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FAO Meat Market Review

of Redazione


L’Indice FAO dei Prezzi della Carne ha registrato una media di 117,3 punti nel 2024, con un aumento di 3,2 punti (pari al 2,8%) rispetto al 2023. I prezzi della carne ovina hanno segnato l’incremento più marcato (9,1%), seguiti da quelli della carne bovina (6,7%) e della carne di pollame (1,5%), mentre i prezzi della carne suina sono diminuiti (–2,0%). Gran parte dell’aumento si è verificato nei primi otto mesi dell’anno, spinto da una solida domanda d’importazione da parte dei principali Paesi importatori di carne, a causa di vincoli all’offerta.

I prezzi della carne ovina hanno mostrato un forte rialzo da maggio 2024 fino alla fine dell’anno, a causa della forte domanda d’importazione a livello globale e dell’offerta limitata in Nuova Zelanda, dove la siccità nell’Isola del Sud e il calo dei tassi di macellazione di montoni hanno ridotto la disponibilità, nonostante l’aumento dei volumi di macellazione in Australia.

Allo stesso modo, i prezzi internazionali della carne bovina hanno mantenuto una crescita costante durante l’anno, sostenuti principalmente dalla forte domanda da parte dei maggiori Paesi importatori, in particolare gli Stati Uniti d’America, nonostante l’aumento dell’offerta da parte dei principali esportatori come Australia e Brasile.

I prezzi della carne di pollame sono aumentati su base annua, raggiungendo un picco nell’agosto 2024 grazie alla forte domanda globale, poiché il pollame è rimasto l’opzione proteica più economica per molti consumatori. Tuttavia, negli ultimi quattro mesi del 2024 i prezzi del pollame sono diminuiti grazie ad una maggiore disponibilità dell’offerta, principalmente dal Brasile, nonostante le difficoltà produttive dovute a focolai di influenza aviaria in diversi Paesi produttori.

Al contrario, i prezzi della carne suina sono calati a causa di una domanda d’importazione persistentemente debole nei mercati asiatici, in particolare in Cina, accompagnata da un’ampia disponibilità di carne da esportazione nei principali Paesi esportatori.


Tendenze nella produzione e nel commercio mondiale di carne

La produzione globale di carne è aumentata dell’1,7% nel 2024, raggiungendo 379 milioni di tonnellate (equivalente peso carcassa). La riduzione dei costi di produzione — tra cui i prezzi relativamente più bassi dei mangimi e dell’energia rispetto agli anni precedenti — ha avuto un ruolo fondamentale nel sostenere questa crescita. L’espansione è stata sostenuta principalmente dall’aumento della produzione di carne di pollame, seguita da un incremento nella produzione di carne bovina, mentre la produzione di carne ovina ha registrato solo una crescita marginale e quella di carne suina è rimasta sostanzialmente stabile. Nonostante i focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) in alcune aree chiave di produzione, margini operativi favorevoli hanno sostenuto la crescita dell’offerta di carne di pollame, ulteriormente supportata da una forte domanda globale grazie alla sua convenienza.

L’aumento della produzione di carne bovina è stato determinato principalmente da una maggiore disponibilità di capi da macellare, soprattutto in Brasile e Australia, combinata con una forte domanda da parte dei principali Paesi importatori. Allo stesso modo, la produzione di carne ovina ha registrato un lieve aumento grazie a una maggiore disponibilità per la macellazione e alla crescita della domanda globale. La produzione mondiale di carne suina è rimasta pressoché stabile, poiché il calo della produzione in Cina — il principale produttore mondiale — ha compensato gli aumenti registrati negli altri cinque maggiori Paesi produttori. La contrazione in Cina è stata determinata dalla debole domanda interna e da misure politiche volte a limitare la crescita dell’offerta e a migliorare i margini di profitto degli allevatori.


La produzione è aumentata in tutte le principali aree produttrici

In Europa, la crescita della produzione è stata trainata principalmente dalla carne suina e di pollame, con incrementi più contenuti nella produzione di carne bovina. In Asia, l’espansione della carne di pollame è stata il principale motore della crescita complessiva. In America meridionale la produzione di carne è aumentata, sostenuta da un’ampia disponibilità di bestiame e da una forte domanda estera.


Sostegno a livello globale dalla domanda di carne bovina

Nel 2024, il commercio mondiale di carne e prodotti a base di carne è aumentato del 4,7%, raggiungendo 42,5 milioni di tonnellate (equivalente peso carcassa), dopo due anni consecutivi di contrazione. Questa ripresa è stata favorita dalla significativa crescita della produzione e dal miglioramento delle condizioni economiche globali, inclusa la riduzione delle pressioni inflazionistiche e una maggior capacità di spesa da parte dei consumatori. Questi fattori hanno contribuito all’aumento delle importazioni di carne, in particolare nelle economie sviluppate che hanno affrontato vincoli nell’offerta interna. L’espansione ha interessato tutte le categorie di carne, col commercio di carni rosse — in particolare la carne bovina — che ha registrato l’incremento più marcato. La forte domanda di importazione da parte degli Stati Uniti — spinta da una crescita limitata della produzione interna — e, in misura minore, dalla Cina, ha contribuito all’espansione del commercio di carne bovina.

Anche le esportazioni di carne ovina sono aumentate grazie alla forte domanda globale, soddisfatta principalmente dall’Australia. Il commercio di carne suina e di pollame ha registrato un’espansione sostenuta dalla riduzione dei dazi finalizzata a stabilizzare i prezzi interni e da accordi commerciali regionali che hanno facilitato la rimozione dei divieti legati alle malattie animali. Queste misure hanno migliorato l’accesso ai mercati, stimolando il commercio transfrontaliero di carne.

A livello regionale, l’Asia — principale area importatrice — ha visto una crescita della domanda di carne bovina e di pollame, parzialmente compensata da un calo delle importazioni di carne suina. Anche il Nord America ha registrato un aumento delle importazioni, trainato soprattutto dagli acquisti di carne bovina in un contesto di offerta interna limitata. L’America meridionale ha mantenuto il suo ruolo di principale regione esportatrice di carne, rappresentando circa il 30% delle esportazioni mondiali, grazie ad una disponibilità abbondante di carne destinata all’export.


Nota

Fonte: Markets and Trade Division, Economic and Social Development (Meat-Moderator@fao.org, www.fao.org/markets-and-trade), Food and Agriculture Organization of the United Nations, Roma.




  • La produzione mondiale di carne è cresciuta nel 2024, grazie all’incremento dei tassi di macellazione e al miglioramento della redditività in tutto il settore.
  • Il commercio mondiale di carne è aumentato nel 2024, sostenuto dall’attenuazione delle pressioni inflazionistiche e dal rafforzamento del potere d’acquisto dei consumatori in molte parti del mondo, insieme a vincoli di offerta nei principali Paesi importatori.
  • La forte domanda internazionale, che ha superato la crescita dell’offerta, ha contribuito a un aumento costante dei prezzi della carne a livello mondiale.



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