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Viva Cheese

of Redazione


È la manifestazione internazionale più importante dedicata ai formaggi a latte crudo, ma anche una straordinaria occasione per mettere al centro il cibo come strumento di apertura, dialogo, confronto e pace: stiamo parlando di Cheese, organizzata da Slow Food e Città di Bra e svoltasi dal 19 al 22 settembre. «A tavola ci si incontra, si discute, si fa pace. Usare la fame come arma, strumento di oppressione e morte dei popoli è una aberrazione. Abbiamo bisogno di una cultura di pace. E questo non riguarda solo lo sterminio dei popoli, ma anche il tema del sistema alimentare, perché il cibo deve essere prodotto “con la Natura” e non contro di essa. Serve un’altra idea di mondo: un mondo in cui il diritto al cibo per tutte e tutti sia garantito» ha dichiarato Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia.


L’impegno per la formazione e l’informazione

Come tutti gli eventi di Slow Food, Cheese ha saputo far dialogare la scienza con i saperi tradizionali. Nei quattro giorni dell’evento, ricercatori e tecnici si sono confrontati con casari e pastori, con istituzioni e attivisti, affrontando temi importanti come il latte crudo e la sua relazione con il microbioma, il futuro della montagna, l’importanza della cura dei pascoli e della salvaguardia delle razze autoctone, la coesistenza fra agricoltori, pastori e la fauna selvatica. Tra i relatori che hanno accolto l’invito di Slow Food al confronto ci sono stati Duccio Cavalieri, professore ordinario di Microbiologia dell’Università di Firenze, Piero Genovesi, responsabile per ISPRA della conservazione della fauna e del monitoraggio della biodiversità, Sara Bortolu, CNR Istituto per la BioEconomia, Annick Polese, presidente della “Fédération des Fromagers de France”, Bartolomeo Griglio, dirigente della Direzione Sanità della Regione Piemonte – Settore Prevenzione, sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare. Slow Food da quasi 30 anni lavora sulla biodiversità casearia, fa informazione sui formaggi a latte crudo, e sottolinea l’importanza della filiera artigianale. Da quando, nel 1997, Piero Sardo, presidente della Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus, intuì che intorno a queste produzioni casearie c’era un mondo di estremo valore, fatto di territori e aree collinari e montuose, persone, comunità, saperi e tradizioni gastronomiche, razze animali da salvare. L’edizione 2025 rappresenta un importante momento nella storia di Cheese. La qualità dei formaggi — migliaia di forme proposte dai 400 espositori italiani e da 13 Paesi del mondo — ha sposato l’altissimo livello dei dibattiti e incontrato l’interesse di centinaia di migliaia di visitatori, preparati e sensibili ai temi dell’evento. Tantissimi i giovani tra gli espositori, che hanno scelto di fare i pastori e i casari dopo anni di studio, di fatica, di apprendimento. E migliaia le ragazze e i ragazzi anche tra il pubblico, ad assistere alle conferenze e in giro per le strade di Bra.


Una grande festa popolare

Cheese è stata innanzitutto una grande festa popolare per la straordinaria presenza di pubblico e di umanità. Questa edizione è stata una delle più partecipate di sempre, con appassionati dall’Italia e dall’estero, scolaresche e famiglie, ma anche professionisti e buyer, arrivati a Bra per stringere nuovi accordi. Un fiume di persone che ha invaso gioiosamente le vie e le piazze della cittadina con l’allegria di chi vuole incontrare, degustare, imparare e fare nuovi acquisti. Gli appuntamenti ufficiali in programma hanno registrato il tutto esaurito: i “Laboratori del Gusto”, le conferenze della “Casa della Biodiversità”, gli incontri nello spazio “Cibo, viaggio e territorio”, le attività didattiche nell’area “C’è un mondo intorno ”(sostenuto dal MASAF e realizzato grazie al supporto dell’ICQRF, ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari, che ha svolto attività di informazione e divulgazione sulla qualità dei prodotti). Tutto esaurito anche per i programmi organizzati negli spazi delle istituzioni regionali. Tra le novità di questa edizione, l’Osteria dell’Alleanza dedicata a socie e soci Slow Food, il Chiosco della pizza a cura di Fulvio Marino e dello staff di Fuoco Farina di Alba, lo spazio “Distinti Salumi”, con 19 norcini e loro produzioni eccellenti: un assaggio del prossimo “Distinti Salumi 2026”, che si svolgerà in primavera a Cagli (PU).


Contenitore di storie

Storie dietro, davanti e intorno ai formaggi: ne riportiamo qualcuna. A Bra si sono incontrati i produttori dei presidi siciliani Luca Cammarata (capra Girgentana) e Salvatore Ferrara (maiorchino) e i promotori dell’iniziativa “Fieno Solidale” (il casaro e referente del Mercato della Terra Renato Maunero e la Condotta Slow Food di Bra), che ha permesso di inviare in Sicilia due carichi di fieno necessari per continuare ad alimentare gli animali durante un periodo di grave siccità. Cheese serve anche per ricordare chi non c’è più e per lasciare un seme di speranza in sua memoria: ad Alfio Sassella, caricatore d’alpe del Presidio Slow Food dello Storico Ribelle, è stata dedicata la borsa di studio che Slow Food Lombardia ha messo a disposizione per una aspirante pastora o pastore, che potrà partecipare ad una masterclass della “Scuola di specializzazione per la pastorizia estensiva” di Calascio, provincia dell’Aquila, nata in questi mesi e gestita da Slow Food Italia e da Dream Italia (www.slowfood.it/scuolapastoriziacalascio).

Cheese è dedicato ai formaggi, ma non per questo dimentica o ignora quel che sta succedendo nel mondo. L’evento, fin dall’apertura ufficiale, ha riaffermato con forza il diritto al cibo per tutte e tutti e ha previsto alcuni momenti molto speciali, dedicati al Medio Oriente e al percorso necessario per riportare la pace in Palestina. In particolare, sono stati presentati il Progetto dei vini dei Salesiani del Monastero di Cremisan, vicino a Betlemme (in Cisgiordania) e quello per costruire la Scuola Juzoor nel villaggio di Khallet Taha, a sud di Hebron.

Cheese ha avuto anche l’onore di ospitare la cuoca e divulgatrice palestinese Fidaa Abuhamdiya, che, nonostante la situazione drammatica, continua a pensare che il cibo sia uno strumento prezioso per raccontare la sua Palestina e sogna di «sedersi a tavola e mangiare un piatto in compagnia senza pensare alle bombe che cadono accanto. Non dover fare i conti con le difficoltà del procurare qualcosa da mangiare. Tornare a coltivare la terra, raccogliere le olive e camminare tra le colline alla ricerca di erbe selvatiche da usare in cucina».

Appuntamento con la prossima edizione di Cheese dal 17 al 20 settembre 2027.


>> Link: cheese.slowfood.it


Nota

Questa edizione di Cheese è stata una delle più partecipate di sempre, con appassionati dall’Italia e dall’estero, scolaresche e famiglie, ma anche professionisti e buyer, arrivati a Bra per stringere nuovi accordi (photo © Alessandro Vargiu / Archivio Slow Food).



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