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Sostenibilità

La doppia vita del sale

of Lagorio R.


Un’azione che va al di là delle spesso enfatiche affermazioni di marketing: l’inaugurazione a fine giugno a Trasaghis (UD) del nuovo impianto per il recupero e la valorizzazione degli scarti salini derivanti dalla produzione del Prosciutto di San Daniele DOP. L’impianto, promosso e realizzato dal Consorzio attraverso la società controllata Promo San Daniele Srl, rappresenta infatti un concreto gesto nel risparmio di materie prime attraverso il recupero dei residui. Un tangibile contributo all’ambiente e all’economia. Peraltro l’impianto è una struttura unica nel suo genere a livello europeo, pensata per trattare e rigenerare due tipologie di rifiuti (il sale solido esausto e la salamoia) trasformandoli in prodotti riutilizzabili nell’ambito del trattamento stradale, della concia delle pelli e dell’industria. Il tutto secondo un modello di economia circolare che riduce sensibilmente i costi di smaltimento e l’impatto ambientale. Il nuovo impianto sorge a pochi chilometri dal Distretto di San Daniele e garantisce il 100% del fabbisogno di trattamento dei 31 produttori consorziati. È stato concepito su due linee operative: una linea per il sale solido, attiva circa 200 giorni all’anno, e una per la salamoia, operativa 350 giorni l’anno, 24 ore su 24. Il sale esausto viene sottoposto a vagliatura, lavaggio igienizzante, essiccamento e insaccamento, mentre la salamoia è trattata con una sequenza di processi fisico-chimici e biologici che ne consentono la separazione in acqua pulita ed elementi solidi recuperabili. La gestione coordinata per il trattamento del sale e della salamoia per i produttori del San Daniele avviene dai primi anni Duemila conferendo i materiali a impianti abilitati fuori regione. Alla luce dell’avvio del nuovo impianto, il trasporto dei rifiuti salini è stato completamente eliminato: gli automezzi che partono da San Daniele del Friuli percorrono oggi solo 35 km tra andata e ritorno, con una riduzione stimata dell’88% delle distanze. Al termine del trattamento, il sale rigenerato, che non può essere destinato ad usi alimentari, trova nuova vita in applicazioni sostenibili. Grazie alla sua qualità tecnica, potrà essere utilizzato come agente antighiaccio per strade e autostrade regionali o impiegato nella concia delle pelli, offrendo così una seconda destinazione d’uso in ambiti industriali. Con questo ulteriore tassello, il Consorzio del Prosciutto di San Daniele conferma la propria adesione ai principi dell’economia circolare, trasformando l’unico residuo di lavorazione in una risorsa utile e contribuendo concretamente alla riduzione degli sprechi. Dal punto di vista energetico, l’impianto è dotato di un sistema di cogenerazione che copre il 97% del fabbisogno elettrico e il 49% di quello termico, migliorando ulteriormente l’efficienza e riducendo i consumi. Anche l’aspetto paesaggistico e ambientale è stato valutato con attenzione in fase di autorizzazione, ottenendo classificazioni di impatto “trascurabile” per tutte le principali variabili.

Il progetto, partito nel 2021 con studi preliminari, ha ottenuto il via libera definitivo nel 2024 e ha coinvolto centinaia di ore di progettazione tecnica e oltre 12 mesi di lavori. La sua inaugurazione segna una tappa fondamentale all’interno dell’articolato programma di azioni di sostenibilità avviato oramai da tempo dal comparto legato alla produzione del San Daniele DOP. Sul fronte ambientale, il Consorzio interviene anche nella gestione collettiva dell’energia, nella gestione dei rifiuti e nella salvaguardia del territorio e delle acque, anche grazie ad un impianto di depurazione delle acque dei prosciuttifici già dagli anni Novanta. Inoltre, il comparto pone da sempre un’attenzione specifica al territorio di San Daniele del Friuli e al fiume Tagliamento, lavorando ai temi di formazione e informazione, oltre alla valorizzazione economica e turistica del territorio.

Nicola Martelli, presidente del Consorzio del Prosciutto San Daniele, ha difatti sottolineato che il progetto «non rappresenta solo un investimento tecnologico, ma soprattutto un impegno concreto verso un modello produttivo più sostenibile, efficiente e rispettoso del territorio. È il risultato di collaborazione, visione e responsabilità condivise, che ha coinvolto tutto il Sistema del San Daniele.

Un altro dato importante è che non abbiamo consumato territorio: si tratta di un fabbricato inutilizzato che abbiamo riconvertito anche grazie a termini di autorizzazione particolarmente rapidi».

Riccardo Lagorio




Il Tagliamento (in foto), l’ultimo grande fiume dell’Europa centrale che ancora scorre liberamente, seguendo il suo corso originario, rappresenta un elemento fondamentale per il San Daniele DOP. “Grazie alle sue acque si determina il particolare microclima di San Daniele del Friuli, che rappresenta uno dei tre ingredienti principali del nostro prosciutto” si legge su www.sandanielemagazine.com, magazine on-line del Consorzio del Prosciutto di San Daniele. Consorzio che si impegna da sempre per tutelare il Tagliamento e le sue acque. “È grazie al Tagliamento se il San Daniele DOP ha quel sapore caratteristico e quei tratti aromatici inconfondibili. Questo fiume friulano rappresenta un bene prezioso non solo per tutta la filiera coinvolta nella produzione del San Daniele DOP, ma per tutto il territorio”.




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