Lo scorso 6 novembre, nella splendida cornice del Crown Plaza di Padova, si è svolto il convegno tecnico dedicato al bovino da carne: “Viaggio alla scoperta del bovino francese”, organizzato da Boehringer Ingelheim, azienda tedesca specializzata in soluzioni sanitarie per uomo e animali, ha fatto il punto sulle dinamiche di mercato e sulle sfide sanitarie che oggi influenzano gli scambi internazionali. Ospiti della giornata, Guillaume Berger, direttore del mercato di Saint-Christophe-en-Brionnais, e Valeria Semenzato, medico veterinario di Boehringer Ingelheim, che hanno analizzato lo scenario dei mercati bestiame francesi, in particolare le esportazioni dei broutards e le principali emergenze sanitarie.
Guillaume Berger, tendenze, criticità e prospettive di settore
Lo storico mercato di Saint-Christophe-en-Brionnais rappresenta il primo mercato della Francia, snodo fondamentale e cuore pulsante della filiera europea della carne. La Francia è da sempre uno dei protagonisti europei nella produzione e commercializzazione di bovini da carne e Saint-Christophe-en-Brionnais è considerato osservatorio di riferimento delle dinamiche commerciali che riguardano l’intera filiera della carne. Durante la sua presentazione, Guillaume Berger ha delineato le tendenze di settore, evidenziandone criticità e prospettive future. «Il nostro mercato ha oltre 500 anni di storia, riunisce circa 1.500 operatori commerciali, con oltre 41.500 capi movimentati nel 2024, tecnologia; trasparenza e rigore sanitario ci permettono di essere un riferimento per tutta la filiera».
Berger ha mostrato l’andamento delle esportazioni francesi di ristalli per Italia e Francia: 994.500 capi (–7,4%) nel 2023, 939.000 capi (–5,6%) nel 2024; un calo contenuto del 2% si è registrato tra gennaio–luglio 2025 con 547.000 capi. In particolare –28.000 capi per l’Italia (–6%) e +30.000 capi per la Spagna (+47%). Secondo le cifre presentate il patrimonio bovino francese conta 16,36 milioni di capi (–4% rispetto al 2023), con un calo sia delle vacche da latte che da carne (nei primi mesi del 2025 si sono registrate 86.000 vacche in meno). Il settore zootecnico ha dovuto fare i conti con intense pressioni sanitarie dovuti a focolai di MHE – Malattia Emorragica Epizootica, presenza di FCO – Febbre Catarrale Ovina e la ricomparsa della Dermatite Nodulare Bovina, la vera emergenza del momento: al 30 ottobre 2025 sono stati individuati 35 focolai in 6 dipartimenti, resta dunque fondamentale garantire la biosicurezza lungo la filiera.
«Il nostro lavoro è controllare, identificare e tracciare tutti gli animali che entrano nel mercato; il rischio sanitario non si elimina ma si gestisce» sottolinea Berger. A questo proposito, il mercato di Saint-Christophe-en-Brionnais si distingue per il doppio controllo documentale all’ingresso dei bovini, registrazioni digitali in tempo reale, strutture ampie e ventilate; sono stati intrapresi, inoltre, cambiamenti significativi come il recupero delle acque piovane e l’installazione di impianti fotovoltaici che garantiscono autonomia energetica. Tuttavia, bassi valori di stress migliorano la qualità della carne, la sicurezza alimentare e il valore commerciale dei bovini. Il mercato funge anche da meta attrattiva: ogni anno, infatti, accoglie circa 10.000 visitatori con visite guidate e degustazioni di carne contribuendo alla valorizzazione della filiera, rafforzando il legame col consumatore e dimostrando un crescente impegno verso sostenibilità, trasparenza e benessere animale.
Valeria Semenzato: emergenze sanitarie e vaccinazione
La dottoressa Valeria Semenzato ha dimostrato come la BRD possa essere una minaccia silenziosa nel panorama dell’allevamento da carne, un problema che può incidere profondamente nella bilancia economica delle aziende mettendo a repentaglio la salute dei bovini e la sostenibilità delle produzioni. La BRD è un complesso respiratorio multifattoriale che colpisce soprattutto i bovini all’ingrasso, nella fase di adattamento tra le più delicate del ciclo produttivo; nondimeno, fenomeni legati al trasporto, rimescolamento e sbalzi climatici possono aprire la porta a virus e batteri responsabili della BRD. Il problema sanitario innesca quello economico: le stime di mortalità della BRD oscillano dal 3 al 10%, con riduzione dell’accrescimento fino a 300 grammi al giorno e costi che possono variare dai 60 ai 120 euro a capo. L’incidenza della BRD comporta inevitabilmente un aumento dell’uso di antibiotici con implicazioni economiche e di immagine per l’intera filiera.
Lo stress, principale colpevole della BRD, incide sul sistema immunitario del bovino in maniera significativa, costringendo il bovino a compiere molti sforzi al fine di adattarsi all’ambiente circostante. Questo determina un aumento dei livelli di cortisolo che si riversa nel circolo ematico, favorendo l’instaurarsi di uno stato di stress cronico.
La dottoressa Semenzato ha messo in evidenza che non basta garantire igiene, microclima adeguato e razioni bilanciate, occorre vaccinare, il vero cardine della prevenzione. La vaccinazione permette di stabilizzare la salute dei gruppi, ridurre le oscillazioni sanitarie e garantire performance costanti con meno patologie e perdite e più redditività. La vaccinazione non è un’opzione ma un investimento che tutela la salute degli animali e contribuisce alla competitività aziendale. Oggi gli allevatori hanno a disposizione strumenti concreti ed efficaci per garantire una produzione sana e sostenibile.
Elisa Guizzo
Meat Specialist
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