Attraverso una lettera aperta (che riportiamo in queste pagine) si riaccendono i riflettori sui Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT), descrivendoli non come semplici voci di un elenco, ma come la vera “carta d’identità” di un’Italia fatta di piccoli comuni e produttori eroici che resistono sul territorio, talvolta in condizioni difficili.
«I PAT rappresentano oggi una grande occasione mancata. Nonostante costituiscano un presidio prezioso di identità e biodiversità, nel tempo non hanno ricevuto il sostegno e la promozione che meritano» precisa Dino Martelli (in foto), patron dell’omonimo pastificio che nel 2026 compie 100 anni. «Se DOP e IGP dominano i mercati globali, i PAT — come i Brigidini di Lamporecchio, il Peperone di Pontecorvo, il Miele di girasole o il Salame di testa, solo per fare alcuni esempi — rischiano di restare confinati in una catalogazione sterile e senza seguito, schiacciati da un iter di riconoscimento complesso ma che non si traduce in un valore sul lato pratico. Eppure si tratta di specialità che fanno la ricchezza delle nostre tavole, diverse da regione in regione, sempre espressione del territorio più autentico. La mia lettera al Ministro Lollobrigida — prosegue Martelli — ha lo scopo di riportare l’attenzione su questi prodotti e trasformare uno sterile elenco in un volano economico e culturale. Lo Stato si faccia garante di queste produzioni, superando le attuali resistenze e, soprattutto, lanciando una campagna di comunicazione che permetta al consumatore di cercare e riconoscere immediatamente queste eccellenze. Valorizzare i PAT significa investire sulla sovranità alimentare nel suo senso più alto: dare dignità alla storia e garantire e un futuro economico alle aree interne del Paese».
Sebastiano Corona
|
Al Signor Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste On. Francesco Lollobrigida
Lari, 14 gennaio 2026
Oggetto: valorizzazione dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) come pilastro dell’Identità e della Sovranità Alimentare Italiana
Pregiatissimo Ministro, Le rivolgo questa lettera per condividere una riflessione sul patrimonio più prezioso e al contempo, meno celebrato della nostra nazione: i Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT). Esiste infatti un’Italia fatta di piccoli comuni, minuscole realtà, valli remote, popolazioni dell’interno e di produttori eroici, che custodiscono la vera essenza della cucina italiana recentemente insignita del più grande riconoscimento universale. I PAT sono la carta d’identità del nostro Paese, sono l’espressione di una biodiversità culturale e gastronomica che non ha eguali al mondo, frutto di saperi tramandati per generazioni che rischiano di restare confinati in un elenco sterile e fine a sé stesso. Ogni prodotto inserito con fatica in questa prestigiosa lista rappresenta un presidio di civiltà che resiste. Per questo la loro valorizzazione significherebbe dare voce a quei piccoli produttori che, pur non avendo le dimensioni industriali per i circuiti internazionali, garantiscono la tenuta sociale ed economica delle nostre aree interne. Se da una parte il prezioso patrimonio di DOP e IGP rappresenta le produzioni più rilevanti in termini economici e di impatto sul mercato mondiale, le PAT sono lo specchio dell’Italia più autentica e variopinta dove le diversità sono ricchezza ulteriore. Per queste ragioni, Le chiediamo, Ministro, di farsi promotore di una nuova stagione per i Prodotti Tradizionali, che vada oltre la semplice catalogazione e censimento. Un nuovo passo che dia maggiore dignità e peso ad una tipologia di prodotto intrisa di storia, identità, cultura, oltre che frutto di consuetudine. Ai PAT deve essere riconosciuto un peso politico e giuridico superiore. Non sono "prodotti minori", ma l’anima del Paese reale. Meritano una cornice normativa che ne favorisca l’ottenimento, superando le attuali resistenze e trasformando l’iter di riconoscimento in un percorso di accompagnamento e orgoglio territoriale. Un’azione a tutela e difesa delle radici: Le chiediamo che lo Stato si faccia garante di queste produzioni, proteggendole dalle omologazioni e garantendo loro lo spazio necessario per prosperare oltre che sopravvivere, mantenendo intatte quelle metodiche produttive che le rendono uniche. I PAT hanno un senso e potranno continuare ad esistere se ci sarà una continuità nella produzione e questa continuità è garantita dalla presenza nel mercato: è tempo di lanciare una grande campagna di promozione dedicata esclusivamente ai PAT. Il consumatore, sia italiano che straniero, deve poter riconoscere e cercare attivamente questi prodotti come eccellenze assolute. Serve un’identità visiva e comunicativa forte che permetta alle piccole realtà di presentarsi sul mercato con la forza della loro storia. Signor Ministro, investire sui PAT significa investire sulla Sovranità Alimentare nel suo senso più alto: la libertà di produrre secondo tradizione e il diritto di ogni territorio di vedere riconosciuto il proprio valore, le proprie peculiarità e specificità. La invitiamo a farsi paladino di questa battaglia per la bellezza e la tipicità, affinché i nostri piccoli produttori possano continuare a essere i custodi del gusto e del paesaggio italiano. Con massima stima e fiducia, Dino Martelli |
To subscribe to a Magazine or buy a copy of a Yearbook
From traditional advertising to digital tools such as Newsletter and Direct Email Marketing. Let's build together the most effective communication strategy for your growth.
Find outFrom traditional advertising to digital tools such as Newsletter and Direct Email Marketing. Let's build together the most effective communication strategy for your growth.
Find out