Che cosa accomuna due settori tanto diversi fra loro come quello cosmetico e quello zootecnico? La risposta ha un nome e un cognome: Alessandro Bartoloni, che ne incarna la perfetta unione. Un ossimoro, un mugellano che dal lunedì al venerdì porta la cravatta e nei week-end gli stivali, Alessandro Bortoloni è un ingegnere che realizza macchinari per il confezionamento per l’industria cosmetica e farmaceutica ma con in tasca una passione smisurata per la zootecnia. «La “terra” rappresenta le mie radici, mio nonno aveva un piccolo allevamento di vacche da latte e con poco è riuscito a sfamare un’intera grande famiglia. Se ne è andato nel 2000, lasciando l’allevamento a mio padre ma da lì a poco io e mio fratello decidemmo di farlo crescere».
Alessandro, desideroso di conoscere il mondo zootecnico, si iscrisse, già durante gli studi ingegneristici, al corso di produzione animali della Facoltà di Agraria. L’interesse e la curiosità lo spinsero a capire quali fossero i criteri di selezione dei bovini da carne e ad entrare a far parte dell’ANACLI – Associazione Nazionale Allevatori Charolaise e Limousine, diventando uno dei massimi esperti della razza Limousine. «Da ingegnere avevo dimestichezza con le dimensioni e ciò mi ha permesso di comprendere il sistema di valutazione degli animali». Alessandro arrivò secondo al corso di esperto della razza Limousine e Charolaise; corso che lo portò a valutare 3.000 animali all’anno e a presenziare come giudice esperto alle mostre zootecniche regionali e nazionali. Nel 2015 si aggiudicò il podio come esperto europeo della razza Limousine, sbaragliando i francesi.
Oggi Alessandro, oltre che un imprenditore, è un fautore della razza Limousine e, insieme alla moglie Cosetta Marchi, titolare dell’omonima azienda agricola, alleva bovini di razza Limousine. La realtà dei Marchi è sita nel cuore del Mugello, nel comune di Scarperia e San Piero (FI), fondata 31 anni fa da Alvaro Marchi, che gestisce l’azienda insieme alla figlia e ai nipoti. L’allevamento che ospita 140 capi di razza Limousine, tutti in selezione ed iscritti al Libro Genealogico Italiano ANACLI, si distingue per l’attività di selezione genetica esplicata con rigore dalla famiglia.
La Limousine è una razza ad estensione internazionale che si trova dal Sudafrica alla Russia. Viene detta la Ferrari della carne per le sue alte rese produttive che possono toccare anche il 70%, l’elevata capacità di adattamento a qualsiasi tipo di ambiente, allevatore e allevamento — dal brado al confinato —, e un incremento medio giornaliero di 1,6 kg: tutti elementi che la rendono una razza redditizia.
Alessandro e Cosetta amano gareggiare ai concorsi internazionali di genetica e vantano molti tori pluripremiati in stalla, tra cui il campione europeo che nel 2018 superò i tori francesi. «L’importante è vincere non partecipare» dichiara Alessandro che ad Agriumbria, la Mostra nazionale dell’agricoltura, zootecnia e alimentazione svoltasi lo scorso marzo a Bastia Umbra, ha portato a casa numerosi primi posti a partire da Unico, per la categoria maschi da 16 a 20 mesi, Ughetta, primo posto per la categoria femmine da 16 a 20 mesi, e record di riconoscimenti per Tracy, che si è aggiudicata il podio per la categoria manze gravide, diventando inoltre campionessa senior e campionessa assoluta della 20a Mostra Nazionale del Libro Genealogico della razza Limousine. «Avere tori importanti in stalla significa migliorare la mandria» afferma Alessandro. «Nell’ultimo decennio l’attività di selezione genetica ha inciso moltissimo sulla razza Limosine e, contrariamente a quanto si pensa, non ha avuto effetti di contro».
Nelle razze da carne la pesa è l’unico strumento che ci aiuta a capire se stiamo andando nella giusta direzione, quindi fare selezione genetica equivale a pesare gli animali alla nascita e durante lo svezzamento. «Il peso del vitello è il primo indicatore clinico che ci dice in quale verso stiamo andando» spiega Alessandro. «La pratica di pesare i vitelli è normale routine per un allevatore francese: ogni allevatore possiede il proprio bilancio genetico che custodisce come un tesoro, uno strumento essenziale in grado di fornire indicazioni come lo spessore delle ossa, la muscolatura, i caratteri funzionali, così da poterlo aiutare nella scelta del toro adatto alle proprie vacche».
Ciascun allevatore deve avere il proprio modello genetico: questo è ciò che spiega Alessandro durante i suoi meeting che gli permettono di girare l’Italia in lungo e in largo. «L’obiettivo dell’allevatore è il reddito ma per realizzarlo occorre analizzare i tre mercati di riferimento delle razze da carne: la vendita dei vitelli da ristallo, quella dei soggetti da vita e il ciclo chiuso. Tutto ciò deve però essere spinto dal modello genetico che ogni allevatore deve avere, oltre alla conoscenza del mercato, così da offrire animali di qualità diverse in termini di morfologia, sviluppo muscolare, apparato scheletrico e caratteri funzionali quali larghezza del musello (più largo è quest’ultimo e maggiore sarà la capacità di ingestione), appiombi anteriori, appiombi posteriori, linea dorso-lombare e docilità (quest’ultimo di rilevanza ordinaria poiché permette di lavorare in sicurezza)».
Un animale docile mangia e trasforma perché riposa e non vi è competizione tra i componenti della mandria. In Francia il rapporto uomo-mandria è pari a 1:100, ergo un solo allevatore è in grado di tenere a bada 100 vacche al pascolo; in Italia solo poche realtà si avvicinano a questo modello. Di contro, la troppa docilità, tipica della razza Charolaise, genera vitelli molto duttili e poco reattivi al punto di non riuscire ad attaccarsi alla mammella e non prendere il colostro, cruciale nelle prime ore di vita. Selezionare per docilità è anche avere il coraggio di eliminare dalla mandria i soggetti problematici.
Alessandro seleziona le future vacche nutrici per difetto inserendo il toro che meglio corregge quell’imperfezione, creando dei gruppi omogenei e attenuando i difetti. I criteri di selezione delle vacche riguardano diversi aspetti: istinto materno, produzione di latte, qualità del colostro, grande equilibrio musco-scheletrico, larghezza del musello, buona conformazione della mammella e chiaramente docilità. Più si prosegue con il lavoro di miglioramento genetico all’interno di un allevamento e più diventa difficile scegliere i riproduttori in grado di mantenere ciò che si ha in stalla. «Il toro per tutti non esiste, esiste il toro per le vacche presenti in stalla» puntualizza Alessandro. «Il toro va scelto quando non ce n’è bisogno e non quando ci si trova in situazioni di emergenza, altrimenti si rischia di accontentarsi di quello che offre il mercato».
Alessandro conosce perfettamente tutte le linee genetiche francesi e questo gli permette di recarsi regolarmente in Francia e scegliere i migliori riproduttori.
L’allevamento Marchi vende bovini da vita, in particolar modo riproduttori; i bovini appartengono a più linee genetiche capaci di soddisfare le diverse esigenze degli allevatori. I maschi sono venduti ad un’età che va dai 12 ai 18 mesi mentre le manze dai 12 ai 16 mesi.
I bovini hanno a disposizione 300 ettari di pascoli che si estendono fino ai 1.000 metri slm, le fattrici presenti sono circa una settantina che fanno altrettanti vitelli in un anno e che rimangono con la madre per 6 mesi; ci sono poi cinque tori divisi in tre mandrie. Le vacche che partoriscono in autonomia sono fecondate dopo i 20 mesi, questo perché devono aver raggiunto uno sviluppo tale da supportare la gravidanza e il parto. Le vacche Limousine sono molto longeve, la loro carriera dura anche diciassette anni.
La realtà dei Marchi conta circa 400 ettari distinti in pascoli, produzione di foraggi e coltivazioni di cereali necessari all’allevamento e alla produzione di farina biologica di grani antichi. L’alimentazione dei bovini è prettamente di matrice biologica e si compone di mais, orzo, favino, sali minerali e vitamine per il giovane bestiame, fieno polifita e medica per gli svezzati, erba e pascolo per le vacche.
Da pochi anni l’azienda ha cominciato a lavorare anche con il gene Polled, un carattere qualitativo e dominante che permette la selezione di animali acorni. I Marchi vendono gli animali prevalentemente in Italia ma anche in Slovenia, addirittura qualche soggetto in Francia e tra gli obiettivi a breve termine vi è quello di poter raggiungere paesi come la Romania, il Nord Africa, il Kazakistan e Uzbekistan che in questi ultimi anni stanno crescendo moltissimo e hanno necessità di soddisfare l’enorme richiesta di carne.
L’Azienda Agricola Marchi è anche un laboratorio che trasforma e vende i prodotti del bosco in gustose confetture, grappe e liquori aromatizzati e un agriturismo dove si possono assaggiare ricette locali come il tortello mugellano, la pasta e il pane realizzati con farine ottenute dai grani antichi macinate a pietra, tutto prodotto e cucinato dalle mani sapienti di Cosetta, il vero portento dell’azienda. «Non sarei niente senza di lei», dichiara Alessandro. «Le persone che vengono al nostro agriturismo assaggiano la cucina di un tempo, cosa sconosciuta da molti purtroppo, mangiare bene è utile. Noi siamo fortunati perché viviamo in un luogo magico ed incontaminato e abbiamo saputo trasmettere la passione ai nostri figli».
Alessandro quali sono i tuoi sogni? «Far sì che la mia azienda di macchine per la preparazione e il confezionamento industriale di prodotti cosmetici e farmaceutici diventi tra le più importanti al mondo, per un riscatto verso i miei genitori venuti a mancare troppo presto. L’altro è poter lasciare ai nostri figli una zootecnia migliore; l’ultimo, ma non per ordine di importanza, è non perdere mai di vista l’amore per questo settore, ingrediente fondamentale della creatività».
La zootecnia è passione, unione e confronto. La zootecnia riguarda tutti noi ed è essenziale per l’alimentazione, per l’ambiente e perfino per il turismo.
Elisa Guizzo
Meat specialist
>> Link: www.aziendamarchi.it
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