Olanda: carne coltivata, un fallimento dopo l’altro, anche Meatable chiude
Un grande futuro... dietro le spalle: è questa l’espressione che potrebbe sintetizzare al meglio quanto sta accadendo ai produttori di carne coltivata in laboratorio. Dopo l’israeliana Believer Meats, un altro gruppo chiude i battenti: si tratta dell’olandese Meatable. Ad annunciarlo è Agronomics Limited (rilanciato in Italia da alimentando.info), società quotata in borsa che aveva investito 7,9 milioni sterline (11,9 milioni in valore contabile) proprio in Meatable, una delle sue società in portafoglio. Tale importo verrà ora azzerato. Secondo quanto riferito da Agronomics, il consiglio di amministrazione e gli azionisti di Meatable hanno deliberato di sciogliere l’entità legale e le società del gruppo collegate e di cessare tutte le attività operative. Per tutto il 2025 Meatable è stata soggetta “ad una serie di rischi e incertezze, prevedibili e imprevedibili, che hanno avuto un impatto sulla capacità dell’azienda di attuare la propria strategia e di conseguire i risultati attesi”. In particolare, la società non è stata in grado di ottenere finanziamenti continui né dagli azionisti esistenti né da nuovi investitori. A seguito di un’attenta analisi delle opzioni strategiche, il consiglio di amministrazione e gli azionisti hanno concluso che “una liquidazione ordinata dell’attività rappresenta la soluzione più appropriata”. «Sebbene il risultato deludente — ha commentato Jim Mellon, presidente esecutivo di Agronomics — riteniamo che la decisione sia stata presa in modo responsabile e nell’interesse di tutte le parti coinvolte» (fonte: EFA News – European Food Agency).
Cina: dazi al 55% su carne bovina di Usa, Australia e Brasile. Tariffe in vigore per tre anni, dal 1o gennaio 2026 al 31 dicembre 2028
Non c’è solo l’UE nel mirino del ministero del Commercio della Cina. Se, infatti, contro l’Unione Europea il Mofcom ha imposto dazi fino al 62% decisi a settembre 2025 sulla carne suina e fino al 47% sui prodotti lattiero-caseari decisi a dicembre 2025, adesso il dicastero guidato da Wang Wentao ha preso di mira Stati Uniti, Australia e Brasile imponendo dazi aggiuntivi del 55% su alcune importazioni di carne bovina. Lo ha annunciato lo stesso Ministero del Commercio, precisando che le misure resteranno in vigore per tre anni, dal 1o gennaio 2026 al 31 dicembre 2028. Secondo quanto riporta il Ministero del Commercio cinese, la misura si sarebbe resa necessaria in seguito ad un’indagine avviata il 27 dicembre 2024, indagine che avrebbe accertato un aumento delle importazioni di carne bovina che determinerebbero gravi danni all’industria nazionale: di fatto, il Ministero ha ravvisato un nesso causale tra i due fattori, ossia un import eccessivo e i danni all’industria locale. Per questo, la Commissione tariffaria del Consiglio di Stato ha deciso di applicare un dazio aggiuntivo del 55% sulle importazioni di carne bovina che superano le quantità stabilite, in aggiunta alle tariffe attualmente in vigore. Secondo un portavoce del Ministero del Commercio cinese, l’obiettivo delle misure è sostenere temporaneamente il settore nazionale e non limitare il normale commercio. «Il mercato cinese resta aperto e vi sono ampi margini di cooperazione coi partner commerciali» ha dichiarato lo stesso portavoce. Durante l’attuazione delle misure saranno sospese le clausole di salvaguardia sulla carne bovina previste dall’accordo di libero scambio tra Cina e Australia. Sono, inoltre, escluse le importazioni provenienti da Paesi o regioni in via di sviluppo con una quota inferiore al 3%, purché il totale non superi il 9%. Tali esclusioni potranno essere revocate se le soglie verranno superate negli anni successivi. Per quanto concerne le importazioni entro i limiti fissati, continueranno ad applicarsi le tariffe ordinarie: le quote non utilizzate, però, non potranno essere trasferite all’anno successivo. Una volta superata la soglia prevista, dal terzo giorno scatterà automaticamente il dazio supplementare del 55% (fonte: EFA News – European Food Agency).
Canada: approvato l’uso di Suini Resistenti alla PRRSV (PRRSV-resistant pigs) in alimenti e mangimi
Health Canada e la Canadian Food Inspection Agency (CFIA) hanno annunciato il completamento di valutazioni di sicurezza indipendenti e complete sui suini resistenti al virus della sindrome riproduttiva e respiratoria suina (PRRSV), a seguito delle domande presentate rispettivamente da Genus PLC e PIC Canada, Ltd. Health Canada ha concluso che gli alimenti derivati da questi suini sono sicuri per l’uomo quanto la carne suina attualmente disponibile in Canada e la CFIA ne ha confermato la sicurezza anche nei mangimi. Health Canada e CFIA hanno inoltre concluso che non vi sono differenze nel valore nutrizionale della carne suina proveniente da suini resistenti alla PRRS rispetto ad altra carne suina disponibile per il consumo. La sindrome riproduttiva e respiratoria dei suini è una delle malattie suine più devastanti a livello globale. Provoca inutili sofferenze e morte prematura dei suini, aggrava la necessità di antibiotici e aumenta l'impatto ambientale dell’allevamento dei suini. Migliorare la resistenza al PRRSV nei suini aiuterà gli allevatori a prevenire la malattia nelle loro mandrie, a ridurre l’uso di antibiotici e a migliorare il benessere degli animali, favorendo al contempo una fornitura alimentare più stabile, accessibile e sostenibile. Il Canada si aggiunge quindi alla lista crescente di Paesi che hanno ritenuto la modifica genetica sicura ed efficace. La FDA statunitense ha approvato la modifica nell'aprile 2025, mentre Colombia, Brasile, Repubblica Dominicana e Argentina hanno emesso pareri positivi sui suini resistenti alla PRRS, il che significa che questi Paesi hanno riconosciuto che i suini non sono OGM e devono essere trattati come qualsiasi altro suino. Una ricerca condotta da Circana e commissionata da PIC alla fine del 2025 ha inoltre rilevato che esiste una propensione superiore alla media da parte dei consumatori canadesi ad acquistare carne suina proveniente da suini geneticamente modificati. La ricerca ha coinvolto oltre 5.000 consumatori provenienti da otto paesi chiave, rappresentativi di entrambi i sessi e di età compresa tra i 18 e i 70 anni. Circana ha scoperto che il 90% dei consumatori canadesi è disposto ad acquistare carne suina proveniente da suini geneticamente modificati e che la riduzione responsabile del fabbisogno di antibiotici è stata indicata come la motivazione principale (fonti: canada.ca, 3tre3.it).
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