Il 15 giugno scorso, l'Azienda Agricola Lippi e Nocentini, a Dicomano, in Toscana, ha ospitato la seconda tappa della manifestazione “Famiglie in festa”, evento organizzato da Federcarni-Confcommercio. Un appuntamento che ha saputo coniugare la bellezza della campagna Toscana con un programma ricco di attività per famiglie, degustazioni, e incontri diretti con i protagonisti della filiera della carne di qualità: i macellai e i piccoli allevatori. L’evento si è svolto in una cornice deliziosamente bucolica, dove i partecipanti hanno avuto l’opportunità di entrare in contatto con i bovini Limousine allevati e selezionati direttamente all’interno dell’azienda. Non sono mancati momenti di formazione e divertimento, come le dimostrazioni di macellai provenienti da tutta Italia e i banchetti dove è stato possibile assaporare i manicaretti preparati sul posto dai più svariati professionisti della carne. Se, però, c’è un aspetto che ha davvero reso speciale questa giornata, è proprio il senso profondo che sta dietro la manifestazione. Il nome stesso — Patto di riavvicinare i consumatori al mondo della carne di qualità, mettendo al centro il qualità — sintetizza infatti l’obiettivo principale di Federcarni: riavvicinare i consumatori al mondo della carne di qualità, mettendo al centro il legame tra il macellaio e l’allevatore. Questi due attori fondamentali, che troppo spesso vengono separati da una filiera lunga e complicata, sono invece chiamati a lavorare insieme per garantire prodotti eccellenti e sostenibili. In un’epoca in cui i consumatori sono sempre più lontani dal mondo dell’allevamento e dalla realtà delle macellerie, eventi come questo offrono un’opportunità per riscoprire l’autenticità e la trasparenza del processo produttivo. La carne che arriva sulle nostre tavole non è solo un prodotto: è il frutto di un lavoro serio e consapevole, che merita di essere conosciuto e apprezzato. Federcarni, col suo impegno, vuole riportare il consumatore ad un rapporto più diretto con il cibo, affinché possa capire la provenienza, il valore e il rispetto che stanno dietro ogni taglio di carne. Il “patto” non è una semplice certificazione o un bollino che si espone su una vetrina. È una promessa concreta di trasparenza e qualità che lega il piccolo allevatore al consumatore. È un impegno a garantire pratiche di allevamento rispettose del benessere animale e a proporre carne che proviene da realtà locali, sostenibili e di eccellenza.
Maurizio Arosio presidente di Federcarni, sottolinea quanto tutto questo possa rappresentare una svolta: «Il piccolo allevatore, al contrario del macellaio, non si vede, e quindi tutta la qualità del suo lavoro spesso si perde nel marasma di un mercato mastodontico. Noi, come Federcarni, con questo processo appena nato — e che senz’altro sarà molto lungo — stiamo cercando di mettere i piccoli e medi allevatori davanti allo sguardo dei consumatori. È senz’altro vero che il macellaio è in grado di dare un valore aggiunto all’allevatore, ma qui non stiamo parlando di carne o prodotto in sé, quanto della responsabilità che allevatore e macellaio si prendono nei confronti del consumatore per garantire un prodotto salutare, tradizionale e territoriale. Il nostro obiettivo è instaurare fisicamente con i consumatori un vero e proprio rapporto di fiducia». Il consumatore che si avvicina al banco del macellaio non deve solo acquistare carne: deve essere messo nelle condizioni di capire come prendersene cura, come valorizzarla e come prepararla al meglio. In questo, il macellaio ha un ruolo fondamentale di educatore, capace di guidare il cliente verso scelte più consapevoli e gustative. Un altro aspetto che non è passato inosservato durante l’evento è stato la grande affluenza di famiglie e soprattutto di giovani, questi ultimi chiamati anche ad esporre come professionisti del settore. Questo è forse un segnale positivo per il futuro della carne, di chi consuma e chi produce. Timidamente si vedono nascere nuove generazioni di amanti della carne e di macellai desiderosi di continuare a portare avanti la tradizione, ma anche di innovare e di affrontare le sfide di un mercato in continuo cambiamento. Il coinvolgimento di tanti giovani rappresenta una vera speranza per il settore, che potrà continuare a crescere e a rispondere alle esigenze dei consumatori con maggiore competenza e passione. La carne di qualità ha bisogno di essere conosciuta, apprezzata e consumata in modo responsabile e i giovani macellai, così come i giovani consumatori, sono senza dubbio il motore di questo cambiamento.
In conclusione, l’iniziativa ha rappresentato molto più di una semplice giornata di festa. È stato un momento di riflessione, di educazione e di incontro; un’occasione per ristabilire un legame che, purtroppo, si percepisce a volte come molto, troppo fragile. La qualità della carne italiana, il suo valore etico e la passione che caratterizza la sua lavorazione meritano di essere conosciuti e manifestazioni come questa sono il primo passo per tornare ad un rapporto diretto, trasparente e consapevole rispetto a ciò che mettiamo nel piatto. Il futuro della carne di qualità, dunque, si costruisce oggi, con il lavoro congiunto di chi produce, di chi lavora e di chi consuma, per riscoprire una filiera che sia sostenibile, trasparente e, soprattutto, buona.
Edoardo Meroni
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