UE. Vi sono una dozzina di tecnici qualificati del ministero ed è vicino alla sede del MoFW di Aden. Il laboratorio ha bisogno di accreditamento ISI 17025 per eseguire analisi con standard internazionali.

Gianluigi Negroni



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