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Nasce l’Osservatorio ASSICA

of Redazione


Lo scorso 14 ottobre, presso l’Auditorium Testori di Palazzo Lombardia a Milano, si è svolto il primo incontro dell’Osservatorio ASSICA, promosso dall’Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi aderente a Confindustria. Con questo evento inaugurale si è voluto coinvolgere le insegne nazionali e internazionali della Distribuzione per creare sinergie e definire strategie comuni. Focus del confronto, le ricerche di The European House – Ambrosetti, Rabobank e NielsenIQ, che hanno illustrato, attraverso analisi ad hoc, un comparto il cui impatto complessivo sul PIL è di 16,8 miliardi di euro, ma che oggi è a rischio tra aumento e instabilità dei prezzi e incertezza dello scenario mondiale.

Lorenzo Beretta, presidente ASSICA, ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa: «Presentiamo oggi, attraverso questo primo evento, un luogo di analisi, riflessione e studio del settore, non fine a se stesso, ma capace di alzare lo sguardo verso la filiera e verso la società. Desideriamo condividere con la Distribuzione i punti di forza e le conoscenze del mercato e del consumatore italiano, per creare percorsi costruttivi verso progetti condivisi di sviluppo. L’obiettivo comune deve essere la crescita e la continua valorizzazione dei nostri salumi italiani».

Ne è seguita un’interessante analisi, con gli spunti generati dalle relazioni degli esperti intervenuti come Eva Gocsik, Global strategist for Animal Protein di Rabobank, Benedetta Brioschi, partner e responsabile Food&Retail e Sustainability di The European House – Ambrosetti, Romolo De Camillis, Retail Director e Researcher di NielsenIQ, e Tiziana Fumagalli, Consumer Panel Manager di NielsenIQ. Lo scenario tracciato è stato un ottimo punto di partenza per sostanziare un dibattito, fornendo dati e focus specifici sul comparto, sottolineando l’impatto economico e le sfide future.


Gli interventi degli esperti

Eva Gocsik (Rabobank) ha illustrato la relazione sullo scenario agroalimentare: «Si prevede che l’offerta globale di proteine animali rimanga limitata nel 2026, a causa di fattori ciclici, come gli sforzi di ricostituzione delle mandrie di bovini negli Stati Uniti e in Brasile, e di aggiustamenti strutturali, in particolare con la Cina, che ribilancerà la produzione di suini per stabilizzare i prezzi domestici. Questo scenario porterà ad una maggiore diversificazione del business». Gocsik ha evidenziato anche come «l’incertezza rimane una costante nei mercati globali delle proteine animali, tra tensioni geopolitiche, malattie veterinarie, cambiamenti climatici e mutamenti nei modelli di consumo».

È poi intervenuta Benedetta Brioschi (TEHA – Ambrosetti): «La composizione del carrello della spesa delle famiglie italiane è rimasta sostanzialmente invariata negli ultimi dieci anni. I prodotti a base di carne continuano a rappresentare la principale voce di spesa, con una quota del 23%, seguiti a distanza da pane, pasta e cereali, al 17%». Per quanto riguarda la filiera agroalimentare, Brioschi ha confermato che «l’industria delle carni suine e dei salumi riveste un ruolo strategico per la competitività del settore. L’intera filiera — dalla produzione primaria, passando per l’industria di trasformazione, fino al commercio all’ingrosso e al dettaglio —, genera un fatturato di 48 miliardi di euro e impiega 135.000 persone in 34.000 imprese. Considerando anche gli effetti indiretti e indotti, l’impatto complessivo sul PIL raggiunge i 16,8 miliardi di euro».

Se da un lato questo quadro generale evidenzia una netta strategicità del settore per il made in Italy, dall’altro rimarca la presenza di numerose criticità: «Il settore si presenta solido, ma esistono sfide legate al contesto geopolitico e ai cambiamenti sociali. Ogni 100 euro di consumi di carne suina e salumi, solo 5,6 euro vanno agli azionisti della filiera estesa. Per questo è fondamentale sviluppare una visione di medio-lungo termine, chiara e oggettiva, che coinvolga tutti gli attori della filiera — produttori e distributori — in un’ottica di ecosistema, al fine di continuare a rispondere alle esigenze dei consumatori» ha concluso Brioschi.

I dati raccolti da NielsenIQ confermano la centralità del comparto salumi all’interno del reparto del fresco e il suo ruolo decisivo nel trainare le performance complessive del largo consumo. «L’analisi che abbiamo condotto ha evidenziato una categoria particolarmente sana sia in termini di giro di affari (in crescita sul 2024) che di parco acquirenti e anche strategica per lavorare sulla frequenza delle missioni di spesa in punto di vendita. Parliamo di una categoria che incide fortemente sulla frequenza delle visite in punto vendita, perché il consumatore la percepisce come un acquisto quotidiano, legato alla tradizione e al gusto, ma anche sempre più orientato alla qualità e alla praticità» ha affermato Romolo De Camillis (NielsenIQ). Accanto ai dati positivi sul fronte dei consumi, dall’analisi di NielsenIQ emerge anche un messaggio chiaro sul piano strategico: per consolidare il trend di crescita, è necessario un approccio condiviso che coinvolga tutti gli attori della filiera. «Il comparto richiede un vero gioco di squadra tra industria e distribuzione. Lo shopper contemporaneo è più informato, esigente e attento ai dettagli: non basta avere un buon prodotto, serve costruire un’esperienza d’acquisto coerente, valorizzare i diversi canali, dal banco servito al libero servizio, e formare personale capace di raccontare il prodotto e trasmetterne la qualità» ha concluso Tiziana Fumagalli (NielsenIQ).

In chiusura dei lavori, Lorenzo Beretta, rivolgendosi alla platea di addetti ai lavori, ha ribadito che «questo momento di confronto vuole essere il punto di partenza di una collaborazione tra noi e la Distribuzione. Questo settore non è privo di difetti, ma abbiamo ancora un futuro da costruire insieme».


Nota

L’iniziativa si è svolta nell’ambito del progetto europeo “Trust Your Taste – CHOOSE EUROPEAN QUALITY”.




“Trust Your Taste – Choose European Quality” è il progetto europeo finanziato dall’Unione Europea per valorizzare i prodotti agroalimentari di eccellenza, promuovere un consumo consapevole e informato, favorire la formazione degli operatori e un dialogo di filiera. Il progetto ha durata triennale (2024-2027), si svolge in Italia e Belgio e gode del co-finanziamento dalla Commissione Europea nell’ambito del Regolamento (UE) 1144/2014 (Azioni di informazione e di promozione riguardanti i prodotti agricoli nel mercato interno).





ASSICA, Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi, è l’organizzazione nazionale di categoria che, nell’ambito di Confindustria, rappresenta le imprese di macellazione e trasformazione delle carni suine. Imprese che nel 2023 hanno sviluppato un fatturato di 9.498 milioni di euro. Nel quadro delle proprie finalità istituzionali, l’attività di ASSICA copre diversi ambiti, tra cui la definizione di una politica economica settoriale, l’informazione e il servizio di assistenza ai circa 180 associati in campo economico/commerciale, sanitario, tecnico normativo, legale e sindacale. Competenza, attitudine collaborativa e affidabilità professionale sono garantite da collaboratori specializzati e supportate dalla partecipazione a diverse organizzazioni associative, sia a livello nazionale che comunitario. Infatti, sin dalla sua costituzione, nel 1946, ASSICA si è sempre contraddistinta per il forte spirito associativo come testimonia la sua qualità di socio di Confindustria, a cui ha voluto aderire sin dalla nascita, di Federalimentare, Federazione italiana delle Industrie Alimentari, di cui è socio fondatore, del Clitravi, Federazione europea che raggruppa le associazioni nazionali delle industrie di trasformazione della carne, che ha contribuito a fondare nel 1957.

>> Link: www.assica.it




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