Quando si parla di allevamenti non bisogna pensare esclusivamente alla produzione di carne o latte. L’industria zootecnica offre infatti una vasta gamma di prodotti e sottoprodotti che trovano impiego in diversi settori.
Oltre all’alimentazione, gli animali da allevamento forniscono materie prime fondamentali per la cosmesi, come saponette e creme, per il settore biomedicale, con dispositivi medici e valvole cardiache, e per l’agricoltura, sotto forma di fertilizzanti naturali e biogas. Altri esempi includono il caglio naturale per la produzione casearia, il pet food e i dog-chew, ossia alimenti e giochi per animali domestici.
Questa straordinaria varietà di utilizzi dimostra la circolarità virtuosa della filiera zootecnica, dove nulla viene sprecato, ma tutto viene valorizzato e trasforma-to in nuove risorse.
Tra i sottoprodotti più rilevanti della carne, in particolare bovina e ovina, spiccano le pelli e il cuoio, materiali pregiati e durevoli impiegati nella produzione di scarpe, borse, cinture e nella realizzazione di rivestimenti per divani e interni automobilistici.
Vediamo ora nel dettaglio il processo di recupero delle pelli grezze, che permette di ottenere uno dei materiali più naturali e sostenibili, contribuendo a ridurre gli sprechi e l’impatto ambientale.
La concia e l’utilizzo dei suoi scarti
Dopo la macellazione effettuata dall’industria alimentare, le concerie recuperano e riciclano nel più breve tempo possibile le pelli grezze, sotto-ponendole a diversi trattamenti per trasformarle in materiali di alta qualità. Il processo più importante è la concia, che definisce le caratteristiche finali della pelle e ne determina la destinazione d’uso in base all’animale di provenienza.
Le pelli di vitello, grazie alla loro raffinata morbidezza, sono particolarmente pregiate e vengono impiegate nella produzione di calzature e capi di lusso. Il vitellone, invece, fornisce pelli più resistenti, ideali per il settore automotive e l’arredamento. La vacca, per la sua robustezza, offre pelle e cuoio destinati alla maggior parte della produzione conciaria, garantendo durata e resistenza nel tempo.
Da questi materiali si ricava un’infinita varietà di prodotti di uso quotidiano: scarpe, suole, tomaie, arredamento, tappezzerie, divani, imbottiture, cinture, portafogli, lampade, portachiavi, selle, bauli, custodie, valigie, borselli, zaini, marsupi, orologi, rilegature, fodere e raccoglitori, solo per citarne alcuni.
Anche gli scarti del processo concia-rio vengono riutilizzati e trasformati in nuove risorse, contribuendo a una filiera sempre più sostenibile. Da questi materiali si ricavano bioplastiche, fertilizzanti, biogas, collagene e gelatine. Queste ultime, ottenute dalla bollitura delle pelli, trovano impiego nell’industria alimentare per la produzione di caramelle gommose e gomme da masticare, oltre che come chiarificanti per vini e birre.
Le gelatine rivestono un ruolo fondamentale anche in ambito fotografico e farmaceutico, dove vengono utilizzate per la produzione di capsule, supposte e pastiglie effervescenti. In odontoiatria, nella medicina d’urgenza e in chirurgia, trovano applicazione in diversi prodotti medicali. Inoltre, sono impiegate nella formulazione di detersivi, detergenti e persino nelle capocchie dei fiammiferi.
Anche suini e polli offrono molto più della sola carne: il loro grasso, ad esempio, viene sfruttato per la produzione di mangimi e di biodiesel, un biocarburante che riduce le emissioni inquinanti rispetto ai combustibili tradizionali.
La pelle è uno degli esempi più rappresentativi di economia circolare nella filiera della carne. Il suo recupero e valorizzazione permettono di azzerare gli sprechi, trasformando un sottoprodotto destinato allo smaltimento in una risorsa preziosa. Questo proces-so non solo massimizza l’efficienza della filiera, ma contribuisce anche a ridurre significativamente l’impatto ambientale dell’intero settore. Il cuoio, inoltre, è un materiale naturale, altamente durevole e biodegradabile, che non rilascia microplastiche inquinanti, a differenza dei materiali sintetici derivati dal petrolio. La pelle naturale rappresenta quindi un’alternativa sostenibile ai materiali di origine fossile, come la finta pelle in PVC o poliuretano, che hanno un impatto ambientale maggiore in termini di emissioni e rifiuti non biodegradabili.
Il settore conciario in Italia
L’industria conciaria italiana è un settore di grande rilevanza economica, con una lunga tradizione e un forte impatto sia a livello nazionale che internazionale. Conta 1.210 aziende e impiega oltre 17.600 persone, generando un fatturato annuo di 5,2 miliardi di euro. La produzione è concentrata soprattutto in Veneto, che da solo rappresenta il 55% del settore, seguito dalla Toscana (28,5%), Campania (7,6%) e Lombardia (5%). L’Italia è un attore chiave nel mercato globale della concia: il 75% della produzione nazionale è destinato all’esportazione, rappresentando il 65% della produzione europea e il 68% delle esportazioni di pelli nell’UE. A livello mondiale, il Paese copre il 19% della produzione totale e il 26% delle esportazioni globali.
Le materie prime provengono principalmente da bovini, che costituiscono il 71 % delle pelli lavorate, seguiti da ovini (11%), caprini (10%) e vitelli (8%). I prodotti finali trovano impiego in diversi settori, con le calzature come principale destinazione (42%), seguite da pelletteria (24%), arredamento (16%), tappezzeria (12%) e abbigliamento (5%). Questo comparto non solo contribuisce all’economia, ma è anche un simbolo del made in Italy riconosciuto a livello internazionale per qualità e artigianalità.
Il valore dell’economia circolare
Questi numeri dimostrano l’importanza di valorizzare gli animali da allevamento, in particolare il bovino, che ha accompagnato l’uomo nella sua evoluzione e continua a far parte della sua quotidianità. La filiera zootecnica rappresenta un modello virtuoso di economia circolare, in cui nulla viene sprecato e ogni risorsa viene valorizzata al massimo. Il recupero e la trasformazione della pelle ne sono un esempio concreto e sostenere questa filiera anziché ostacolarla significa davvero investire in un futuro più sostenibile.
Andrea Bertaglio
Promosso da ASSOCARNI
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