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Vini di Natale

Calici per i giorni più belli (e buoni) dell’anno

of Lagorio R.


Nei giorni più belli dell’anno, delle lunghe chiacchierate, dei sorrisi e della tombola, bisogna che i piatti accontentino tutti i commensali. E ancor più i vini devono essere comprensibili e apprezzabili al primo sguardo, al primo fiuto. Quindi ecco alcune etichette, provate durante il 2025 e prima, che possono avviare il dialogo nelle giornate di festa con piatti natalizi.


Antipasti


Acciughe ripiene e Bianchetta genovese

In Liguria le acciughe ripiene sono un saporito antipasto natalizio. Preparate con un gustoso ripieno a base di pangrattato, aglio, prezzemolo e uova, possono abbinarsi alle note erbacee, al sorso fresco e alla lunga persistenza della “Bianchetta genovese” di Casa del Diavolo.

@sacasadeldiavolo


Rösti di patate e Metodo Classico di Sylvaner

Ad Abbazia Novacella “Insolitus” è la gamma di vini innovativi che di anno in anno arricchiscono il portafoglio della cantina altoatesina. “Perlae”, il Metodo Classico di Sylvaner, è stato scelto nel 2025 come vino che ne impreziosirà in futuro i listini. Che fortuna poter accompagnare i sentori di erbe officinali e pesca che precedono un brindisi secco e sapido con un rösti di patate.

kloster-neustift.it


Salumi di Mora romagnola e Rosé Extra Brut Metodo Classico

Gli amanti del Metodo Classico possono alternare il Rosé Extra Brut di Tenuta Sant’Aquilina, “Al Manìni”, un omaggio a Federico Fellini. Il nonno di Titta cita infatti i pappi (le manine, al manìni) dei pioppi che volano. L’esuberante bevuta di Sangiovese, coltivato sui colli di Rimini, riposa per 24 mesi in una caratteristica grotta di Sant’Arcangelo di Romagna e trova nei Salumi di Mora romagnola il perfetto connubio.

tenutasantaquilina.com


Chichì ripieno di Offida e Spumante Brut

Un antipasto marchigiano può essere il Chichì ripieno di Offida, focaccia ripiena di tonno, sottaceti, capperi e olive. Dal gusto deciso, merita la spuma candida e cremosa, il profumo floreale e la bevuta che ricorda le mandorle ancora fresche di “Merlettaie”, il brut di Ciù Ciù Tenimenti.

ciuciutenimenti.it


Insalata di stocco con peperoni cruschi e Zibibbo

La storia dello Zibibbo si intreccia con la storia di Bagnara Calabra, sul litorale tirrenico reggino. La lunga presenza di questa varietà in Calabria è testimoniata da caratteristici cloni morfologicamente diversi dalle uve coltivate sull’isola di Pantelleria, con acini grossi e croccanti. Allevato su terrazzamenti a picco sul mare, “Sole d’Aspromonte” di Azienda Agricola Ceramida traduce nel bicchiere tutti gli intensi profumi della costa: delle mandorle, del ficodindia, del finocchietto, degli agrumi. Secco e persistente è predestinato all’Insalata di stocco con peperoni cruschi.

vinodicalabria.it


Primi piatti


Agnolotti al brasato e Barbera

Sempre presenti sulle tavole natalizie piemontesi sono gli agnolotti al brasato, il cui ripieno dev’essere asciutto ma non secco, umido ma non colloso. Insomma, equilibrato come lo è “Ancura nà Vota”, il vino rosso di Poderi Gallino, in Cisterna d’Asti. Un vino che potrebbe sostenere l’intero pasto natalizio, ma che con gli agnolotti dà il meglio di sé: fruttato se giovane, austero quando matura e si percepiscono quei rimandi alla susina e alla noce moscata. La gradevole acidità si insinua nel gusto pieno e avvolgente, fragrante e possente come tutti i vini di questa geniale micro azienda.

poderigallino.com


Lasagne bastarde e Pòllera

La Pòllera è la più tradizionale delle uve lunigiane e Fattoria Ruschi Noceti, che di varietà ne coltiva oltre 20, tutte autoctone, ha saputo toglierla dall’oblio e ottenere deliziose bottiglie. L’IGT Val di Magra è una creatura aristocratica che assomma in sé la carica alcolica e la nobiltà di profumi di tempi perduti. In quel che resta di un monastero del Mille, la versione secca viene prodotta in 5.000 esemplari e si compiace della compagnia delle lasagne bastarde, sfoglie di pasta di farina di castagne, condite con burro e formaggio e terminate al forno.

www.fattoriaruschinoceti.com


Tagliatelle al sugo di capitone o fettuccine con ceci e baccalà e Nero di Troia

A Troia l’ingresso di Stefano Maria Pirro nell’azienda di famiglia ha rappresentato una svolta per la cantina pugliese. “Epiro”, da uva di Troia, sbaraglia le attese di chi si aspetta un vino bianco incapace di sostenere i sapori forti. Affina in botti di legno per un anno così che il bicchiere risplenda di un colore solidago, quasi ambrato. Si concede poi con profumi speziati e di litchi mentre il gusto sviluppa un crescendo di gusto che va ricordato per salinità e fruttato. Da provare con i primi piatti della tradizione, tagliatelle al sugo di capitone e fettuccine con ceci e baccalà.

www.cantinepirro.it


Tagliolini di farina di carrube con sugo bianco di pecora e Corinto Nero Salina IGP

“Scampato” è il sopravvissuto alla filossera a Fossa del Monte, il cratere sull’isola di Lipari dove Antonio Caravaglio si è ritrovato le viti di Corinto Nero: qui l’insetto di origine americana non è mai arrivato. Il clima secco e l’isolamento misero al riparo alcuni ceppi centenari che ben si accomodano su sabbie nere, pomice e ceneri. I fortunati bevitori agitano un bicchiere i cui profumi ricordano la noce moscata e la pelle conciata; il retrogusto di ciliegia matura e more dai tannini felpati invitano a provare i Tagliolini di farina di carrube conditi con sugo bianco di pecora.

caravaglio.it


Secondi piatti


Carbonade e Metodo Classico di Nebbiolo

Non è una novità assoluta che con uve Nebbiolo si possano ottenere ottimi spumanti Metodo Classico, che riportano nella bottiglia tonalità rosate più o meno accentuate. Ma “Traverse”, Metodo Classico della cooperativa La Kiuva, merita un certo interesse per l’agricoltura eroica che sottende, svolta sui terrazzamenti valdostani nei pressi di Arnad. Le uve Picotendro (termine locale per il Nebbiolo) sono rifermentate in bottiglia per almeno 40 mesi sui lieviti. Il delizioso colore buccia di cipolla è l’anticamera a profumi di bacche rosse, mela cotogna e rabarbaro. Bollicine persistenti,amore a prima vista con la Carbonade, uno spezzatino di manzo messo a stufare con cipolle vino rosso e erbe officinali.

kiuva.it


Bollito misto con salsa pearà e Veneto Rosso

Potente è “Perseo” dell’Azienda Agricola Le Morette, nel basso Garda veronese. È il frutto di un’idea maturata nel tempo, con l’obiettivo di ottenere un vino di grande spessore che ricordi i momenti salienti che ne hanno caratterizzato la produzione. Ottenuto da uve Merlot e Cabernet Sauvignon che, dopo un leggero appassimento, si affinano in botti di rovere di Slavonia. Presenta colore rosso rubino intenso, di gran lucentezza, profumi fruttati, contornati da note di spezie. Ci sta proprio bene accanto al Bollito misto (manzo, vitello, gallina, lingua, testina di vitello, cotechino) con salsa pearà!

luganalemorette.it


Arista arrosto e Montecucco DOCG

Il secondo piatto del Natale grossetano è l’arista arrosto, ben intrisa del suo sugo di cottura, accompagnata dai fagioli all’uccelletto cucinati con aglio e salvia. Sembra fatto apposta il “Montecucco DOCG” di Podere Montale, ottenuto dalle uve dei vigneti di Sangiovese siti a circa 400 m con esposizione sud-ovest. Il vino invecchia in botti di rovere da 3.000 l per 12 mesi. Viene infine imbottigliato e conservato correttamente a temperatura controllata affinché possa continuare l’affinamento. Possiede color rubino intenso con unghia granata. Incanta invero per il profumo intenso di frutta rossa con note speziate ben armonizzate ma ancor di più al gusto, quando rispecchia le sensazioni provate all’olfatto: equilibrato, molto persistente, con fine tannicità.

poderemontale.it


Arrosto misto e Chianti Riserva

Nel Chiantigiano prevale l’Arrosto misto, con manzo, maiale, agnello e pollo. Bene lo sostiene il “Chianti Rùfina DOCG Riserva Vigneto Poggio” di Azienda Agricola Balbi – Fattoria Il Capitano. Con un affinamento di 30 mesi, 24 dei quali in botti di rovere francese da 500 litri, si gradisce nelle annate oltre i 5 anni per i sentori floreali e, in sottofondo, quelli di tabacco. La sapidità e il tannino gentile fanno il resto.

fattoriailcapitano.com


Per finire…


Panettone e Malvasia di Candia

A Natale gli indefessi romantici del Panettone possono completare degnamente il pranzo con un grandioso vino milanese, “l’Aureum IGT Colline del Milanese” della Cantina Banino. Antonio Panigada raccoglie la Malvasia di Candia aromatica i primi giorni di settembre e la fa appassire in piccole cassette di legno fino a dicembre. Le mille bottiglie prodotte svelano un profumo ampio e aromatico con sentori di canditi, specie albicocca e pesca. La dolcezza del vino non è fastidiosa, sorretta com’è da una piacevole acidità.

banino.it


Formaggi caprini e Moscato passito

Se si preferiscono i sapori forti dei formaggi caprini a crosta fiorita o erborinati dell’Oltrepò Pavese, come quelli di Fattoria I Gratèr, il “Moscato bianco passito di Volpara” risulta la scelta giusta. La cantina Il Poggio Alessi ne vinifica una versione dal profumo che ricorda la pesca gialla e il mango, ma poi lascia lo spazio di esprimersi anche a erbe officinali. Dolce, ma piacevolmente pungente nel finale, è garbato e persistente.

fattoriaigrater.it

moscatodivolpara.it


Formaggi ovicaprini e Colli Euganei Fior d’Arancio DOCG passito

Come finale scelta di formaggi ovicaprini del Padovano! Al Caseificio Morandi, ultimo avamposto delle transumanze che avvenivano tra Adige e Appennino, bisogna scegliere quelli a crosta fiorita o ben stagionati. Il vino da Moscato giallo, che sui Colli Euganei ha conseguito la DOCG sotto il nome di Fior d’arancio, nella versione passito, guida degnamente alla conclusione dei momenti conviviali di fine anno. Quello della Cantina Cristofanon si ottiene con uve raccolte a mano, riposte in piccole cassette e lasciate riposare fino a dicembre. Seguono due anni in botti di rovere che esaltano le doti agrumate del vitigno e preludono a momenti felici.

caseificiomorandi.it

vinimontegrande.it


Pangiallo e Aphrodisium

Un’opera di ingegneria organolettica sottostà ad “Aphrodisium”, la vendemmia tardiva di Casale del Giglio. L’azienda laziale ha scelto un’oculata combinazione di uve Petit Manseng, Greco, Fiano e Viognier ottenendo un vino dorato, dai profumi agrumati e dall’abboccato fruttato, di miele e una scorza di limone sotto traccia. Colori e sapori che si combinano con il pangiallo, il dolce delle feste romane a base di farina, frutta secca, canditi, miele, spezie e zafferano. E che festa sia!

casaledelgiglio.it


Riccardo Lagorio



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