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Interviste

Focus su iMEAT 2026

of Benedetti E.


Sono stati oltre 200 gli espositori suddivisi su 3 padiglioni e più di 9.000 i visitatori professionali che hanno reso grande la 9a edizione della fiera internazionale delle carni, iMEAT® by Ecod, svoltasi a ModenaFiere lo scorso marzo. Decisamente un bel successo di pubblico e di risultati per chi ha esposto. E anche una certa soddisfazione per il suo ideatore, l’AD di Ecod, Luca Codato, che anni fa intercettò l’assenza di un evento fieristico nel comparto delle carni legato, in particolare, al canale tradizionale delle macellerie. Una intuizione che fu l’incipit di iMEAT.

Abbiamo incontrato Codato a inizio anno per approfondire i progetti futuri e l’evoluzione della sua fiera.


Partiamo dalle origini: quando è nata iMEAT?

«La prima edizione risale al 2013, un evento fieristico nato proprio per assecondare le esigenze del mondo della macelleria. Nel corso degli anni a seguire, abbiamo lavorato parecchio per allargare il suo bacino di interesse, coinvolgendo i comparti della gastronomia e della ristorazione specializzata oltre a quello delle tecnologie, macchinari, attrezzature e ingredienti dedicati all’industria di lavorazione e conservazione di carni e salumi (ai quali è stato dedicato un intero padiglione), dando vita ad una comunità vivace e attiva.

Un pool di aziende di varie dimensioni — da quelle a conduzione famigliare a gruppi strutturati e multinazionali — con alla guida professionisti che hanno investito in iMEAT e visto crescere il proprio business».


All’assemblea UNICEB dello scorso anno, Denis Pantini di Nomisma ha sottolineato che, tra i principali canali distributivi a cui gli Italiani si affidano per la spesa, non c’è solo la GDO. Al secondo posto ci sono ancora i negozi al dettaglio delle macellerie, che rappresentano una componente importante per l’acquisto di carne, più ancora del discount. Da questo punto di vista iMEAT è un hub unico per chi offre prodotti, tecnologie e servizi a questo segmento del retail.

«Assolutamente sì. E anche per questo motivo, a partire proprio da quest’anno, la prima fiera in Italia dedicata alle macellerie/gastronomie e ristorazione specializzata non si svolgerà più a Modena ma nel complesso fieristico di Bologna, polo fieristico tra i più importanti del nostro Paese, ai primi posti nella classifica delle fiere italiane per location, struttura, organizzazione, logistica e viabilità. Una nuova location più consona a valorizzare il percorso di crescita che ha accompagnato la fiera negli oltre 20 anni di attività di Ecod e nei 13 anni dalla sua nascita. A Bologna, iMEAT accoglierà i visitatori migliorandone l’esperienza e favorendo l’incontro tra professionisti. La prossima edizione — la decima — si svolgerà nei giorni 11, 12 e 13 ottobre 2026. Una scelta dettata dalla volontà di consentire la visita e la partecipazione in un periodo dell’anno favorevole ai più, secondo i numerosi impegni lavorativi di ognuno, senza alimentare concorrenza con altre manifestazioni».


iMEAT è la prima e unica fiera professionale in Italia dedicata al mondo della macelleria, della gastronomia, dell’Ho.Re.Ca. e della piccola industria del settore carni, salumi e alimenti affini. Con il passaggio a BolognaFiere prevedete un ulteriore sviluppo?

«Sì, attraverso un cambiamento ponderato e progettato allo scopo di favorire un’ulteriore crescita alla manifestazione, a tutto vantaggio dei sempre più numerosi espositori e dei visitatori il cui target si è allargato grazie alle naturali diramazioni e sviluppi del settore. La nuova partnership con BolognaFiere rappresenta inoltre un ulteriore passo avanti nella promozione di iMEAT, che ci permetterà di promuovere la fiera all’interno degli eventi a calendario di BolognaFiere in Italia ed all’estero».


In questi ultimi anni c’è stata una radicale trasformazione della macelleria, oggi da intendere più come bottega contemporanea che sa coniugare il retail fisico, la vendita on-line, la ristorazione e le consegne a domicilio. Un mestiere che forse per alcuni si è complicato mentre per tanti altri ha aperto nuove e più fruttuose potenzialità.

«Sì, l’evoluzione è sotto gli occhi di tutti. In questo senso iMEAT offre sbocchi di grande interesse anche per il visitatore attento, dalla ristomacelleria alla ristorazione specializzata, dalla norcineria al barbecue e prodotti affini e collaterali, approfondendo altresì l’aspetto tecnologico e strumentale, fondamentale per l’applicazione di tecniche e metodi di lavorazione moderni e al passo coi tempi.

La piccola industria strumentale — conclude Codato — ha sempre avuto a iMEAT un ruolo di primo piano e continuerà ad essere protagonista con le sue novità e l’evoluzione che l’imprenditoria italiana, e non solo, da sempre rivela e sostiene».

Elena Benedetti


iMEAT 2026

BolognaFiere – 11-13 ottobre

imeat.it



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