Spett.le Redazione, da inizio anno il mercato dei bovini ha subito rialzi mai visti. I motivi sono molteplici. In particolare il costo dei ristalli fa da leva sul conto economico finale; così, sommato alla domanda di capi e/o carne da parte di Paesi Terzi, i prezzi sono rimbalzati in pochi mesi di oltre il 35% e non ci si ferma qui.
Il ministro delle Politiche Agricole Francesco Lollobrigida, in una recente conferenza, ha esortato i grandi allevatori e o macellatori a creare una filiera vacca-vitello. Il ministro forse dimentica che una mucca partorisce una sola volta all’anno, solitamente un solo vitello, diversamente da altri mammiferi come per esempio i suini.
Creare una filiera importante per sopperire in parte all’importazione di bovini dall’estero, soprattutto dalla Francia, da sempre regina delle razze da carne, è oggi impossibile.
Il problema è stato sottovalutato sia in Europa ma soprattutto in Italia. Un tempo c’erano le monte taurine e tanti contadini che accudivano i bovini. I più avevano le mucche sia per il latte, da dove ricavavano il sostegno per la famiglia, burro, formaggio e latte, sia per il vitello, che veniva venduto oppure ingrassato e macellato per avere la carne al momento opportuno.
Regole e quant’altro hanno fatto sì che la figura del contadino sparisse. Basta guardare l’erba altissima lungo i fossi che serviva come fieno o per darla ai conigli.
La strada è difficile e complicata, gli allevatori vivono nell’incertezza. Già è difficile ristallare, ma poi i prezzi molto alti non lasciano che un misero margine, se non il rischio di una perdita.
Anche il macellatore vive in parte questa situazione. Difficile capire come reagirà il consumatore finale trovandosi ad acquistare le fettine, eccetera…, a nuovi prezzi purtroppo molto alti.
Un tempo la bistecca la mangiava chi poteva acquistarla, oppure una volta ogni tanto. Mah… Mangeremo altri tipi di carne. Pollo e maiale non hanno questi problemi, per fortuna.
Di sicuro questa situazione europea spalancherà le porte alle carni dei Paesi del Sud America.
Forse con l’amaro in bocca mi viene da dire che era già tutto previsto.
Infine mi permetto un accenno in riferimento ad un bravo e serio allevatore che con lungimiranza già da qualche anno ha creato una piccola ma qualitativa e apprezzata filiera vacca-vitello. L’Azienda Agricola Mira del dott. Luigi Andretta e del figlio Piero.
Cordiali saluti.
Decimo Pilotto
Tombolo (PD)
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