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World Without Cows

of Redazione


Oggi l’allevamento è spesso indicato tra i principali responsabili del cambiamento climatico e di altre crisi globali. Molti attivisti ambientali invocano la fine del consumo di carne e la chiusura degli allevamenti. Ma cosa accadrebbe se lo si facesse davvero? E come sarebbe un mondo senza vacche o, più in generale, senza l’allevamento? A queste domande prova a rispondere World Without Cows, un docufilm presentato lo scorso fine maggio al Parlamento europeo di Bruxelles. La serata, che ha visto una grande partecipazione, è stata una preziosa occasione per affrontare in modo aperto e documentato il futuro dell’alimentazione, della sostenibilità ambientale e il ruolo, tutt’altro che marginale, che gli allevamenti continuano a rivestire nella nostra società.


Un documentario su un mondo senza bovini

World Without Cows è un documentario coinvolgente che esplora l’ipotesi di un mondo senza bovini, dando spazio a prospettive anche diverse fra loro: da quelle di scienziati e allevatori a quelle di economisti e ambientalisti. Il film solleva interrogativi cruciali: vivremmo davvero meglio senza le vacche? Cosa perderemmo? Cosa cambierebbe? Quali effetti inattesi potrebbero emergere?

Attraverso una narrazione su scala globale e un rigoroso approccio ai dati, il documentario invita a superare semplificazioni e pregiudizi, portando al centro del dibattito temi chiave come la sicurezza alimentare, l’uso del suolo, le emissioni e la circolarità dei sistemi agricoli. Per realizzarlo, i giornalisti Michelle Michael e Brandon Whitworth hanno viaggiato per tre anni in oltre 40 luoghi nel mondo, raccogliendo testimonianze e dati per indagare il ruolo dei bovini per salute umana, nutrizione, clima, cultura ed economia.


Qualche precisazione sul ruolo dei bovini

Nella loro ricerca, i due autori hanno scoperto che, sebbene le vacche contribuiscano per circa il 5-7% alle emissioni globali di gas serra, il quadro complessivo è molto più complesso. Per quanto riguarda le emissioni di metano, ad esempio, esse rappresentano circa il 30% delle emissioni globali di questo gas. Tuttavia, le evidenze scientifiche indicano che il metano prodotto dal bestiame, principalmente a causa della fermentazione enterica, rimane nell’atmosfera per circa 12 anni, un tempo molto più breve rispetto all’anidride carbonica (CO2), che ci resta anche per oltre mille anni. Gli scienziati stanno esplorando soluzioni come modifiche nella dieta, selezione genetica e interventi sul microbioma per ridurre le emissioni alla fonte, ottenendo risultati promettenti.

Quando sentiamo dire che la maggior parte delle terre agricole mondiali è dedicata al bestiame, è importante capire che gran parte delle superfici usate per il pascolo non è adatta alla coltivazione di colture per il consumo umano diretto. Gli animali allevati al pascolo, inoltre, aiutano a mantenere la salute del suolo poiché il pascolamento stimola le piante a rilasciare composti carboniosi che nutrono i microbi del suolo, migliorando la fertilità e favorendo il sequestro del carbonio. O ancora, i bovini svolgono un ruolo vitale nella circolarità agricola, poiché attraverso un processo chiamato upcycling possono trasformare sottoprodotti agricoli non commestibili per l’uomo, come stocchi, bucce e altri residui, in alimenti di alta qualità e nutrienti. Questo riduce gli sprechi e aumenta l’efficienza complessiva del sistema alimentare, poiché i bovini sono in grado di convertire 600 grammi di proteine vegetali di bassa qualità in 1 kg di proteine animali di alta qualità. Ancora più importante, i bovini contribuiscono significativamente alla sicurezza alimentare globale, fornendo circa il 34% delle proteine, il 18% delle calorie e il 55% degli amminoacidi essenziali necessari all’alimentazione umana, offrendo nutrienti essenziali difficili da ottenere da altre fonti, come i vegetali. Carne e latticini sono particolarmente importanti per combattere la malnutrizione in popolazioni vulnerabili, come donne e bambini in aree rurali o a basso reddito. Eliminare l’allevamento potrebbe ridurre l’accesso a nutrienti essenziali per miliardi di persone, aggravando povertà e malnutrizione.


Non ci sono solo le emissioni

Il dibattito sugli allevamenti, quelli bovini in particolare, si concentra spesso in modo ristretto su dieta ed emissioni, ma eliminare completamente i bovini avrebbe ripercussioni ben oltre il settore alimentare. Le vacche forniscono molto più che carne e latte: i loro sottoprodotti sono fondamentali in molti aspetti della vita quotidiana, nella produzione di articoli che diamo spesso per scontati. Dai farmaci salvavita ai materiali per interventi chirurgici, i bovini forniscono componenti chiave come il collagene per medicazioni e riparazioni articolari, la gelatina per capsule e vaccini, e altri materiali biologici usati in tutto, dalle valvole cardiache biologiche alla produzione di eparina. Questi usi medici sono spesso trascurati, ma sono vitali per i sistemi sanitari moderni in tutto il mondo.

Anche strumenti musicali, pneumatici, fertilizzanti naturali, cosmetici, pellame, cibo per animali domestici e molti prodotti per la casa contengono materiali derivati dai bovini, difficili da sostituire in modo sostenibile o economico.

Tutto ciò supporta il fatto che il bovino sia profondamente integrato nelle catene di approvvigionamento globali, non solo in agricoltura, ma anche nell’industria alimentare, sanitaria e manifatturiera.

Eliminare i bovini dal nostro ecosistema non influenzerebbe solo il sistema alimentare, ma interromperebbe anche numerosi settori che dipendono da materiali di origine bovina. Riconoscere il ruolo insostituibile dei bovini ci sfida a pensare in modo più globale al loro ruolo nella società e alle conseguenze di un mondo senza di essi. Riflessione particolarmente utile in un contesto come quello delle istituzioni europee.


Urge dialogo fra allevatori e società

Uno dei messaggi più importanti del film è infatti l’urgenza del dialogo. Il film documentario mostra che riunire agricoltori, società e decisori politici per parlare in modo aperto e onesto è fondamentale. Senza questo tipo di comunicazione, è impossibile trovare soluzioni equilibrate che funzionino per l’ambiente, l’economia e per chi dipende dal bestiame. World Without Cows ci invita a ripensare all’imprudente ed improbabile idea di eliminare gli allevamenti, mostrando come questa scelta potrebbe avere conseguenze profonde su nutrizione, sostenibilità ed ecosistemi a livello globale. La scienza alla base del documentario è essenziale per stimolare conversazioni attente e basate sulle evidenze scientifiche e sul buonsenso. Perché solo attraverso collaborazione e comprensione reciproca potremo avanzare verso un futuro sostenibile.

Fonte: Carni Sostenibili


Nota

Official trailer: youtube.com/watch?v=nz4D7CIXZ5Y

worldwithoutcows.com




La carne è un alimento di primaria importanza. Che, da almeno due decenni, è però soggetto a numerosi attacchi e critiche. Fra le principali accuse che le si rivolgono, spiccano il suo impatto ambientale e i supposti problemi a livello salutistico a essa collegati. Con la consapevolezza che la sostenibilità nel campo delle carni costituisce un argomento complesso e dibattuto, il progetto Carni Sostenibili vuole individuare gli argomenti chiave, lo stato delle conoscenze e le più recenti tendenze e orientamenti tecnico scientifici. L’intento è quello di mostrare che la produzione e il consumo di carne possono essere sostenibili, sia per la salute che per l’ambiente. Al dibattito sulla produzione e il consumo di carne partecipano organizzazioni e stakeholders di vario genere, caratterizzati da scopi differenti: associazioni animaliste e/o ambientaliste, centri di ricerca, media. In questo contesto non si è mai inserito, almeno in Italia, il punto di vista dei produttori di carne, che hanno invece sentito la necessità di partecipare al dibattito fornendo informazioni, dettagli e dati oggettivi utili a correggere, dove necessario, alcune posizioni, a volte pregiudiziali se non completamente scorrette. Per far questo, dal 2012 un gruppo di operatori del settore zootecnico (aziende e associazioni) si è organizzato per supportare studi scientifici che, in una logica di trasparenza pre-competitiva, hanno permesso di arrivare, oltre che alla pubblicazione dello studio “La sostenibilità delle carni e dei salumi in Italia“, all’avvio del progetto “Carni Sostenibili” e, quindi, del portale carnisostenibili.it. Nato dalla comunione di intenti delle tre principali associazioni di categoria, Assocarni, Ass.i.ca. e Unaitalia, il sito si propone di trattare in modo trasversale tutti gli argomenti legati al mondo delle carni: un progetto senza precedenti, in Italia, che con un approccio formativo e informativo vuole contribuire a una informazione equilibrata su salute, alimentazione e sostenibilità.

>> Link: carnisostenibili.it




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