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Speciale Piemontese

Coalvi, consorzio di tutela e promozione

of Rella M.


Coalvi è il marchio di qualità che identifica la produzione certificata dal Consorzio di tutela della razza Piemontese, la cui storia comincia nel 1984. Il Consorzio opera secondo due sistemi di certificazione — il SQN Fassone di razza Piemontese e la IGP Vitelloni Piemontesi della Coscia — oltre ad un Disciplinare interno di etichettatura riconosciuto dal Ministero e in base al quale viene certificata esclusivamente la carne di bovini di razza Piemontese iscritti al Libro Genealogico nazionale. Il sistema è stato fra i primi Disciplinari del genere varati in Italia e tuttora l’unico che attesti l’origine del Fassone.

Questi i numeri di Coalvi: 1.350 allevamenti, 120.000 capi, 60 macelli convenzionati, 40 laboratori di sezionamento e 300 macellerie tradizionali raggruppate negli ultimi 15 anni. «E solo negozi al dettaglio — puntualizza il direttore Giorgio Marega — ad eccezione del gruppo Finiper» (a cui fanno capo i supermercati Iper e Unes, NdR).

Le macellerie della rete Coalvi dichiarano la tracciabilità della carne con un certificato esposto all’interno del locale. Possono anche ottenere un’etichettatura volontaria che aggiunge altre informazioni, ad esempio sulla razza, l’allevatore, ecc…, oltre a quelle obbligatorie previste per legge che sono dove è nato l’animale, dove è stato allevato, dove viene macellato. «Grazie al sistema di etichettatura disciplinato dal Coalvi è possibile tracciare il percorso della carne lungo tutta la filiera, fino al banco di vendita», sottolinea Marega.

Nelle macellerie convenzionate è presente infatti una bilancia dedicata, su cui è caricato il quantitativo di carne certificata vendibile da quel negozio, una sorta di “scontrino parlante” che, ad ogni battuta, sottrae dal totale la quantità venduta fino ad arrivare a zero, raggiunto il quale altri scontrini di Piemontese non possono più essere emessi. La destinazione della quantità vendibile nelle singole macellerie (numero di mezzene e peso) viene caricata dal macello o direttamente dal Coalvi. Il processo è stato attivato nel 2001.

«All’epoca fu fatta una ricerca a livello nazionale secondo cui l’89% dei consumatori leggeva lo scontrino» ricorda Marega. «Eravamo all’indomani di Mucca Pazza. Oggi appena il 9% dei consumatori lo controlla, ma questo va interpretato positivamente come un atteggiamento di fiducia e di finito allarme».

Le macellerie Coalvi sono presenti in tutta Italia, molte anche sull’Adriatico fino in Puglia, dove c’è abitudine al consumo di carne magra. Molte meno, invece, sul Tirreno e in Italia centrale, dove al contrario c’è un’abitudine al consumo di carne grassa per la griglia. A Roma una macelleria convenzionata è Fratelli Papalotti, al Mercato Latino, il mercato rionale di piazza Epiro(si veda Eurocarni n. 6/2025, pag. 76).

Il Coalvi ha adottato da tempo anche un bilancio di sostenibilità ambientale, economica e sociale (ESG) su 1.335 allevamenti. Rispetto alla lista dei 17 Obiettivi definiti dall’ONU (Sustainable Development Goals), in un allevamento tipo di razza Piemontese ne sono stati accertati 5: la gestione sostenibile delle acque e delle strutture igienico sanitarie (Obiettivo 6); una crescita economica duratura e inclusiva con un’occupazione piena e un lavoro dignitoso (Obiettivo 8); modelli sostenibili di produzione e consumo (Obiettivo 12); misure concrete contro i cambiamenti climatici (Obiettivo 13); uso sostenibile dell’ecosistema, contrasto al degrado dei suoli e della perdita di biodiversità (Obiettivo 15).

Coalvi produce infine una sua linea di prodotti a base di Piemontese: würstel e salame di Fassone, pasta fresca ripiena, bresaola, ragù, brodo, polpette, bollito, e brasati in vasocottura… tutti venduti presso le macellerie convenzionate e in altre. Gli ordini di questi prodotti a marchio Coalvi (e di altri per la macelleria) sono gestiti attraverso una App dedicata. Il Consorzio ha un suo magazzino a Carrù. Attraverso altri canali di distribuzione vengono venduti anche in Germania, Svizzera, Francia e a Praga.

Massimiliano Rella


>> Link: coalvi.it


In foto: le macellerie della rete Coalvi, come la macelleria Fattorie Monregalesi di via Biglia 2 a Mondovì, dichiarano la tracciabilità della carne con un certificato esposto all’interno del locale. Possono anche ottenere un’etichettatura volontaria che aggiunge altre informazioni, ad esempio sulla razza, l’allevatore, ecc…, oltre a quelle obbligatorie previste per legge che sono dove è nato l’animale, dove è stato allevato, dove viene macellato.




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