Miele di qualità da apicoltura nomade, ma anche Honey Spa, camere per la notte e un home restaurant di specialità lucane e casalinghe, a base di carne locale, salsicce, baccalà e prodotti tipici; a partire dall’immancabile peperone crusco. È la formula vincente di una coppia di agricoltori e apicoltori, Franco Rondinella e la moglie Maria Assunta, lei dedita oltre che alla produzione di miele e derivati anche alla gestione della cucina e dei piatti per gli ospiti. Dalle pendici del Vulture alla costa ionica del Metaponto, passando per Maratea e le Dolomiti Lucane, la Basilicata si rivela in effetti un territorio straordinario anche attraverso i suoi mieli e originali e autentiche proposte, come questa, per curiosi e viaggiatori. In prima linea, nel borgo di Ripacandida, Potenza, con vista sul vulcano Vulture c’è proprio Apicoltura Rondinella, azienda agricola a conduzione familiare con le confezioni a marchio L’Oro dei Fiori Miele Biologico.
Fondata nel ‘98 da Franco e dalla moglie Maria Assunta, l’azienda è un microcosmo che affianca alla produzione apistica di eccellenza anche un B&B con 9 camere, un home restaurant di cucina lucana e persino una Honey Spa con trattamenti a base di miele, con vista sul Vulture. Tra le specialità di casa delle ottime Mafaldine con sugo di suino nero, mollica di pane e noci; gli Strascinati con rape e peperoni cruschi; ma anche i “Cavatelli freschi con fagioli borlotti” e tra i secondi il tenero “Arrosto di salsicce al finocchietto, capocollo di maiale e patate”.
Il cuore dell’attività famigliare resta tuttavia lui: il miele, frutto di un’apicoltura nomade e consapevole, che segue la fioritura spostando 400 arnie attraverso la Basilicata e parte della Puglia settentrionale. La varietà è impressionante: si va dal millefiori al castagno, dall’acacia all’eucalipto, passando per rarità come il miele di asparago o di trifoglio. Ogni tipologia nasce in un habitat specifico: il miele di arancio arriva dalla costa ionica, quello di castagno dalle alture del Vulture, il miele di sulla dai terreni meno battuti dell’entroterra. A differenziarlo sono l’origine e la filosofia di produzione: niente stress per le api, attenzione alla qualità e un approccio sostenibile e trasparente. La famiglia Rondinella ha portato il miele oltre il vasetto. Il laboratorio produce caramelle alla propoli, pappa reale, polline, torroncini, creme spalmabili a base di miele e cioccolato, confetture con miele e una linea cosmetica con creme e unguenti naturali. Tutto in nome della qualità e della multifunzionalità dell’alveare. «Ogni ape ha un ruolo preciso» racconta Franco Rondinella. «C’è l’ape che cerca il polline, quella che lo trasporta, l’ape ventilatrice per regolare la temperatura. E poi c’è la regina, che può deporre fino a 2.000 uova al giorno. È un’organizzazione perfetta, che ci insegna molto anche sul piano umano».
Non a caso, Rondinella è anche presidente del Consorzio regionale di tutela e valorizzazione del Miele lucano, che oggi raccoglie una trentina di apicoltori. Tra i progetti avviati c’è un monitoraggio ambientale in collaborazione con il Parco del Vulture, per analizzare l’aria, la flora e la qualità complessiva dell’ambiente attraverso i raccolti delle arnie. Ma il vero colpo d’ala è la Carta dei Mieli della Basilicata, realizzata insieme al GAL – Sviluppo Vulture Alto Bradano: 23 varietà descritte per caratteristiche organolettiche e abbinamenti consigliati, per educare il consumatore e stimolare chef e pasticceri.
«Tutti i mieli possono essere usati in pasticceria — spiega Maria Assunta — ma la scelta va fatta in base al tipo di dolce. Per i ristoranti, invece, il miele è un ingrediente versatile, utile per esaltare arrosti, sughi, formaggi e condimenti agrodolci». Con alcuni ristoratori lucani è in corso una collaborazione per portare in tavola piatti che valorizzino questo “oro” naturale. Non solo dolcezza, dunque, ma identità, cultura gastronomica e racconto del territorio. Perché il miele, in Basilicata, non è solo buono: è un modo per conoscere il territorio.
Massimiliano Rella
In foto: controllo alveari nell’Apicoltura Rondinella a Ripacandida (PZ).
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