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Gare carnivore

Maestri della brace: a Caserta celebrata l’arte della bistecca perfetta

of Laganga A.


L’aria era densa di fumo, di profumo di brace e di una tensione palpabile. Dal 13 al 14 settembre scorsi, il Campo Laudato Sì di Caserta si è trasformato nel crocevia dell’eccellenza carnivora italiana, ospitando la finale della settima edizione di The Golden Steak. Otto team, i migliori del Paese, hanno varcato la soglia di un’arena dove il fuoco e il ferro forgiano i maestri della griglia, in una sfida che ha elevato il concetto di barbecue da semplice cottura a vera e propria arte. La competizione ha messo in luce un concetto fondamentale per l’intero settore: il professionismo non si misura solo in base alla fiamma, ma in base a tre elementi inscindibili. Il primo elemento è una padronanza tecnica assoluta, affinata in anni di pratica. Il secondo è la qualità superiore delle carni scelte, vera e propria anima del piatto. Il terzo elemento, e forse il più decisivo, è il perfetto affiatamento di squadra, essenziale per operare sotto una pressione che ha fatto la differenza.

I team in gara, ciascuno col proprio background e la propria storia, hanno rappresentato la punta di diamante di un movimento in forte crescita. Tra loro spiccavano nomi come Assaggeria KM431 con Meat Premium, il Museo della Bistecca insieme a Elitaria, Cillo Grill&Barbecue House con Cillo Experience, L’Oster Bif & Beef Restaurant supportata da NoMadi I Viaggiatori del Gusto, SARKÓS Primal Taste in collaborazione con Fratelli Abbasciano, Braceria Estro Beef Bar insieme a Estro Beef e Luuma Steak con Natale Carni, Osteria Pintadera insieme a Coalbe.

La struttura della finale è stata pensata per testare la versatilità dei concorrenti su tagli che non perdonano. Il primo giorno, la sfida si è concentrata sulla costata, un pezzo che richiede una gestione millimetrica del calore per sciogliere il grasso e infondere succulenza. Il secondo giorno, i team hanno affrontato il maestoso tomahawk di reale, un taglio che, per la sua forma e la presenza dell’osso, è una vera e propria prova di forza e precisione. Infine, il gran finale ha visto i concorrenti cimentarsi con la fiorentina, il Sacro Graal delle bistecche, dove l’equilibrio tra filetto e controfiletto deve essere impeccabile. È stato un test a 360 gradi, che ha premiato la completezza e punito la specializzazione limitata. A vigilare sull’eccellenza c’era una giuria di altissimo livello, composta da otto figure autorevoli del settore: Luca Terni, Gianni Giardina, Andrea Laganga, Eugenio Simonetti, Orlando Di Mario, Francesco Camassa, Riccardo Ricci e Pasquale Maravita.

Oltre all’occhio critico del mestiere, ogni performance è stata valutata scientificamente. I parametri di giudizio sono stati estremamente rigorosi: tenerezza, gusto, succosità, impiattamento e precisione della cottura. Tali criteri hanno avuto un ruolo fondamentale nell’educare sia gli addetti ai lavori che il consumatore finale. A sottolineare l’evoluzione professionale della competizione, sono state introdotte due figure chiave: il Coltellaio Matto (Enzo Palermo), che ha garantito la sicurezza in ogni operazione di taglio, e la dottoressa Susanna Bramante, nutrizionista, che ha sottoposto i team a test sulla conoscenza dei valori nutrizionali della carne. «Abbiamo voluto dare massima importanza alla sicurezza e alla competenza completa», ha spiegato Christian Ranuschio, ideatore e direttore dell’evento.

La finale di The Golden Steak si è confermata molto più di una semplice gara. È un formidabile strumento di marketing e una piattaforma educativa per l’intero settore. I commenti del presidente di giuria Roberto Giacobbo riassumono perfettamente l’essenza dell’evento: «Oltre alla tecnica di cottura, la qualità della bistecca scelta da portare in gara ha fatto la differenza. Un connubio di qualità dei team che ha reso possibili questi risultati straordinari».

Al termine di una battaglia serratissima che ha tenuto pubblico e giuria col fiato sospeso fino all’ultimo verdetto, il podio ha visto salire la Braceria Cillo Grill & Barbecue House al primo posto, seguita da Braceria Estro Beef al secondo e Assaggeria KM431 al terzo. Tre approcci diversi all’eccellenza, accomunati dalla capacità di coniugare tecnica raffinata, qualità della materia prima e gestione emotiva della performance sotto pressione. L’intera gara, con tutti i retroscena e le fasi salienti della competizione, potrà essere vista quest’inverno in occasione della 2a edizione televisiva di The Golden Steak in onda su Food Network. Ma, come ha concluso lo stesso Giacobbo, «il livello sale ogni anno», e questo significa che il vero vincitore non è stato un singolo grigliatore, ma il mondo della ristorazione e delle steakhouse d’Italia, che ha visto i suoi standard elevarsi ulteriormente.

Andrea Laganga

Butcher

www.andrealaganga.it


In foto: Davide Peca, Sabatino Cillo e Antonio Grillo.



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