Nel cuore di Almería, una città ordinata e graziosa, vivace, turistica ma senza turismo di massa, c’è un luogo che rappresenta la sua anima gastronomica di più lungo corso: è il Mercado Central. Inaugurato nel 1892, oggi completamente ristrutturato, è il cuore pulsante della vita gastronomica locale. Due piani, decine di banchi e un solo obiettivo: offrire ogni giorno prodotti freschi, genuini, locali. Al piano terra si trovano frutta, verdura, conserve, pane e formaggi. Il piano inferiore, più vivo e brulicante, ospita le pescherie, le macellerie e le bancarelle di salumi. Protagonista assoluto: il Jamón ibérico, affettato finemente e pronto da gustare, ma anche una ricca selezione di salumi artigianali, come la Morcilla, e formaggi della penisola iberica. E poi lui, il re degli ortaggi di Almería: il pomodoro Raf. Piccolo, dalla buccia sottile, polpa soda e sapore unico, nasce nelle serre lungo la costa, dove cresce con poca acqua e tanto sole. Dolce, acidulo, perfetto da gustare crudo con olio extravergine e sale grosso. È un simbolo, ma anche uno dei motori agricoli della provincia di Almería, una delle aree a più alta vocazione agricola d’Europa. Chilometri e chilometri di serre — il cosiddetto Mar de plástico — si estendono fino ai confini del Parco naturale di Cabo de Gata-Nijar, coltivando pomodori (Raf, Daniela, Obelix), zucchine, melanzane, cetrioli e molto altro, per il mercato interno e l’export europeo.
La provincia è anche terra di vini. Sulle pendici della Sierra Nevada nascono etichette interessanti, tra cui quelle delle cantine Fuente Victoria (www.bodegafuentevictoria.com) e Cortijo El Cura (cortijoelcura.com). A Lubrín, nell’entroterra, si producono formaggi di capra di ottima qualità, espressione dell’economia contadina della zona. Ma per capire davvero cosa significhi mangiare ad Almería, bisogna entrare in un posto preciso: Casa Puga (www.barcasapuga.es). Nato nel 1870 all’angolo tra calle Jovellanos e calle Lope de Vega, questo bar di tapas è molto più di un locale. È un pezzo di storia cittadina, un luogo che ha attraversato guerre, difficoltà economiche e passaggi generazionali senza perdere la propria identità. Le pareti raccontano tutto: botti annerite, vecchie chitarre, colorate etichette, foto in bianco e nero, immagini sacre. Dietro al bancone, la famiglia Puga serve ancora oggi baccalà fritto, salumi locali, vino di Alboloduy, patate lesse e piatti della tradizione almeriense. Il loro segreto è la continuità. Casa Puga non è mai diventata “alla moda”: è rimasta fedele a se stessa, punto fermo per chi cerca sapori semplici. Anche i piatti della tradizione raccontano molto del carattere di questa terra, sospesa tra mare e deserto. Prendiamo la Olla de trigo, una zuppa rustica a base di grano ammollato, ceci, carne di maiale (espinazo, coda, zampetto, pancetta e morcilla), patate e finocchio selvatico. Oppure i Gurullos, piccoli gnocchetti di farina serviti con sughi di carne (pollo o coniglio) o pesce e arricchiti con cipolla, pomodoro, paprica e aglio. O ancora le Migas, briciole di pane fritto con aglio e olio, arricchite da salame chorizo, pancetta e morcilla, gustate da sole o con una zuppa di pesce.
Tra i piatti di mare, il Calamar en aceite, calamaro “glassato” all’olio evo con rosa di aglio alla griglia è uno dei più rappresentativi della costa. Tra i dolci non può mancare la Talvina, crema semplice di latte, farina e cannella: memoria di una cucina povera ma sincera.
Per chi cerca una cucina più creativa, c’è Las Eras, il ristorante dello chef Antonio Gázquez nel deserto di Tabernas (antoniogazquez.com). Qui la tradizione viene reinterpretata con tecnica e passione. Gázquez propone ad esempio una Olla de trigo rivisitata, ma anche piatti come il coniglio all’aglio o l’Ensalada del Desierto, una composizione di ortaggi, olive, tortino di peperoni e pomodori su crema di peperone giallo grigliato, arricchita da Muhammara, una crema tipica siriana preparata con peperoni rossi, patate dolci, noci e un tocco di garum essiccato.
Chi ama il mare può spingersi fino al porto di San José, nella penisola incantata di Cabo de Gata, un paradiso naturale. Nel villaggio si trova 4 Nudos, ristorante specializzato in cucina di pesce (4nudossanjose.com). Distribuito su tre piani, con una terrazza estiva che affaccia sul porticciolo, propone ogni giorno pesce freschissimo fornito dai pescatori locali. In menu: riso ai frutti di mare, insalata di polpo con formaggio di capra e vinaigrette alle noci, rana pescatrice al forno a bassa temperatura. La carta dei vini è curata e cambia spesso, con una selezione attenta di etichette andaluse.
Massimiliano Rella
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