Lo scorso 7 luglio si è svolto presso la sede dell’Accademia dei Georgofili un seminario, co-organizzato dall’Accademia e dal Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Tecnologi Alimentari, su un tema di grande attualità per l’industria agroalimentare, ma anche per il consumatore in generale, sempre più attento alle caratteristiche del cibo che consuma: packaging e sostenibilità. Il packaging può vantare una lunga storia, come testimoniato dalla collezione Dressel, conservata a Roma, al museo dei Mercati di Traiano, che raccoglie anfore romane dalle tipologie e dalle dimensioni più disparate utilizzate per la conservazione ed il trasporto dei diversi cibi.
Forme e dimensioni diverse e tipiche si adattavano a prodotti alimentari diversi quali vino, olio, granaglie, ecc… Lo sviluppo dei contenitori e dei materiali ha permesso lo sviluppo dei trasporti e del commercio, in particolare nel settore agroalimentare. Dalle terrecotte al vetro, ai metalli vari, ai contenitori cartacei e a quelli plastici, il packaging può contare su una vasta gamma di materiali che si sono nel tempo evoluti con soluzioni innovative alle quali si sono recentemente aggiunte caratteristiche di sostenibilità e riciclabilità. Per non parlare poi delle modalità di spostamento e trasporto dei prodotti agroalimentari dai centri di raccolta-produzione a quelli di vendita. Nel settore agroalimentare moderno il packaging ha assunto un ruolo strategico fondamentale, andando ben oltre la sua funzione originaria di semplice contenitore. Oggi il confezionamento rappresenta un fattore determinante per garantire la sicurezza, la qualità, la conservabilità e la sostenibilità dei prodotti alimentari lungo tutta la filiera. In questo scenario, i tecnologi alimentari rivestono un ruolo chiave, fungendo da ponte tra industria food, industria MOCA (materiali ed oggetti al contatto con alimenti), marketing e consumatore, contribuendo in modo significativo allo sviluppo e alla validazione di soluzioni d’imballaggio innovative ed efficaci. Lo scopo di questo seminario è stato quello di fornire un momento di studio e di approfondimento ai professionisti iscritti all’ordine, in modo da diventare un’interfaccia sempre più qualificata coniugando le esigenze industriali, quelle dei consumatori e del mondo della ricerca.
I quattro relatori, Alessandra Fazio, Serena Pironi, Paolo Galli e Gabriele Cardia si sono alternati per portare il punto di vista dei tecnologi alimentari, di istituzioni specialistiche nonché dell’industria alimentare sulle diverse questioni in ballo nel settore. In un tempo segnato da transizioni ecologiche, trasformazioni normative e nuove sensibilità sociali, il packaging è chiamato a ripensare la propria identità e la propria funzione guidato da documenti recenti quali ad esempio la Carta Etica del Packaging, la quale mette in evidenza come la ricerca di soluzioni tecnicamente avanzate deve fondarsi su scelte consapevoli e condivise. Il packaging non è solo una questione di materiali, ma anche di cultura, perché può comunicare, educare e orientare. Il packaging può pertanto diventare uno strumento di responsabilità e una leva concreta per una transizione sostenibile e duratura.
È noto che esistono pericoli derivanti dal contatto degli alimenti con i materiali e questo costituisce una preoccupazione per la sicurezza alimentare. L’industria alimentare deve conoscerli per prevenirli e selezionare in modo adeguato i propri fornitori di impianti e di imballaggi. L’azienda MOCA deve comprendere che ciò che fornisce potrebbe costituire un problema per il cibo con cui andrà in contatto e deve imparare a rispettare una serie di Good Manufacturing Practice (GMP) al pari dei suoi clienti. Il marketing invece deve essere consapevole che ora più che mai il greenwashing ed i claim non riconosciuti potrebbero generare sanzioni severe. Del resto, il settore del packaging è un componente fondamentale del sistema industriale italiano ed europeo ed un settore strategico per valore economico, occupazione e innovazione. Le principali tendenze che stanno trasformando il settore sono costituite da una spinta verso la semplificazione e la riciclabilità dei materiali, lo sviluppo di soluzioni a basso impatto ambientale, la digitalizzazione, la tracciabilità e l’adeguamento ai nuovi standard normativi europei, sempre più stringenti, l’alleggerimento degli imballaggi pur mantenendo le stesse caratteristiche meccaniche di quelli di qualche anno fa.
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Fondata a Firenze nel 1753 per iniziativa di Ubaldo Montelatici, Canonico Lateranense, allo scopo di «far continue e ben regolate sperienze, ed osservazioni, per condurre a perfezione l’Arte tanto giovevole della toscana coltivazione», l’Accademia dei Georgofili è al mondo la più antica Istituzione del genere ad occuparsi di agricoltura, ambiente, alimenti, e promuove il progresso delle conoscenze, lo sviluppo delle attività tecnico economiche e la crescita sociale. Adeguando ai tempi organizzazione, metodologia e strumenti di lavoro, ha sempre mantenuto il proprio ruolo e gli obiettivi enunciati con l’atto costitutivo. Il lavoro svolto dall’Accademia fa emergere un richiamo alla consapevolezza della vitale importanza dell’agricoltura, da sempre giustamente considerata settore primario, non solo per la priorità temporale delle sue attività produttive, ma anche perché ha costituito e costituisce tuttora la fonte principale del nostro sostentamento alimentare. Inoltre è stata la matrice dello sviluppo manifatturiero industriale (al quale ha fornito materie prime, forza lavoro e capitali) e rappresenta il fondamentale fattore di equilibrio per la biosfera della quale l’uomo è parte integrante e dalla quale dipende la sua stessa sopravvivenza. L’Accademia ha accompagnato lo sviluppo delle scienze agrarie, nella loro accezione più ampia. Seguendo l’evolversi dei tempi, continua ad affrontare le nuove problematiche che investono l’agricoltura e tutti i rapporti dell’uomo con l’ambiente naturale. Conduce studi e ricerche, adottando le più moderne metodologie, al fine di promuovere concrete iniziative. I risultati vengono esposti e discussi pubblicamente in apposite “Adunanze pubbliche”, poi riportate nell’annuale volume degli Atti. Per affrontare lo studio di ogni singola problematica, l’Accademia liberamente si avvale della collaborazione dei più qualificati studiosi e tecnici, ovunque siano, anche se afferenti a diversi enti pubblici e privati. I Georgofili hanno rappresentato e rappresentano uno strumento per confrontare e far circolare le idee, collegandosi con il mondo e contribuendo a mantenere alto il prestigio della nostra cultura, sempre nel pieno rispetto del proprio motto Prosperitati Publicae Augendae.
>> Link: georgofili.it |
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