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Buona carne non mente

Andrea Rosati, la voce europea della zootecnia

of Guizzo E.


Andrea Rosati è una figura di riferimento nel panorama internazionale della scienza zootecnica. Dopo la Laurea in produzioni animali conseguita all’Università di Perugia, ha proseguito la sua formazione con un master in Genetica animale e un Dottorato di ricerca in Biometria e Genetica animale presso l’Università del Nebraska negli Stati Uniti. Al termine degli studi, Rosati ha iniziato la sua carriera all’interno dell’AIA – Associazione Italiana Allevatori, nella sede di Roma, dove si occupava di controlli funzionali e valutazioni genetiche; in breve tempo ne diventa responsabile tecnico, carica che manterrà fino al 2001. Nel corso degli anni ha ricoperto ruoli di grande rilievo: è stato direttore del Laboratorio di genetica e servizi di Cremona (2002-2004); nel 2003 è stato nominato Segretario dell’ICAR – International Committee for Animal Recording, organismo che definisce gli standard mondiali per la misurazione delle performance e delle valutazioni genetiche. È stato inoltre docente di Statistica e Genetica presso le Facoltà di Veterinaria delle Università di Bologna e Camerino.

Attualmente Rosati dirige da più di vent’anni la Federazione Europea di Scienze Animali (EAAP) – European Federation of Animal Science (www.eaap.org), fondata l’8 dicembre 1949 a Parigi e oggi con sede a Roma. Si tratta di un’organizzazione non governativa che promuove la ricerca, il dibattito e la diffusione di risultati scientifici nel campo delle scienze animali e della zootecnia. «Siamo il network europeo di zootecnia più grande al mondo, che conta ben 7.000 iscritti, quasi tutti europei. Ne fanno parte tutti coloro che operano nel settore zootecnico: è diventato un punto di riferimento unico nel suo genere» mi spiega Rosati.

Il convegno annuale EAAP si svolge ogni anno in una città diversa. Nel 2024, dopo vent’anni, è tornato in Italia, a Firenze, mentre quest’anno si è svolto a Innsbruck. Negli anni successivi toccherà ad Amburgo (2026), Dublino (2027) e Valencia (2028). Durante i quattro giorni di congresso vengono illustrare circa 1.800 relazioni scientifiche; di queste, da 300 a 500 provengono da Paesi extraeuropei, mentre tutte le altre sono europee. Le relazioni sono suddivise in quasi 100 sessioni tematiche: insomma, un convegno internazionale da record per i numeri e per l’elevata qualità dei relatori. Rosati tiene a precisare il carattere indipendente dell’organizzazione: «siamo una società scientifica, i nostri membri sono ricercatori, l’opinione che esprimiamo è fondata su dati e verità scientifiche, l’unica verità». L’EAAP è no-profit e le quote associative sono sostenute dai Paesi membri: in l’Italia, ad esempio, da MASAF e AIA, in Germania dalla Società Scientifica Tedesca e in Spagna dal Ministero dell’Agricoltura. Chiunque sia residente in Europa può gratuitamente diventare membro.

Pur mantenendo la connotazione scientifica con l’accademia, EAAP collabora anche con l’industria, dove oggi risiedono molte competenze. Il contributo di un esperto aziendale dona una prospettiva diversa da quella accademica, apportando non solamente una visione differente da quella del ricercatore ma anche valore aggiunto. Tra le attività principali di EAAP si contano workshop scientifici, anche sei in un anno, con una struttura scientifica composta da 12 commissioni di studi divise per specie (bovini, ovini, suini, equini, ecc…) e per disciplina (nutrizione, genetica, fisiologia, benessere, zootecnica di precisione). Rosati è anche co-fondatore di quattro riviste scientifiche internazionali, coautore di due libri e autore di numerosi articoli; è stato coinvolto in oltre venti progetti di ricerca europei, due dei quali oggi coordinati da lui. Tra le sue attività quotidiane, che lo vedono coinvolto nell’organizzazione di conferenze internazionali, webinar, workshops, vi è anche una densa attività divulgativa: la newsletter quindicinale tradotta in dieci lingue ed inviata ai 7.000 membri di EAAP. In Italia è diffusa da Ruminantia, il web magazine dedicato alla zootecnia. Per riceverla, occorre registrarsi sul sito.

«Noi siamo di sostegno alla Comunità europea zootecnica: realizzare un convegno e vedere la massima partecipazione è per noi un gran risultato. Dieci anni fa partecipavano circa 500 persone ai nostri convegni, oggi sono 2.000; vent’anni fa non avevamo né un giornale né una newsletter e nessun progetto di ricerca, oggi abbiamo quattro giornali, una newsletter e quattro progetti di ricerca aperti».

Uno degli obiettivi di EAAP è quello di migliorare la comunicazione diretta con gli allevatori, ancora poco coinvolti. «Serve un aggiornamento costante ma le barriere linguistiche e culturali lo rendono difficile. Utilizzare strumenti digitali e anche l’intelligenza artificiale potrebbe facilitare il dialogo tra ricerca e pratica sul campo» spiega Rosati.


Andrea, come vedi la zootecnia del futuro?

«Un tempo allevare era la cosa più normale del mondo, oggi la zootecnia è sotto attacco e demonizzata. Il mio sogno è una zootecnia evoluta ma, soprattutto, una zootecnia che torni ad essere un’attività rispettata, in possesso di un appeal che non le appartiene più e con una migliore gestione dell’impatto ambientale. Le persone devono comprendere che l’agricoltura è una risorsa strategica: si può rinunciare a tutto, persino a guidare, ma certamente non a nutrirsi. Non mangiare carne può causare deficit cognitivi nei bambini. Il consumo mondiale di carne e latte è in aumento e secondo la FAO crescerà tra il 35% e il 50% entro il 2050, specialmente nei Paesi in via di sviluppo, dove l’accesso alle proteine animali è stato storicamente limitato. Per molte popolazioni poter mangiare carne è ancora un sogno, come lo era per i nostri nonni. Un esempio emblematico è rappresentato dalla Cina, dove il consumo pro capite di carne è aumentato molto negli ultimi sessanta anni. Concludo con una riflessione: vorrei davvero che la gente comprendesse l’importanza dell’agricoltura e che non c’è nulla di più strategico. Senza agricoltura, semplicemente, non si mangia».

Elisa Guizzo – Meat specialist


In foto: Andrea Rosati.




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