Si è svolta lo scorso 3 luglio a Roma, presso lo splendido Palazzo Montemartini, a due passi dalle Terme di Diocleziano, l’assemblea generale di UNICEB – Unione Italiana Filiera Delle Carni giunta quest’anno alla sua la 56a edizione. Un appuntamento annuale che gli operatori e associati del comparto zootecnico e delle carni attendono, non solo per l’approvazione di bilanci e rendiconti annuali, ma anche e soprattutto per recepire analisi sui principali temi legati a questo mondo. E anche quest’anno gli associati di UNICEB hanno partecipato numerosi e, grazie ad un parterre di relatori di massimo livello, hanno beneficiato di una serie di approfondimenti sulle principali tematiche, da quelle energetiche e legate alla sostenibilità fino agli scenari economici e di mercato. Il tutto è stato affrontato nel corso di una tavola rotonda che ha fatto seguito all’Assemblea Generale, moderata dal conduttore Rai Massimiliano Ossini, dal titolo “Prospettive e nuove visioni per la filiera delle carni nello scenario globale”.
Il benvenuto del presidente Carlo Siciliani
L’incontro è stato aperto con il saluto e caloroso benvenuto del presidente di UNICEB Carlo Siciliani, il quale ha sottolineato quanto l’assemblea generale sia «un momento importante, un’occasione di confronto, ma anche un segnale forte di coesione e di visione condivisa. UNICEB, da sempre —ha proseguito —, è la casa comune di tutte le componenti della filiera delle carni: dall’allevamento alla trasformazione, dalla distribuzione al mondo dei servizi collegati. Un sistema articolato, vivo, che trova nella nostra associazione non solo rappresentanza, ma soprattutto ascolto. Qui, le problematiche che ciascuno di noi affronta ogni giorno non restano isolate, ma diventano temi di confronto tra le parti, con l’obiettivo di costruire soluzioni condivise da portare avanti insieme, con determinazione e concretezza».
Ricordando le complessità che tutte le aziende del comparto si trovano ad affrontare, come «le richieste sempre più articolate dei consumatori, l’evoluzione del mercato, le esigenze di tutela ambientale», Siciliani ha invitato gli associati a non chiudersi in posizioni difensive, ma bensì ad affrontare insieme il cambiamento.
Clara Fossato, nel cuore delle problematiche del comparto
Il segretario generale di UNICEB Clara Fossato ha quindi preso la parola entrando subito nel cuore delle problematiche del comparto. «Le nostre filiere, attaccate da sempre sotto il profilo ambientale, del benessere animale, della salubrità dei prodotti, si sono dimostrate al contrario molto resilienti e capaci nel migliorare le loro performance di sostenibilità, nel migliorare le condizioni di benessere degli animali, di innovare i processi produttivi in genere e le loro strutture, di reagire alla molteplicità di malattie animali che ultimamente sono ricomparse sui nostri territori (nazionali e comunitari), di sfruttare a pieno i fondi del PNRR e quelli complementari per realizzare tutti quegli interventi sfruttando tecnologie mature in grado non solo di rendere le proprie aziende sempre meno dipendenti dalle fonti fossili ma produttrici essere stesse di energie da fonti rinnovabili». E questo non è certo cosa di poco conto se si considera che la filiera italiana agroalimentare conta 560 miliardi di fatturato e 3,6 milioni di occupati.
«I nostri imprenditori hanno capito che migliorare gli aspetti produttivi della filiera (il benessere animale, i processi, la riduzione dell’impatto ambientale) non solo migliora il Pianeta ma crea al contempo un moltiplicatore di redditività» ha sottolineato Fossato. «Abbiamo smesso di lamentarci e di difenderci dai continui attacchi (la difesa non rappresenta sempre una buona scelta tattica) ed ora vogliamo rispondere coi fatti! Oggi cominciamo a fare luce sui numeri inerenti le diverse facce della sostenibilità citate poco fa: dopo un percorso che come associazione abbiamo cominciato già da qualche anno, passiamo da affermazioni veritiere, ma generali, a fare i primi resoconti in termini reali». Il segretario generale di UNICEB ha anche ricordato i risultati importanti registrati dal settore a livello ambientale, come «il calo delle emissioni complessive di gas serra nel 2023 pari al –16% sul 1990 (fonte: ISPRA), principalmente grazie alla riduzione dell’uso dei fertilizzanti sintetici, dei cambiamenti nei metodi di gestione delle deiezioni, dell’andamento delle superfici e produzioni agricole. Il settore industriale della trasformazione dei prodotti alimentari ha aumentato dal 2000 ad oggi la quota di energia da rinnovabili fino al 44%».
I buoni risultati del comparto non cancellano comunque i problemi, come quello della dipendenza dalle carni estere. «Nel settore bovino il tasso di approvvigionamenti si è ridotto drasticamente e se non cominciamo davvero ad agire in maniera strategica e “industriale” tra qualche anno la situazione diverrà insostenibile» ha rimarcato Clara Fossato.
«Ma c’è anche un altro aspetto su cui dobbiamo migliorare che è quello della comunicazione. Come associazione da anni stiamo portando avanti l’impegno di raccontare la realtà dei progressi, degli investimenti fatti dai nostri imprenditori per concretizzare obiettivi di miglioramento sostanziali sotto tutti gli aspetti trattati fino a qui. Questo è un po’ il compito che ci siamo prefissati e ogni anno cerchiamo di aggiungere un tassello nuovo. Vogliamo, lo ripeto, continuare a rispondere con i fatti ed è questo l’aspetto che ci rende più orgogliosi. In UNICEB convivono diverse anime (e per noi questa è una ricchezza) con armonia e rispetto reciproci, perché il cibo è uno dei principali punti di contatto tra le persone ed il pianeta» ha concluso Clara Fossato.
Stefano Bonaccini, sfide per la PAC 2027
All’assemblea generale UNICEB ha partecipato in videocollegamento anche Stefano Bonaccini, europarlamentare e membro della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale che, reduce dal salone Summer Fancy Food Show di New York, ha fatto il punto sulla futura PAC 2027 e sui vari scenari macroeconomici in Europa. «Io sono per la diversificazione dei mercati, a partire dall’accordo Mercosur all’inizio del prossimo anno. Un esempio su tutti? Quando si è fatto l’accordo con il Canada nove anni fa molti erano preoccupati legittimamente. Il dato attuale è che dopo nove anni l’Unione Europea ha incrementato del 71% le esportazioni e di 3,6 miliardi di euro il surplus commerciale a nostro vantaggio. Se non vogliamo dipendere solo da qualche mercato, c’è bisogno di diversificare nel nuovo mondo globale. Questa — ha sottolineato Bonaccini — è una grande opportunità per un Paese come il nostro che si distingue e vince sulla qualità». Sul fronte PAC 2027, l’europarlamentare modenese ha auspicato l’indicizzazione dell’inflazione con un aumento delle risorse — che sarebbe cosa buona e giusta — oltre alla riassicurazione per gli agricoltori di fronte ai cambiamenti climatici. Sulle TEA Stefano Bonaccini ha ribadito che non devono essere considerate alla stregua degli OGM e deve quindi essere permessa la sperimentazione in campo ed il loro utilizzo.
Raffaele Nevi, il comparto carni centrale nell’economia del Paese
L’on. Raffaele Nevi della Commissione Agricoltura della Camera ha ribadito con forza la centralità di questo comparto per l’economia italiana. «La politica ne riconosce gli sforzi di miglioramento compiuti in fatto di sostenibilità. Se si riuscirà a fare sistema, sarà possibile avviare una campagna di promozione sul valore nutrizionale della carne e contro le fake news».
Paolo De Castro, attacchiamo la disinformazione
Gli attacchi mediatici al comparto carne si concentrano spesso sul suo impatto ambientale, in particolare sull’allevamento, e sui potenziali rischi per la salute legati al consumo eccessivo, specialmente di carni rosse e lavorate. Questi attacchi, spesso amplificati dai social media, sollevano preoccupazioni sull’impronta ecologica della produzione di carne e sui suoi effetti sulla salute, soprattutto tra le generazioni più giovane di consumatori. Sul tema dell’impatto ambientale, sollecitato da Massimiliano Ossini, il presidente di Nomisma Paolo De Castro non ha avuto dubbi: «Dobbiamo passare ad una logica di attacco e spiegare che abbiamo delle ottime ragioni per dire a tutti i consumatori che i metodi di allevamento italiani sono un’eccellenza in tutto il mondo». Anche il prof. De Castro è poi ritornato sul tema della comunicazione, centrale per sostenere e promuovere il consumo di carne, oggi troppo in balia di canali social attratti da fake news e informazioni distorte. «Il benessere animale in Europa — per le regole europee in essere e per l’impegno profuso dai nostri allevatori —è un nostro punto di orgoglio ma spesso quest’eccellenza non arriva al consumatore distratto da programmi che fanno leva su situazioni non rappresentative del comparto». Un altro punto su cui si è soffermato De Castro è la questione della reciprocità a livello europeo: «Se i nostri standard di qualità europei sono così alti, poi però l’Europa non deve fare entrare dei prodotti dai Paesi Terzi che non rispettano queste regole. Dobbiamo essere più orgogliosi di ciò che siamo capaci di fare — ha concluso De Castro — e attaccare di più chi indebolisce il nostro posizionamento sui mercati».
Giorgia Mungo, il contributo del settore agricolo e agroalimentare allo sviluppo delle FER e incentivi di interesse
Il settore agricolo e agroalimentare gioca un ruolo cruciale nello sviluppo di energia da fonti energetiche rinnovabili (FER), contribuendo agli obiettivi 2030 in maniera decisiva. Contributo che si manifesta attraverso il riutilizzo dei sottoprodotti dell’allevamento, l’efficientamento delle infrastrutture, il riutilizzo di biomasse agricole, l’agrivoltaico avanzato e la produzione di biocarburanti sostenibili con una circolarità sempre più attenta alla produzione di energia pulita e alla riduzione delle emissioni. Giorgia Mungo del GSE (Gestore dei Servizi Energetici), nel corso del suo intervento sul tema delle energie rinnovabili, ha confermato con i numeri le varie tecnologie su cui stanno puntando le aziende del settore per l’efficientamento energetico, illustrato le misure in corso e chiarito alcune criticità, tra le quali il problema delle connessioni. Mungo ha spiegato che basterà il “fine lavori edilizio” per ottenere il rimborso delle misure inerenti biometano ed agrivoltaico, mentre si sta ancora lavorando sull’agrisolare.
Nicola D’Errico, il ruolo del sistema bancario
Il Senior Manager di Ernst&Young Nicola D’Errico ha confermato che il sistema bancario accompagna positivamente il comparto ricoprendo sempre più il ruolo di connettore tra le misure ESG (Environmental, Social, and Governance) e le aziende. «Osserviamo che l’attenzione che il sistema finanziario oggi ripone verso gli investimenti in tema di ESG è alto e crescente. C’è però ancora una accezione dicotomica alla sostenibilità, intesa sia come opportunità che come rischio». Anche in questo intervento, dunque, è tornato il tema della comunicazione al mercato.
Gli altri partecipanti
Hanno presenziato l’evento UNICEB anche l’on Marcello Gemmato, Sottosegretario di Stato al Ministero della Salute, Gianmichele Passarini, vicepresidente CIA, Maurizio Scaccia, direttore generale CIA, Alberto Statti, componente giunta esecutiva Confagricoltura, Vincenzo Lenucci, direttore area economica Confagricoltura, Riccardo Guerci, vicepresidente Fida, Giovanni Bernardini, vicepresidente Copagri, Maria Chiara Zaganelli, direttore generale Crea, Antonio Forlini, presidente UNAItalia e l’avv. Pierluigi Umberto Di Palma, presidente Enac. Quest’ultimo ha voluto sottolineare la partnership in corso tra Enac e UNICEB «per va-lorizzare gli scarti della macellazione/grassi animali per la produzione di biofuel in aviazione civile, nell’ottica di una piena economia circolare».
Conclusioni
«Abbiamo visto i mercati e conosciamo l’orientamento dei consumatori grazie al sondaggio di Nomisma; le aziende associate hanno già fatto azioni ingenti in termini di ef-ficientamento, visti anche i dati forniti da GSE; il sistema bancario continua sempre di più a sostenere quelle aziende che continuano ad efficientarsi; l’apparato politico è sensibile agli sforzi massivi del comparto. Insomma, sembra che la direzione sia quella giusta, gli obiettivi raggiunti e il lavoro svolto hanno gettato le basi per essere competitivi ed attenti all’ambiente. Tutti i parametri sembrano dar ragione alla filosofia di UNICEB e degli associati che si sono già orientati verso il futuro con uno sforzo imprenditoriale su filiera, sostenibilità e competitività: questa conclusione del moderatore Massimiliano Ossini sintetizza perfettamente la giornata di lavori della 56a assemblea generale di UNICEB. Arrivederci alla numero 57.
Elena Benedetti
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