È stato presentato a Roma lo scorso fine novembre il Rapporto Ismea-Qualivita 2025, l’analisi della Dop economy italiana sui valori economici e produttivi dei settori DOP-IGP agroalimentare, vitivinicolo e, per la prima volta, delle bevande spiritose. I dati confermano la prosecuzione del trend positivo: il settore raggiunge infatti 20,7 miliardi di valore alla produzione nel 2024 (+3,5% su base annua), registrando una crescita del 25% sul 2020 e contribuendo per il 19% al fatturato complessivo dell’agroalimentare nazionale. Prosegue per il quarto anno di fila l’aumento del comparto del cibo che, con un +7,7%, supera i 9,6 miliardi di euro, mentre il vino imbottigliato si conferma stabile a 11,0 miliardi.
Export DOP-IGP da 12,3 miliardi di euro, UE +5,9% e extra-UE +10,4%
Le esportazioni del comparto DOP-IGP raggiungono 12,3 miliardi di euro, in crescita dell’8,2% sul 2023 e del +24% rispetto al 2020. Crescita più consistente per il settore cibo che sale a 5,15 miliardi di euro (+12,7% in un anno), evidenziando un incremento a doppia cifra per formaggi, ortofrutticoli e cereali, oli di oliva. Bene anche il vino che, con un +5,2% su base annua, raggiunge 7,19 miliardi di euro, rappresentando l’88% dell’export vinicolo italiano. Complessivamente, per cibo e vino, l’export cresce sia nei Paesi UE (+5,9%), che nei Paesi extra-UE (+10,4%), con gli USA primo mercato di destinazione con oltre 1/5 (22%) delle esportazioni italiane DOP-IGP. Un focus realizzato con Origin Italia evidenzia che, ad ottobre 2025, il 48% delle filiere avverte gli effetti negativi dei dazi statunitensi e il 61% dei Consorzi ha avviato strategie di diversificazione dei mercati, sebbene solo 1 su 3 preveda un impatto significativo dei dazi nel lungo periodo.
Filiera produttiva: 184.000 operatori e occupazione a +1,6%
Alla base delle filiere DOP-IGP vi sono 183.823 operatori (175.358 produttori e 31.724 trasformatori) in calo del 5,6% sul 2023. L’elaborazione dei dati Inps sui rapporti di lavoro nella fase agricola e di trasformazione mostra, invece, per il 2024, una stima di 864.441 occupati nel settore IG, pari al +1,6% sul 2023. Un inedito approfondimento dell’Istat sulle aziende della Dop economy in Italia delinea un sistema produttivo guidato da imprenditori più giovani della media, con maggiore formazione specialistica, propensione all’innovazione e alla multifunzionalità: fattori che si traducono in risultati economici migliori, con una produzione standard media superiore di oltre tre volte rispetto al complesso delle aziende agricole nazionali.
Impatto territoriale: il 65% delle province in crescita
Nel 2024 la Dop economy mostra valori in crescita in 14 regioni italiane su 20. Le 4 regioni del Nord-Est si confermano “motore pulsante”, con un valore aggregato di 11,24 miliardi di euro: il Veneto sfiora i 5 miliardi di valore, Emilia-Romagna (+3,0%) e Friuli-Venezia Giulia (+8,1%) rafforzano ulteriormente il risultato dell’area. Molto bene nel complesso il Nord-Ovest (+7,1%), trainato per il secondo anno di fila dalla Lombardia, che raggiunge i 2,9 miliardi di euro e con +13,1% cresce per il quarto anno. L’area Sud e Isole aumenta del 3,4% su base annua, trainata da Campania (+3,1%), Puglia (+12,2%) e Sicilia (+4,0%), ma anche per Abruzzo (+4,1%) e Calabria (+8,2%) la variazione su base annua è positiva. Il Centro, dopo la flessione del 2023, segna un ulteriore –0,9%, malgrado il lieve recupero della Toscana (+0,5%) e la crescita dell’Umbria (+3,4%).
Cibo DOP-IGP-STG oltre 9,6 miliardi di euro. Export record da 5,15 miliardi di euro
L’agroalimentare DOP-IGP-STG nel 2024 cresce per il quarto anno di fila, con un valore alla produzione di 9,64 miliardi di euro (+7,7% in un anno e +48% dal 2014) e un fatturato al consumo finale di 18,57 miliardi di euro. Si mantiene piuttosto stabile il valore alla produzione per i prodotti di panetteria e pasticceria (+0,7%) e per i prodotti a base di carne (–0,9%), a fronte della crescita, in certi casi anche a doppia cifra, di tutte le altre categorie: formaggi (+10,5%), ortofrutticoli (+6,0%), aceti balsamici (+7,9%), paste alimentari(+11%), oli di oliva (+46,9%) e carni fresche (+4,3%).
L’export supera per la prima volta i 5 miliardi di euro (+12,7% su base annua, +91% dal 2014) con un incremento del +9,4% in UE e del +17,8% extra-UE. Il sistema conta 86.346 operatori, 597.000 occupati (+2,0%), 189 Consorzi di tutela autorizzati dal Masaf e 36 organismi di controllo.
Vino DOP-IGP, stabili quantità e valore, export record 7,19 miliardi di euro
Dopo la battuta d’arresto del 2023, il settore del vino DOP e IGP torna a mostrarsi stabile nel 2024, sia per produzione sia per valore, mentre le esportazioni riprendono a crescere. Il valore del vino imbottigliato raggiunge 11,04 miliardi di euro, con andamenti eterogenei tra aree e denominazioni: tra le prime dieci DOP e IGP, cinque registrano un aumento e cinque un calo su base annua, mentre a livello territoriale nove regioni su venti hanno variazione positiva. L’export del vino IG per la prima volta supera 7 miliardi di euro (+5,2% in un anno e +66% dal 2014), rappresentando l’88% dell’export complessivo vinicolo italiano. La filiera conta 97.236 operatori, 331.000 occupati (–0,6%), 138 Consorzi di tutela autorizzati dal Masaf e 12 organismi di controllo.
GDO italiana: 6,2 miliardi di euro e +1,1% in un anno
Nel 2024 la spesa per i prodotti DOP-IGP nella GDO italiana è cresciuta del +1,1% ed è pari a 6,2 miliardi di euro, di cui 4,3 miliardi di euro in prodotti alimentari(+1,2%) e 1,9 miliardi di euro in vino (+0,9%). La dinamica delle DOP-IGP è migliore dei prodotti generici nei comparti più rilevanti, come ad esempio formaggi (+1% DOP-IGP, stabili generici), prodotti a base di carne (+1,3% DOP-IGP, -–0,4% generici) e vino (+0,9% DOP-IGP, +0,1% generici). Sono ancora i discount il canale con i più alti tassi di crescita (+1,9%) mentre a livello territoriale il Sud è l’area con l’incremento maggiore (+4,7%). Nei primi nove mesi del 2025, la spesa egli italiani per DOP-IGP nella GDO continua ad aumentare con un +1,0% su base annua, di cui +1,2% per i prodotti alimentari e +0,3% per il vino.
Fonte: Fondazione Qualivita
Nota
Rapporto Ismea-Qualivita 2025 sulle produzioni agroalimentari e vitivinicole italiane DOP-IGP-STG, XXIII edizione, qualivita.it/rapporto-ismea-qualivita-2025
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