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Suinicoltura

Eccellenze suinicole e ovine dal profondo Sulcis

of Dessì M. A.


«Per noi non è solo sacrificio, abbiamo fatto una scelta di vita, l’abbiamo fatta senza condizionamenti e oggi, a distanza di anni, ne siamo felici». Di questi tempi sentire una giovane allevatrice di bestiame che si esprime in questo modo non è solo cosa rara, ma è anche un piacere. «Non ci ha costretto nessuno a fare questo mestiere. Da ragazza ho lavorato a tempo determinato in un comune, ma ricordo che quando ero in ufficio non vedevo l’ora di abbandonare la scrivania per andare in campagna a seguire gli animali. E quell’entusiasmo è rimasto immutato». Esordisce così e lo ribadisce più volte Linda Caddeo, comproprietaria con il marito Sandro Trullu di un allevamento di suini e ovini, a Perdaxius, nel cuore del Sulcis Iglesiente.

In un periodo storico in cui il ritorno alla campagna appare più nelle narrazioni giornalistiche che nella realtà, stupisce l’incontro con una donna così determinata a riconoscere e difendere il suo stato come una scelta consapevole e non un obbligo dettato dalle circostanze. Chi conosce il mondo dell’allevamento di bestiame per esperienza diretta sa infatti quanto sia dura la vita in campagna: non ci sono ferie, né festività, non sono ammesse assenze, né rinvii degli impegni quotidiani. Le condizioni climatiche non possono influenzare il ritmo della cura e delle attenzioni che gli animali richiedono, senza fine e senza sosta.

Un ritmo e uno stile di vita che fa scappare giovani e non solo e che, soprattutto nelle aree più povere della nostra nazione — e il Sulcis senza dubbio lo è — genera spopolamento ed emigrazione. A maggior ragione la storia di questa coppia non è bella solo perché va in netta controtendenza, ma anche perché la loro impresa è un patrimonio per il territorio e per la Sardegna tutta.

Sandro è figlio di allevatori e, anche grazie all’indispensabile impegno di Linda, ha ampliato e consolidato l’attività dei suoi, investendo, acquisendo spazi e aumentando sensibilmente il numero dei capi. Oggi l’impresa conta 180 ettari circa dove pascolano 400 pecore e include una trentina di ettari tra cui 25 recintati, dove poco meno di 150 suini di razza Sarda vivono en plein air.

Quando è iniziato il connubio tra Linda e Sandro, i suinetti — all’epoca una quarantina — erano quelli che provenivano dalla famiglia di lui, assieme alle capre, oggi ridotte al minimo e tenute giusto per autoconsumo.

Ben presto, e a suon di sacrifici, hanno acquistato e in parte preso in affitto le terre abbandonate della colonia ETFAS, una collina poco fertile, quasi completamente occupata dalla macchia mediterranea, in buona parte dedicata al taglio della legna, dove erano presenti anche le carbonaie. I vecchi proprietari erano emigrati all’estero e quelle terre sono rimaste per molto tempo senza cura. Gli spazi sono stati recintati e destinati ai suini; le stradelle, in buona parte fagocitate da una natura selvaggia, riportate a nuova vita.

I Trullu vanno ogni giorno in quella collina a controllare lo stato degli animali. Se è vero infatti che i suinetti sono autosufficienti, la loro alimentazione viene comunque integrata quotidianamente con mais, orzo e favino e, nonostante facciano una vita che in teoria non avrebbe bisogno del supporto dell’uomo, Lidia e Sandro si accertano di continuo che stiano bene. I verri girano indisturbati e sono liberi di accoppiarsi. Le scrofe che devono partorire vengono messe in loggette dove sostano sia per il tempo del parto che nei giorni successivi. E se da una parte questi spazi permettono al maiale di vivere e crescere come natura vuole, in un totale benessere animale, dall’altra la presenza dell’uomo, non solo è tollerata, ma è persino ben accetta. «I nostri suini sono abituati alla nostra presenza, ci conoscono, si lasciano toccare, loro stessi si avvicinano quando ci vedono arrivare e, come fossero animali domestici, mostrano sensibilità e affetto» ci riferisce Linda, che aggiunge: «l’allevamento non è sempre facile perché ha ritmi serrati e non ammette pause. Ma il nostro modo di crescere i suini ci lascia ampia libertà di movimento e ci lega molto meno di quanto accade in un allevamento intensivo. Quindi questa modalità non è un valore aggiunto solo per l’animale, ma anche per la nostra qualità della vita». E, per stare in tema di qualità, si può affermare che il gusto di queste carni e di questi trasformati sia unico, perché fortemente legato all’esistenza che gli animali conducono e ovviamente al loro modo di alimentarsi.

Facilmente individuabili, questi maiali, mediamente più minuti e asciutti, sono coperti da un folto manto nero pece o più tendente al grigio. Rustici e resistenti, sono certificati di razza sarda 100% e iscritti al registro ANAS, oggi insigniti anche del Presidio Slow Food e talmente ricercati da essere completamente ritirati dal mercato locale. D’altronde, le caratteristiche della razza, l’allevamento en plein air e un’alimentazione naturale rendono il prodotto particolarmente pregiato e conseguentemente richiestissimo.

Lo stesso gusto unico dell’Agnello Sardo IGP, anche questo allevato dai Trullu, al pari delle pecore, il cui latte è conferito dai giovani sulcitani ad un noto caseificio della Sardegna che lo trasforma in Pecorino Romano e Pecorino Sardo DOP.

Maria Antonietta Dessì



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