“Governate dal sole e dalla luna” si legge sul sito del Gambero Rosso a proposito delle North Ronaldsay, le pecore delle Orcadi, arcipelago al Nord della Scozia tra le Faroe e le Shetland. Si tratterebbe di una delle razze ovine più antiche al mondo: indagini danesi sui reperti ossei locali le fanno risalire a 8.000 anni fa, in coincidenza con l’inizio dell’agricoltura sull’isola di North Ronaldsay, da cui prendono il nome. Si stima che nel remoto arcipelago scozzese ci siano circa 150.000 pecore, di cui 2.000 di questa razza pura sull’isola, la più settentrionale delle Orcadi (gli abitanti sono invece 50!).
Discendente della pecora a coda corta del Nord Europa, la North Ronaldsay è rimasta di taglia minuta, superando raramente i 30 kg per i maschi e i 25 kg per le femmine date le condizioni particolari nelle quali vive. Nelle Orcadi, così come in altre isole e aree rurali della Scozia, vige il crofting, sistema socio-economico tradizionale di uso della terra, in un contesto di forte collaborazione e lavoro comunitario. Nel 1832, i crofters decisero di sviluppare l’allevamento dei bovini, più redditizio, a scapito di quello degli ovini, ma il lord regnante sul territorio, tornato dall’India con un forte interesse per la pastorizia, propose di costruire un muretto a secco vicino al mare per poter mantenere tutti e due gli allevamenti, separandoli, lasciando libere le pecore sulla costa e concentrando i bovini all’interno. Il muro, che cingeva e cinge tuttora l’isola per 13,5 miglia (circa 19 km), ha consentito di preservare la North Ronaldsay, evitando la promiscuità con altre razze.
L’antico Sheep Dyke di North Ronaldsay, questo il nome della particolare “diga”, considerato monumento storico, richiede continua manutenzione. Dal 2016, vengono richiamati allo scopo volontari da tutto il mondo attraverso il North Ronaldsay Sheep Festival, che si svolge tra la fine di luglio e l’inizio di agosto (www.nrsheepfestival.com), e nel 2019 è stato fatto persino un bando pubblico per l’assegnazione di un posto di Sheep Dyke Warden, un guardiano, possibilmente giovane, a cui venivano richieste buona salute, capacità comunicativa e di coordinamento al fine di controllare sì gli animali, ma, soprattutto, saper gestire un tipo di turismo sempre più incuriosito da questa razza.
Ma torniamo ai nostri ovini, che si sono in effetti adattati ad una alimentazione unica, esclusiva, le alghe, inumidite dall’acqua che rifluisce e si ritira. Le pecore dormono durante l’alta marea e pascolano con la bassa marea. Il clima è rude, difficile, sia per il freddo che per i venti e le tempeste che arrivano dai mari del nord. Gli ovini sono quindi ricoperti da uno spesso vello dall’ampia varietà di sfumature, dal bianco e nero ai toni di grigio chiari e scuri, alle gradazioni di castano. Vello che viene trasformato in lana di altissima qualità. L’intera comunità si occupa di questi animali, pecore e montoni, tre volte all’anno, in momenti chiamati “punding”: per il controllo della loro salute, a luglio per la tosatura e la macellazione, tra inverno e primavera, di animali che hanno almeno tre anni. I parti avvengono invece di solito da maggio in poi e le madri rimangono con gli agnelli per circa un anno. La macellazione avviene allo Shetland abattoir, mattatoio comunitario dell’isola.
La carne, scura e dal sapore intenso, è un concentrato di vitamine, sali minerali, iodio e potassio. Preziosa come il caviale e il tartufo, ha un sapore unico paragonabile a quello dell’anatra selvatica. Il prezzo è molto elevato, perché la crescita degli agnellini è lenta e sono pochi i capi macellati.
L’equilibrio economico dell’isola è molto fragile, basato soprattutto sulla vendita della lana. Vengono confezionati vestiti, tappeti, abbigliamento outdoor, sciarpe… con la lana precedentemente inviata fuori dall’isola per la pulitura. Il completamento del processo di produzione avviene invece a North Ronaldsay, nell’edificio dell’antico faro in mattoni rossi, oggi ristrutturato e proprietà del North Ronaldsay Trust.
Josette Baverez Blanco
In foto: esemplari di North Ronaldsay. Si tratta della più antica razza ovina del Nord Europa e tra le più antiche al mondo. Per proteggersi dal freddo, le pecore hanno sviluppato uno spesso strato di vello. Dormono durante l’alta marea, mentre quando il mare si ritira pascolano sulla battigia, nutrendosi di alghe (photo © orkney.com).
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